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IL SAN NICOLA, “GELATO” SUL FINIRE. IL BARI PERDE (2-3) PER UNA INGENUITA’ DIFENSIVA

Dopo la battuta d’arresto di Pescara, per i biancorossi è arrivata un’altra sconfitta, immeritata, contro un’altra squadra forte e concreta: il Crotone. Una partita bella e divertente (terminata 3-2 per i calabresi) in cui è successo di tutto, con le due squadre che hanno giocato a viso aperto dal primo all’ultimo minuto. Una partita difficile da commentare in cui il Bari ha giocato bene, ma ha perso ugualmente per l’ennesimo orrore difensivo. Senza voler colpevolizzare i singoli calciatori, dispiace, perché, fino a 6 minuti dalla fine, la squadra (in vantaggio) si era comportata molto bene ed invece, come a Pescara, anche oggi, ci si ritrova a raccontare di un’altra amara sconfitta.

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Non mi era mai capitato – dichiara sconsolato mister Camplone a fine gara – in tanti anni di carriera, giocare così bene e perdere in questo modo. Purtroppo ci ha punito un errore individuale. Siamo stati aggressivi per tutta la partita e meritavamo di vincere. Ma dobbiamo crescere. Abbiamo perso tre punti importanti. Una vittoria ci avrebbe dato morale in più. A 5 minuti dalla fine bisognava controllare la gara, ma siamo stati superficiali e presuntuosi. Sull’esultanza di Maniero? Forse era riferito a me, ma non importa”.

In effetti, dopo i primi due minuti di follia, dove i padroni di casa hanno incassato il gol, il Bari ha spinto sull’acceleratore sfiorando il pareggio, a più riprese, con Maniero e De Luca fermati da un ottimo Cordaz e, da Rosina, bloccato dalla traversa. Anche nella ripresa il Bari inizia bene. Camplone rileva uno spento Jakimovski per Cissokho (ottima la sua gara) e il Bari prima pareggia con Maniero, pronto a raccogliere una corta respinta di Cordaz, poi, passa meritatamente in vantaggio con De Luca su calcio di rigore.

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Il Crotone reagisce subito e va pericolosamente al tiro con Ricci (respinge Guarna) e con Martella, autore di un clamoroso palo. Ma le emozioni non sono terminate al San Nicola. A sei minuti dalla fine, infatti, un altro errore di Donkor provoca l’espulsione di Guarna con il conseguente calcio di rigore (trasformato da Torromino) per il Crotone. Il Bari, così, avendo effettuato i 3 cambi, non solo resta in 10, ma è costretto a schierare Maniero in porta. Anche in inferiorità numerica, i biancorossi provano generosamente a pungere gli ospiti. Invece, nel recupero, arriva il vantaggio del Crotone, con Budimir, che gela il San Nicola. Al termine della gara, tuttavia, i circa 23.000 spettatori hanno applaudito lungamente la squadra per la voglia, la determinazione e l’intensità dimostrata in campo.

Una sconfitta ingiusta, per quanto visto in campo, contro un forte Crotone, che non ridimensiona le ambizioni del Bari, ma che con ogni probabilità, annulla definitivamente le già residue speranze della promozione diretta. Ma ciò, non deve demoralizzare l’ambiente, quanto piuttosto spingere a fare meglio perché la serie A si può conquistare anche vincendo i play – off.

Non si può rimproverare nulla ai ragazzi di Camplone. Resta, infatti, l’ottima prestazione e, soprattutto, gli evidenti e continui progressi dal punto di vista del gioco. Si è visto un Bari da un volto solo (come aveva chiesto alla vigilia il tecnico abruzzese) che ha giocato con maggiore continuità e grande intensità. Restano invece i limiti difensivi, amnesie che stanno costando parecchio alla squadra in termini di punti.

Certo, mancano ancora 17 gare (51 punti in palio) alla fine del campionato e nulla è compromesso, ma è evidente che bisogna sbagliare il meno possibile, a cominciare dalla prossima complicatissima trasferta di Avellino.

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6 Febbraio 2016