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IL PRANZO PASQUALE

Quando da bambino arrivava il giorno di Pasqua, era una giornata piena di gioia, felicità, armonia. Puntualmente mia madre mi svegliava presto ed una volta arrivato in cucina ancora sonnolente mi si presentava davanti agli occhi una tavola imbandita con una bellissima pizza di Pasqua, piatti colmi di salumi vari, l’immancabile colomba e le uova sode che nel corso dei giorni precedenti avevo avuto la cura di disegnare con i colori che più desideravo.

cms_29979/1.jpgL’usanza era quella di fare “coccetto” cioè ogni componente della famiglia prendeva un uovo lo stringeva tra le mani facendo fuoriuscire soltanto la parte a punta dell’ovale e ci si confrontava nel “cocciare” l’un l’alto, vinceva chi rimaneva con l’uovo intero. Ovviamente non si vinceva nulla ma era un modo per vivere questa giornata in modo diverso. Una volta divenuto più grandicello riuscivo a conquistare anche un poco di passito di Pantelleria da abbinare alla colomba.

cms_29979/2_1680571521.jpgLa fine della colazione era scandita dall’apertura delle uova pasquali, rigorosamente al latte per noi bambini e fondente per gli adulti. Una pausa ci divideva dal pranzo pasquale in cui molte volte era d’obbligo un passaggio nella chiesa parrocchiale dove era consuetudine lo scambio di auguri con gli altri parrocchiani. La mamma generalmente aveva già organizzato il pranzo, sempre con l’ausilio e l’occhio attento di mio padre che insisteva nell’aggiungere del sale da una parte oppure mescolare il sugo dall’altra. All’epoca ricordo che non si parlava di vino né, tanto meno, di abbinamenti con il cibo; era tutto concentrato sul cosa cucinare ed il vino a tavola era quello che ogni famiglia poteva permettersi.

Ma i tempi cambiano, gli usi ed i costumi si modificano ma il concetto di festa rimane invariato; però oggi la scelta del menù per il pranzo pasquale è importante così come lo è l’abbinamento con il vino. Chissà quanti inizieranno la giornata con una ricca colazione come sopra descritta, personalmente continuerò la tradizione anche per senso di rispetto nei confronti dei miei genitori, ormai volati in cielo da anni, ma anche per tramandare ai miei figli una piccola abitudine familiare… alla fine siamo fatti di piccole cose.

Ma arriviamo al pranzo di Pasqua.

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Quest’anno inizierò degustando un Prosecco DOCG di Conegliano/Valdobbiadene che abbinerò ad un antipasto a base di salumi, proseguirò con un Nebbiolo piemontese da abbinare su un primo piatto a base di ragù e poi un Barolo DOCG che metterò sull’abbacchio, come da tradizione.

Forse, però quest’anno potrei cambiare e dirigermi su un pranzo diciamo vegetariano. In tal caso inizierò sempre con una bollicina da abbinare a verdure grigliate, un vino bianco tipo Pecorino abruzzese o greco Bianco calabrese da provare su una carbonara di zucchine. Gli stessi potranno essere di ausilio anche su una parmigiana di carote e mozzarella, come secondo piatto.

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Per finire in abbinamento alla ormai classica colomba, un Moscato d’Asti oppure un Rum agricolo; in tal caso aggiungerò del cioccolato fondente 80% ed un sigaro per concludere, et voilà, il gioco è fatto.

Buona degustazione e Buona Pasqua.

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Data:

4 Aprile 2023