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Il ricatto sui migranti in Usa

Il ricatto sui migranti in Usa

cms_9621/migranti_rete_fg.jpgGli agenti dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement, l’anti-immigrazione diventata il braccio armato della politica anti-immigrati di Donald Trump, stanno offrendo ai genitori migranti il ricongiungimento con i figli sottratti al momento dell’arresto se firmano un documento per la deportazione volontaria.

E’ la denuncia fatta ai media americani dalle associazioni per i diritti civili i cui avvocati stanno offrendo assistenza legale alle migliaia di famiglie separate dalla politica di tolleranza zero.

E l’American Civil Liberties Union ha chiesto all’amministrazione Trump di smettere di distribuire ai migranti detenuti un modulo in cui si presentano solo due alternative: o essere riuniti con i loro figli prima di lasciare il Paese o essere deportati senza di loro. Per ottenere il congiungimento ai migranti viene detto che devono accettare il rimpatrio definitivo, rinunciando così alla richiesta di asilo.

Questo, affermano dalla Aclu e dalle altre associazioni, in contrasto con la sentenza del 26 giugno del giudice federale in cui è stato imposto all’amministrazione il ricongiungimento delle famiglie entro 30 giorni, 14 nel caso dei bambini sotto i cinque anni. La sentenza impone anche che tutti i genitori, a molti dei quali non è stato detto per giorni dove si trovassero i figli, venga permesso di parlare con i propri figli entro questo venerdì. Il giudice infine ha vietato all’amministrazione di deportare i genitori senza i figli, a meno che questi non lo accettino volontariamente.

Sentiamo di persone alle quali è stato detto che non possono chiedere asilo e riavere i propri figli“, ha detto Gracie Willis, legale del Southern Poverty Law Center. L’Ice si è difesa affermando che il modulo è solo per i migranti per il quale è già scattato l’ordine di deportazione, “non ha niente a che vedere con chi ha ancora la procedura per l’asilo in corso”, ha detto una portavoce.

Willis invece parla di almeno quattro genitori, che non hanno ancora l’ordine di rimpatrio, ai quali è stato presentato questo modulo che non hanno voluto firmare. “Per loro è fonte di confusione, potrebbe essere una situazione coercitiva, sicuramente fuorviante”, ha aggiunto l’avvocato. “La sentenza parla chiaro, i genitori devono riavere i propri figli senza che questo sia subordinato alla rinuncia di fare ricorso contro la deportazione”, le ha fatto eco Lee Gelernt, legale della Aclu.

Mattarella: “Schengen irrinunciabile”

cms_9621/mattarella_tallinn_quir.jpgParlare di chiusura delle frontiere nell’Europa di Erasmus e di Schengen è irrazionale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha difeso, nella dichiarazione che è seguita all’incontro a Tallin con la presidente della Repubblica di Estonia, Kersti Kaljulaid, il valore della libera circolazione in Europa davanti alla minaccia di chiusura delle frontiere, prefigurata da alcuni dell’Unione.

“Vi sono molte cose che contrassegnano l’Unione europea – ha detto Mattarella – ma, a mio avviso, ce ne sono due che ne esprimono appieno l’anima: Erasmus e Schengen. Ormai i nostri giovani si sentono europei e il poter viaggiare liberamente in Europa è per loro un dato irrinunciabile. Metterlo a rischio è poco responsabile. Parlare di chiusura dei confini, in un momento in cui tutto dovrebbe indurre a una maggiore razionalità nell’analizzare e di conseguenza governare il fenomeno migratorio, è da evitare“.

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“Dalla metà del 2017 alla metà del 2018, gli arrivi in Italia attraverso il Mediterraneo sono diminuiti dell’85%. La pressione si è abbassata e questo dovrebbe consentire a tutti i governi” di affrontare il nodo delle migrazioni “con razionalità e senza cedere all’emotività. Parlare di confini da chiudere – ha ammonito in conclusione Mattarella – non è razionale, ma risponde all’emotività subita o suscitata. La responsabilità politica richiede invece razionalità e governo comune del fenomeno. Una cosa possibile che abbiamo il dovere di fare”.

Epidemia di listeriosi, 47 contagi e 9 morti

cms_9621/Laboratorio_medico_fg.jpgEpidemia di listeriosi in Ue. Finora sono 47 le persone contagiate, con 9 morti dal 2015 all’8 giugno di quest’anno in 5 Paesi: Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia e Regno Unito. A segnalarlo è l’ultimo bollettino pubblicato da Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) e dall’Efsa (European Food Safety Authority). L’analisi ha permesso di rilevare la listeria in mais dolce surgelato, ma anche in mix di vegetali surgelati fra cui il mais, fagioli surgelati e spinaci surgelati. L’origine della contaminazione è stata individuata in uno stabilimento ungherese, e ha coinvolto produzioni del 2016, 2017 e 2018. La durata suggerisce che il ceppo del microrganismo possa essere rimasto negli ambienti della struttura anche dopo le procedure di pulizia e decontaminazione.

La listeriosi è una seria intossicazione alimentare causata dal batterio Listeria monocytogenes, che può essere particolarmente insidiosa per persone con un sistema immunitario compromesso, ma anche anziani, bambini e donne incinte. Le autorità ungheresi hanno bandito e ritirato dal mercato tutti i prodotti a base di vegetali surgelati che sono usciti dallo stabilimento in questione tra l’agosto 2016 e il giugno 2018. Nuovi casi di listeriosi però potrebbero ancora verificarsi, avvertono Ecdc ed Efsa, per via del lungo periodo di incubazione della malattia (fino a 70 giorni), per la lunga durata di conservazione dei surgelati e per il fatto che alcuni esemplari possano essere stati acquistati prima del ritiro dal mercato e consumati senza essere stati prima ben cotti.

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5 Luglio 2018