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“Il Papa non si immischia nella politica italiana”

Roma – “Il Papa non si immischia nella politica italiana”. Papa Francesco ha risposto in questi termini alla domande sulla legge sulle unioni civili in discussione al Parlamento. Lo ha fatto, come riferisce Radio Vaticana, nella conferenza stampa sul volo di ritorno dal viaggio in Messico.

“Perché – ha spiegato la sua perentorietà – il Papa è per tutti e non può mettersi in politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa! E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa”.

“Un parlamentare cattolico – ha aggiunto poi Francesco – deve votare secondo la propria coscienza ben formata”, ribadendo il “ben formata”, e come il suo pensiero sulle persone dello stesso sesso sia quello contenuto nel Catechismo della Chiesa cattolica.

TRUMP – Il Pontefice ha risposto anche ad una domanda su Donald Trump. In particolare, come riferisce Radio Vaticana, Francesco si è soffermato sulla questione immigrazione, uno dei punti cardine della campagna elettorale negli Usa. Trump, che punta alla nomination repubblicana, oltre a dare al Papa dell’uomo politico per le sue posizioni nei confronti dei migranti, ha annunciato pesantissime azioni contro di loro.

Il Pontefice ha citato Aristotele perché fu lui a definire l´uomo ’animale politico’ e ha spiegato che “una persona che pensa soltanto di fare muri e non a fare ponti, non è cristiana. Ma -ha aggiunto- bisogna vedere se Trump ha detto così le cose”.

ABORTO – L’aborto è un “crimine” ma “evitare la gravidanza non è un male assoluto in certi casi”, ha sottolineato il Papa. “L’aborto non è un ’male minore’, è un crimine. E’ fare fuori uno per salvare un altro. E´ quello che fa la mafia, eh? E’ un crimine. E’ un male assoluto. Il grande Paolo VI – ha però ricordato Francesco – in una situazione difficile in Africa, ha permesso alle suore di usare gli anticoncezionali per i casi di violenza. Non si deve confondere il male di evitare la gravidanza con l’aborto”.

Anche perché, ha spiegato il Pontefice, “l´aborto non è un problema teologico, ma un problema umano. È un problema medico: si uccide una persona per salvarne un’altra nel migliore dei casi. È contro il giuramento di Ippocrate che tutti i medici devono fare. È un male in se stesso, ma non è un male religioso, no è umano. Invece evitare la gravidanza non è un male assoluto in certi casi”.

Sul virus Zika e sul rischio per le donne in gravidanza che ha condotto alcune autorità a proporre l’aborto o di evitare la gravidanza, Francesco ha dunque ripetuto con forza il perché la Chiesa non possa prendere in considerazione il concetto di “male minore”, tuttavia, ricordando anche le indicazioni di Paolo VI per i casi di violenza come fu per alcune suore in Africa autorizzate ad usare anticoncezionali, ha spiegato che talvolta evitare la gravidanza non è un “male assoluto”.

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19 Febbraio 2016