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IL MONITO DEL CARDINAL PAROLIN: “CI STIAMO DIRIGENDO VERSO UN CONFLITTO MONDIALE VERO E PROPRIO”

In un’intervista rilasciata al Times il segretario di Stato Vaticano, Cardinal Parolin, riferendosi alla questione ucraina ha affermato che lo scontro sta conducendo verso un conflitto mondiale vero e proprio.

Fra Roma e Mosca vi è un dialogo difficile, che procede a piccoli passi e che conosce anche fasi altalenanti, ma che fortunatamente non si è interrotto. “La Chiesa è pacifista perché crede e lotta per la pace; la diplomazia della Santa Sede non è legata ad uno Stato ma ad una realtà di diritto internazionale che non ha interessi politici, economici, militari. Si pone al servizio del vescovo di Roma, che è il pastore della Chiesa universale”.

L’intervista ha toccato temi che vanno dalla diplomazia della Santa Sede – in quanto universale, poiché i rappresentanti pontifici provengono dalle Chiese locali di tutto il mondo – alla geopolitica, indispensabile per esercitare la professione diplomatica nel modo più efficace possibile.

Si è poi esplorato il ruolo internazionale di Papa Francesco – un simbolo insieme ai suoi predecessori – di “una Chiesa meno eurocentrica” per uno sguardo multilaterale ai problemi internazionali.

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Per quanto riguarda l’uso delle armi, il Cardinale Parolin ha sottolineato che il Catechismo della Chiesa Cattolica prevede l’autodifesa; quindi, i popoli hanno il diritto di tutelarsi se attaccati. A sua volta, però, questa autodifesa armata dovrebbe essere esercitata entro certe condizioni che lo stesso catechismo enumera: che tutti gli altri mezzi per porre fine all’aggressione si sono rivelati impraticabili o inefficaci; che ci sono fondate ragioni di successo; che l’uso delle armi non causa mali e disturbi maggiori di quelli da eliminare.

Di fronte all’uso sproporzionato e sconsiderato delle armi in molte parti del mondo, il Cardinale Parolin sottolinea che “la guerra inizia nel cuore dell’uomo” e “ogni insulto allontana la pace e rende più difficile qualsiasi negoziato”.

Tuttavia, guardando ancora oggi al drammatico affare ucraino, non sembra emergere al momento alcuna disponibilità a impegnarsi in veri e propri negoziati di pace e ad accettare l’offerta di super partes di mediazione. Come è evidente, non è sufficiente che una delle parti la proponga o la ipotizzi unilateralmente, ma è imperativo che entrambe esprimano la loro volontà al riguardo.

In riferimento all’Ucraina, il cardinale ha concluso l’intervista riconoscendo la possibilità di un salto negativo verso i tasselli che convergono verso un conflitto mondiale reale: “Penso che non siamo ancora in grado di prevedere o calcolare le conseguenze di ciò che sta accadendo. Migliaia di morti, città distrutte, milioni di sfollati, l’ambiente naturale devastato, il rischio di carestia a causa della mancanza di grano in tante parti del mondo, la crisi energetica… Com’è possibile che non riconosciamo che l’unica risposta possibile, l’unica via percorribile, l’unica prospettiva possibile è fermare le armi e promuovere una pace giusta e duratura?”.

Data:

10 Agosto 2022