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IL RISPETTO DI UNA LEGGE UGUALE PER TUTTI

Anche se non ne siamo ogni giorno pienamente consapevoli, il diritto è ovunque. Regola la nostra vita quotidiana fin nel dettaglio. Niente è lasciato al caso. Il diritto ci accompagna dalla gestazione sino alla morte e, per eredi e superstiti, anche oltre. Dunque non possiamo permetterci di ignorare la sua importanza e il suo valore intrinseco. Il diritto disciplina aspetti fondamentali della nostra vita.

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Non solo i rapporti interpersonali ma anche l’organizzazione dell’intera società -un organismo dotato di vasti centri operativi e comunicativi che necessitano di ordine e coerenza-. Per far ciò, vengono elaborati dei criteri che consentono una compostezza armonica della stessa collettività. Tuttavia le leggi non nascono dal nulla, poiché hanno bisogno del pensiero umano per poter esser prodotte ed effettivamente concretizzate. Quindi prima delle leggi, ci sono coloro che hanno il diritto e il dovere di emetterle. Il riferimento è agli organi e ai soggetti che li compongono, preposti all’esecuzione di tal compito.

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Non è da sottovalutare il fatto che si tratta pur sempre di uomini, ovvero di persone con interessi propri che in ogni caso dovrebbero avere un rilievo decisamente secondario rispetto alla forte esigenza del bene comune. Nel senso che, in primis, le leggi dovrebbero riservarsi l’obiettivo di tutelare il cittadino qualunque dall’ingiustizia e dall’abuso dello Stato. Talvolta invece, non fanno altro che causare altre problematiche. La situazione italiana attuale è: tante leggi, mala organizzazione, poca chiarezza e incapacità di risolvere i nodi fondamentali delle questioni. Il tutto contornato da troppe persone legate a interessi particolaristici. Interessi e leggi vanno di pari passo. Gli uni si accompagnano alle altre e viceversa. Proprio per questo, non si può rischiare di farsi travolgere dal perseguimento dei vantaggi di pochi a scapito di quelli della moltitudine.

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In un momento come questo, si può comprendere quanto sia necessario elaborare e mettere in atto delle norme che aiutino a superare la crisi. Tenendo conto del fatto che nella legislazione italiana, esiste già una notevole stratificazione di leggi. Un dato che sottolinea un problema del nostro Paese. Infatti, le leggi vengono emanate non solo in stato di necessità o bisogno, ma soprattutto per regolare e autoregolare la quotidianità dei rapporti e delle relazioni. Capita, però, che a volte vi sia un sovraccarico di norme, la cui coordinazione diventa estremamente difficile. Oltretutto può accadere che queste siano addirittura d’intralcio ad una sana e corretta gestione di determinate circostanze.

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Inoltre è d’obbligo a questo punto, inserire il diritto italiano in una cornice più ampia, cioè quella internazionale. Il che comporta ulteriori disagi e difficoltà. In Italia vi sono ingenti sprechi di risorse che non vengono efficacemente colmati dall’uso delle leggi. L’invito ad una profonda riflessione è semplicemente per capire cosa non quadra. Eh sì, perché il diritto non ordina -senza generalizzare preferiamo dire che vi è comunque successo in alcuni casi- nel modo in cui dovrebbe. Vi sono ancora molti intralci che bloccano la fluidità naturale dell’essenza della legge. E se errare è umano, perseverare è sicuramente diabolico. Volendo partire da un inizio, vige ridefinire il contenuto di alcune leggi – qualcuna, ad esempio, che oltre ad essere inefficace, è caratterizzata da un significato incomprensibile, oscuro o troppo vasto- per facilitare il normale scorrimento della vita. In poche parole, se vogliamo far ripartire l’Italia, si deve cominciare dal basso. Dobbiamo prima capire cosa vogliamo e quali scopi intendiamo raggiungere, poi abbandonare sugli spalti il tornaconto deleterio di qualcuno e infine costruire un’Italia in cui la legge sia realmente uguale per tutti e favorevole alla crescita personale e collettiva.

Data:

18 Ottobre 2014