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Il mare tradisce ancora i migranti

Un altro giorno infausto, un’altra domenica che ha registrato vittime. Il 3 giugno appena trascorso sarà sicuramente ricordato per le due tragedie avvenute in mare tra l’Egeo e il Mediterraneo, in cui hanno perso la vita decine di migranti che si aggiungono alle tante vittime di naufragi precedenti.

Alle due di notte, nel golfo di Antalya, nei pressi dell’isola Kekova Geykova (mar Egeo), un motoscafo è affondato a causa di un’avaria al motore. Il bilancio delle vittime è di 9 morti, tra cui 6 bambini, 2 uomini e una donna.

Nelle stesse ore un’altra tragedia si è verificata nel Mediterraneo, al largo delle coste tunisine. Un barcone con circa 180 persone a bordo è affondato al largo della città di Sfax. Il bilancio è di 48 morti, mentre sono 67 le persone tratte in salvo dai soccorsi. Intanto, proseguono le ricerche via mare e via aerea di altri dispersi.

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Sono sempre più frequenti le imbarcazioni tunisine che tentano di entrare in Europa, a causa dell’alto tasso di disoccupazione registrato nel Paese negli ultimi anni. Nell’ottobre scorso altre 44 persone avevano già perso la vita in un’altra tragedia simile, in cui una barca che trasportava migranti si era scontrata con una barca militare. Per quanto riguarda la Turchia, grazie all’intervento del governo si sono ridotti drasticamente gli sbarchi verso le isole greche.

I dati dell’Unione Europea, ad oggi, hanno registrato quasi 600 vittime solo quest’anno, tra i 22.000 migranti che sono riusciti a raggiungere le coste europee attraverso il Mediterraneo. Questi sono dati non allarmanti per una situazione che resta comunque di difficile gestione. Infatti, le limitazioni e i controlli posti dai Paesi europei non riescono a contenere del tutto questo flusso migratorio proveniente dall’Africa e da Oriente. Spesso si tratta di ampi barconi che trasportano uomini, donne e bambini di diverse nazionalità. Tunisini, marocchini, libici e siriani in fuga dal loro Paese che versa in condizioni pietose a causa della guerra. Alcuni barconi riescono a giungere a destinazione, ma altri affondano in mare durante la notte per scarsa visibilità o guasti al motore. Spesso nemmeno i soccorsi riescono a essere tempestivi, tranne in rarissimi casi. E a volte anche l’identificazione dei superstiti diventa difficile per mancanza di documenti validi con tutte le generalità richieste.

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D’altro canto, per quanto riguarda l’Italia, fino ad oggi c’è stato un calo di sbarchi del 75% rispetto a quelli dello scorso anno. In forte decremento anche gli arrivi dalla Libia. Aumentano le richieste di asilo in altri Paesi europei, attraverso le quali si è iniziata una valida collaborazione tra le varie nazioni dell’Unione Europea nell’ospitare equamente i migranti, per non creare un sovraffollamento di stranieri in unico Paese. Ai dati incoraggianti di questo primo semestre del 2018 si affidano le speranze di tutti affinché il problema possa diventare ancora più gestibile.

Data:

5 Giugno 2018