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IL PROTEZIONISMO SOVRANISTA DANNEGGIA L’ECONOMIA

Dazi USA al 25% su pecorino, parmigiano, provolone, cozze e liquori, alla faccia di tutti quegli americani amanti del buon cibo. È questo l’infausto verdetto della “black list” dei prodotti che verranno colpiti dai pesantissimi dazi: fino a 6,8 miliardi di euro, come riconosciuto di diritto agli Stati Uniti dalla World Trade Organization nell’ambito del contenzioso Boeing-Airbus. L’UE sarebbe colpevole, secondo la Wto, di aver concesso aiuti di stato illeciti ad Airbus, danneggiando così l’americana Boeing. “Una grande vittoria per gli Stati Uniti, una vittoria da 7 miliardi di dollari”, è il commento di Donald Trump, che non si è fatto attendere. L’ultranazionalista presidente degli Stati Uniti, dopo Cina e ambiente, ha giurato quindi guerra all’Europa. Guerra che, tra l’altro, era nell’aria da tempo, come avevano ampiamente dimostrato i numerosi endorsement ai brexiters, che Trump ha sempre sperato potessero avere successo per indebolire il grande avversario europeo e favorire potenzialmente un’alleanza commerciale USA-UK; ipotesi però temporaneamente congelata dall’opposizione di Londra, visto e considerato che nell’idea del presidente USA c’è l’imposizione ai britannici di conformarsi alle quasi inesistenti norme di sicurezza degli alimenti vigenti in America. Un po’ di fatti raccapriccianti: come riportato il 18 ottobre 2018 da Business Insider, negli Stati Uniti i produttori si attengono ad un “manuale sui massimi livelli di difetti”. Ad esempio, possono includere fino a 30 frammenti di insetto in un vasetto da 100 grammi di burro di arachidi, così come 11 peli di roditore in un contenitore da 25 grammi di paprika; o 3 milligrammi di escrementi di mammiferi per ogni libbra di zenzero, per non parlare della famigerata carne agli ormoni. Tutte cose, che, ovviamente, sono vietatissime dalle regole dell’Unione Europea. Così, l’inquilino della Casa Bianca, idolo dei sovranisti di tutta Europa, a partire dal 18 ottobre calerà una scure pesantissima proprio sull’economia di quei Paesi, i propri, che i vari leader populisti affermano di voler tanto difendere ed amare. Per l’Italia, il danno è stimato allo 0,05% del Pil (in altre parole, circa 1 miliardo di euro).

Trump ha dimostrato che, quando c’è il nazionalismo estremo, si è per antonomasia nemici di tutti, a prescindere che le controparti provengano dall’Asia o dall’Occidente. Ciò che si teme adesso, e che anzi pare in effetti inevitabile, è l’innesco di una vera e propria guerra commerciale nello stile della Guerra Fredda. L’Europa, infatti, se tra due settimane i dazi dovessero in effetti entrare in vigore, non potrà certo restare a guardare, e risponderà con veemenza. Già a caldo sono arrivate le prime condanne da parte dei vari esponenti dei governi UE, tra cui Giuseppe Conte: “la decisione del Wto sui dazi è un problema molto serio, ma confido negli Statii Uniti perché prestino attenzione ai nostri prodotti strategici. L’Italia si rende perfettamente conto che c’è una tensione commerciale a livello globale e questo confronto sui dazi fra Stati Uniti e Unione Europea non può non considerare che noi siamo coinvolti come Ue”, ha affermato il Premier. Per il Ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, gli Stati Uniti commetterebbero un errore economico e politico perseguendo la strada intrapresa. Le Maire ha affermato che si vuole tentare la strada del dialogo, ma, se ciò non fosse possibile, è sicuro che gli europei sarebbero pronti a rispondere fermamente. Più importante di tutte, la condanna giunta dalla Commissione Europea: “L’Ue deplora la decisione degli Usa di imporre dazi ulteriori sulle esportazioni europee, ciò andrà a nuocere le imprese americane e complicherà i negoziati, ha reso noto un portavoce. La guerra commerciale potrebbe non essere ancora giunta al proprio apice, e farà indubbiamente danni enormi a tutti. Nonostante ciò, noi, come italiani, siamo felici che, tra il Parmigiano Reggiano e la carne agli ormoni, ci spetti il primo alimento.

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4 Ottobre 2019