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IL POLITICALLY CORRECT DEI “GOLDEN GLOBES AWARDS”

Nel pieno della “bufera” Weinstein, i Golden Globes Awards 2018 sono andati in scena all’insegna del politicamente corretto e del fallimento del cinema italiano. Neanche un premio è finito alle produzioni nostrane. Si sperava in qualcosa per l’opera di Sorrentino, The Young Pope; ma alla fine anche un regista come lui, tanto affermato a li vello internazionale, è tornato in Italia a mani vuote. E nulla ha ottenuto, per la categoria cinema, anche l’altro film italiano in concorso, Chiamami Col Tuo Nome di Luca Guadagnino, battuto da Three Billboards Outside Ebbing, Missouri che ottiene un premio anche per l’attore Sam Rockwell. Della serata organizzata al Beverly Hill Hotel di Los Angeles, non è, evidentemente, passato inosservato il red carpet “in nero” sia femminile che maschile.

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Le attrici e gli attori hanno sfilato in abito nero in protesta a tutti gli episodi di violenza psico-fisica accaduti e che continuano a verificarsi nell’industria cinematografica non solo americana; ma anche per sollecitare equità professionale e salariale fra uomini e donne. E c’è chi ancora si divide, in queste ore, sull’ipocrisia o meno di questo gesto simbolico, dal forte contenuto ideologico e provocatorio. Sicuramente a favore, è una delle madrine della serata, Barbara Streisand: “Io sono stata la prima donna a ricevere un premio come registaè successo più di 30 anni fa, signori, è ora di cambiare, i tempi sono maturi, time’s up.” Così ha commentato la settantacinquenne attrice e cantante dopo la consegna del premio a Saoirse Ronan, migliore attrice brillante per il film scritto e diretto da una delle poche donne registe a Hollywood, Greta Gerwig.

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Come detto all’inizio, quelli di quest’anno sono “Awards” tendenzialmente improntati al rispetto dell’identità sessuale femminile, confermato anche dal successo di Big Little Lies, miniserie tv che durante la serata dei Golden Globes ha vinto con Nicole Kidman il “Globo”di migliore attrice protagonista, Laura Dern quello di migliore non protagonista e Alexander Skarsgård, invece, quello al migliore attore non protagonista. Miglior attrice per un film drammatico è Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Tra gli uomini, “Globe” anche per Gary Oldman e la sua magistrale interpretazione di Winston Churchill in L’Ora Più Buia. Miglior regia a Guillermo Del Toro per il film La Forma dell’Acqua.

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Da segnalare anche quello alla carriera a Oprah Winfrey, data per candidata alle prossime presidenziali USA, che con uno slogan ha detto: “Il tempo degli uomini che abusano del loro potere è finito”. Per la lista completa con tutti i premi, si rimanda al sito https://www.goldenglobes.com/. Produttori e produttrici, registe e registi, attrici e attori, ci danno appuntamento a marzo per la notte degli Oscar.

(Foto dal sito ufficiale dei Golden Globes: si ringrazia)

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9 Gennaio 2018