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IL SESSO DEL VINO – Percorsi di-vini

Da qualche giorno è terminata la manifestazione nazionale più importante del 2024, il Vinitaly, che quest’anno ha visto la presenza di oltre 96.000 persone, segno tangibile di quanto il comparto viticolo goda di ottima salute, anche se alcuni segnali internazionali fanno pensare ad una lieve caduta di consumo.

L’Italia e la sua produzione sono al centro dell’attenzione mondale. Il nostro “bel Paese” si distingue per eccellenza ed i Produttori sanno di trovarsi nel pieno dell’interesse internazionale. Contestualmente ad una grande visibilità sulle produzioni di qualità nasce, quasi per caso, una disquisizione, sui media nazionali, dove si cerca di demonizzare questo nettare come se fosse un nemico dal quale difendersi. Si invitano le Donne a non bere mai da sole, si cerca di far passare l’immagine nel quale si sintetizza il messaggio “se le Donne bevono è per darsi un tono”.

Non desidero entrare nel merito di queste affermazioni poiché ognuno è libero di pensarla come vuole; desidero però porre l’attenzione su cosa il vino rappresenta e su quanto il comparto investa da sempre per creare messaggi di sicura riflessione. L’Italia da oltre 2000 anni è produttrice di vino e fin dai tempi degli Etruschi e dei Romani si coltivavano le uve da utilizzare nel commercio con gli altri paesi. Abbiamo una grande tradizione in merito. Se siamo diventati il punto di riferimento nel mondo non è dovuto ad un caso ma è la conseguenza di secoli di storia.

Migliaia di persone, famiglie, Uomini, Donne, che nel corso della loro vita hanno contribuito alla creazione di questo grande mito. Pertanto, trovo offensivo, declinare il tutto a fantasiose lucubrazioni mentali che non si addicano ad una grande nazione come la nostra.

Il vino non ha sesso; è il frutto della terra ed è il connubio perfetto tra storia, territorio, vigna, ma aggiungerei anche passione, perseveranza, forza, emozione, tradizione, fatica, sudore, paura. A volte la coltivazione della vite ha prodotto drammi familiari, ha allontanato affetti, ha creato distanze, ha sconvolto le notti di molti in attesa del raccolto successivo. Possiamo dire che l’Uomo o la Donna hanno subito diversamente tali preoccupazioni? No, non possiamo, Non c’è differenza alcuna. Il vino non contempla difformità di genere. Il vino è espressione del nostro essere. E la nostra cultura millenaria lo conferma. La capacità di scendere ad un compromesso con la natura porta necessariamente ad elevare il pensiero globale. Il nostro Paese dovrebbe soffermarsi su cosa il settore viticolo rappresenti e spingersi oltre i classici stereotipi che non aiutano la crescita dell’eccellenza a cui siamo abituati da sempre. I nostri Produttori e Produttrici hanno bisogno di sentirsi uniti in questa crescita globale e non interessano loro discussioni sterili che non portano a nulla se non a sminuire il ruolo indiscusso di pionieri della qualità. Il vino non va demonizzato, va apprezzato per tutto quello che ha rappresentato e rappresenta tutt’ora. Vanno onorati i nostri avi che con tanto ardore si sono dedicati a queste produzioni, superando difficoltà enormi in ambienti difficili ed in momenti per noi impensabili. Ecco, torniamo a loro e per una volta riflettiamo sul nostro passato e traiamo da esso la forza per superare l’eterna diatriba tra Uomo e Donna. Discussione che non ha più motivo di esistere, se mai ci fosse stato un motivo. L’Uomo e la Donna sono un tutt’uno di fronte alla forza della natura ed insieme, per secoli, l’hanno plasmata per ottenere il nettare degli Dei, non dimentichiamocelo.

E se una Donna o un Uomo desiderano bere un calice di buon vino, ben venga, poiché significa che hanno coscienza del passato e sono consapevoli delle difficoltà che quel calice ha affrontato per arrivare sulla loro tavola. Possono berlo in compagnia di chi desiderano oppure anche sole con se stesse, l’importante è bere bene, senza esagerare, apprezzandone le proprietà organolettiche e sentendosi pienamente soddisfatte di questa scelta che altro non fa se non sentirsi parte di una storia lontana nei tempi.

Buona degustazione.

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25 Aprile 2024
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