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“Il mio Compleanno”

E’ mia intenzione portare a conoscenza di tutti la “sofferenza – tristezza” che Gesù Bambino sperimenta nel suo cuore il giorno di Natale, il giorno del suo Compleanno. Trascrivo il “dialogo” che Gesù fa con ognuno di noi, con te lettore. Leggi con il cuore quanto segue.

cms_243/downloadbambinoGesù.jpg“Come saprai, si avvicina nuovamente la festa del ‘mio Compleanno’. Tutti gli anni si fa una festa grande in mio onore, e penso che anche quest’anno succederà lo stesso. In questi giorni la gente visita molti negozi, molti supermercati, in cerca di doni, di regali da donare. Anche le radio e le televisioni reclamizzano la mia festa, il mio Natale. E’ bello sapere che almeno un giorno all’anno le persone si ricordino della mia festa, del mio Compleanno, e pensino un poco a me.

cms_243/downloadnascitaGesù2.jpgCome tu sai, è da tanti anni che le persone festeggiano il mio Compleanno. Al principio sembrava che le persone comprendessero quello che ho fatto per loro nascendo, ma oggi nessuno sa quello che celebra. La gente si riunisce, si diverte molto, ma non sa di cosa si tratti… Ricordo l’anno scorso, arrivato il giorno del mio Compleanno, le persone fecero una grande festa in mio onore. Le tavole erano bandite di saporite pietanze, bevande, candeline colorate accese, le pareti decorate a festa, molte luci a intermittenza, nastrini, moltissimi regali; era bellissimo vedere tutta quella festa. Ero emozionato. Sì, quella festa era tutta per me. Ero felice, contento. Per la gioia, il mio cuore stava per scoppiare.

cms_243/imagesbabbonatale.jpgSai una cosa, amico? Non mi invitarono! Non mi invitarono! Ed io ero il festeggiato! Non si ricordarono di invitarmi, e la festa era per me…, era il mio Compleanno! Mi lasciarono fuori, mi chiusero la porta in faccia…; io volevo condividere con loro la mia gioia, la mia “pace”. In verità non mi sono stupito tanto. Negli ultimi anni, tutti, dico tutti, mi chiudono la porta in faccia. Dal momento che non mi invitarono, e mi piaceva la festa e il calduccio dei termosifoni, entrai senza fare rumore e mi sedetti in un angolo della stanza. Tutti brindavano, alcuni erano un poco ebbri, ridevano, si divertivano, cantavano i miei canti natalizi. All’improvviso accadde qualcosa: un vecchio, grosso, vestito di rosso e con la barba bianca, un poco brillo, entrò in casa e si lasciò cadere pesantemente su un sofà, e tutti gli corsero incontro divertiti dicendo. ‘Babbo Natale! Santa Claus!’. Sembrava che la festa fosse stata organizzata per lui, in suo onore, e non per me.

cms_243/imagesregalinatale.jpgA mezzanotte tutti incominciarono ad abbracciarsi con gioia. Io stesi le mie braccia aspettando che qualcuno mi abbracciasse, ma nessuno mi abbracciò. Subito dopo incominciarono a distribuire i regali, e contenti li aprivano. Io mi avvicinai per vedere se per caso ci fosse il mio, ma non c’era. Il mio regalo non c’era. Dimmi: che sentiresti nel tuo cuore se nel giorno del tuo compleanno gli ospiti si facessero regali tra di loro e a te non regalassero niente? Allora capì che la mia presenza in quella festa era inutile, e così, senza far rumore, mi alzai, aprì la porta, uscì e mestamente mi ritirai nella mia grotta di Betlemme, al freddo, all’abbandono, alla solitudine.

cms_243/imagesCenoni_di_Natale.jpgTutti gli anni è la stessa cosa: la gente si ricorda del cenone, dei regali, delle feste, e nessuno si ricorda di me, ne de miei fratelli più piccoli (i poveri). A te che stai leggendo, vorrei dirti quanto segue:

  • in questo Natale, festa del mio Compleanno, permettimi di entrare nella tu vita, nel tuo cuore, nei tuoi ricordi; apri il tuo cuore ai miei Consigli evangelici, si’ missionario/a.
  • Rammenta che 2.000 anni addietro sono venuto in questo mondo per dare la mia Vita per te sulla Croce, e così salvarti.
  • Oggi ti chiedo soltanto di credere in me, di amarmi, di ricordarmi, di aprirmi il tuo cuore. Amando ed aiutando i “poveri”, ami ed aiuti me. Non disprezzare l’emigrante, il diverso, la persona che ti tende la mano per ricevere un tuo “dono”. Vedi nel “prossimo” una persona da amare, da aiutare, da incoraggiare. I poveri sono i miei fratelli “preferiti”.
  • Ti faccio una confidenza: dal momento che nessuno mi invita per il mio Compleanno, ho pensato di organizzare una mia festa, grande, meravigliosa; una festa che nessuno mai ha visto prima. Sto facendo gli ultimi preparativi, sto inviando molti inviti, voglio molti invitati. Oggi stesso invierò un biglietto d’invito anche a te; un invito tutto speciale. Lo sai che ti voglio bene? Lo sai che tutto il giorno mi ricordo di te? Sì, amico, fratello: tu sei prezioso ai miei occhi, ti voglio bene, ti amo di un amore grande, incommensurabile! Solamente dimmi se verrai alla mia festa, se accetti il mio invito. Ti riserverò un posto, vi scriverò su il tuo nome. Tu fai parte della mia lista speciale. Resteranno fuori tutti quelli che non risponderanno al mio invito. Preparati, perché quando tutto sarà pronto, il giorno meno pensato, darò la mia festa”. Grazie, Gesù, per nascere!

Data:

1 Giugno 2014