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Il significato del Capodanno

La notte che precede il primo giorno del nuovo anno, secondo l’attuale calendario, è dedicata a San Silvestro. Due sono stati i papi nella storia a portare questo nome, ma solo il primo, vescovo di Roma dal 314 al 335 (anni che segnarono il passaggio dal paganesimo al cristianesimo), fu santificato.

Due eventi segnarono l’anno 314: l’editto di Costantino che promulgò la libertà di culto per i Cristiani e l’inizio del pontificato di Silvestro che vide, nel 325, il Concilio di Nicea, dal quale prese il via l’opera di edificazione delle prime due grandi Basiliche. Ciò avvenne grazie allo stanziamento finanziario che Costantino destinò a tali costruzioni e all’impegno di papa Silvestro.

Secondo il Liber Pontificalis, dietro preghiera del vescovo Silvestro, Costantino avrebbe fondato la basilica di San Pietro sul colle Vaticano, sopra un preesistente tempio di Apollo, tumulando il corpo dell’apostolo in un sarcofago di bronzo ciprio. Fu ancora la collaborazione tra i due a consentire la costruzione delle altre due importanti basiliche romane, quella in onore di San Paolo sulla via Ostiense e quella in onore di San Giovanni. Silvestro morì nel 335. Se Silvestro I viene ricordato assieme a Costantino per l’affermazione del Cristianesimo, un altro Silvestro è noto per essere il personaggio forse più misterioso della storia di Roma: Silvestro II.

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Gerberto D’Aurrillac, uomo di grande cultura e di acuto ingegno, divenne papa il 2 aprile 999. Nato da una famiglia di contadini attorno al 940, studiò dapprima nel convento di Saint Geraud per poi divenire musulmano al fine di entrare in contatto con la conoscenza araba che dominava il territorio spagnolo.

Gli Arabi eccellevano in ogni campo della scienza, dall’astronomia all’alchimia, dalla fisica alla matematica. Ciò impressionò notevolmente Gerberto, la cui cultura divenne talmente vasta che l’imperatore Ottone I lo volle come educatore dei suoi figli. Possedeva una tale cultura che molti lo credettero un mago. Narra una leggenda di una sua relazione con una strega al cui servizio era un Djinn (genio). Nonostante l’abiura, fu proclamato vescovo di Reims. Scomunicato nel 996, venne riabilitato, gettando nel dimenticatoio l’apostasia. Una leggenda popolare racconta che durante la sua permanenza a Reims, incontrò Meridiana, a detta di alcuni una fata, di altri un’adepta alla Magia che, in cambio della sua fedeltà, gli offrì la Conoscenza che gli avrebbe aperto la via del potere. Un’altra leggenda narra di un suo pellegrinaggio a Roma dove vide, al Campo Marzio, una statua malridotta indicante col dito indice un punto, sul quale era scritto: “Percuoti qui”.

Silvestro attese mezzogiorno per osservare il punto raggiunto dall’ombra del dito, per iniziare la notte seguente a scavare in quel preciso luogo. Rimosso lo strato di pietre e poi la terra, si avvide di una scala. Vi scese e si trovò in una segreta camera, al centro della quale, su un trono, sedeva una statua recante una maschera d’oro, circondata da altre dodici col volto coperto da maschere d’argento. Ai piedi di quella centrale, vi era un grande tesoro, riconducibile ad Augusto. Non appena lo si toccava, le statue si animavano. La sua attenzione fu colta da un libro nero e non appena lo aprì, una figura gli apparve dal nulla. Era il guardiano del libro dal quale Silvestro ottenne il permesso di leggerlo, purché ciò avvenisse sempre in sua presenza e sotto la sua guida. Esso conteneva il Sapere e il guardiano gli concedeva di leggerne solo alcune parti. Gerberto riuscì con un escamotage a rubarlo e il suo custode, dopo una vana ricerca, sparì nel nulla.

Un’altra storia racconta di una maschera d’oro che rispondeva alle domande e prevedeva il futuro ad opera, secondo alcuni, di un demone imprigionatovi.

Che si parli di un demone o di un guardiano, il riferimento al Djinn appare lapalissiano. “Possedeva nel suo palazzo, una testa di bronzo che rispondeva si o no alle domande che egli le rivolgeva sulla politica e sulla situazione della cristianità. Secondo Silvestro II questo procedimento era molto semplice e corrispondeva al calcolo con due cifre” (Migne). Il codice a due cifre sembra alludere a un codice binario. La cronaca dell’epoca asserisce che: “inventò un globo celeste in cui tutti gli astri avevano proprie orbite e propri movimenti e compivano in tempi proporzionati le proprie rivoluzioni”. Il riferimento a un primo planetario appare ovvio.

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Interessante notare che fino al XIX secolo nessuno ne avrebbe mai realizzato uno. Inventò anche un orologio meccanico e un organo a vapore. Fu grazie all’influenza di Ottone III che fu eletto Papa nel 999 col nome di Silvestro, in onore del I. Un giorno, celebrando la messa presso Santa Croce in Gerusalemme, vide comporsi il suo Djinn e comprese che il suo momento era giunto. Chiamò allora a sé prelati e cardinali per affidare loro le sue volontà e la sua ultima confessione. Modificò il rito della consacrazione delle ostie che doveva avvenire non più dando le spalle, ma guardando i fedeli. Confidò poi di essersi dedicato alla demonologia e alla magia, ordinando che le sue invenzioni fossero tutte distrutte e invocando il perdono divino. Chiese infine che il suo feretro fosse affidato a un carro trainato da buoi, lasciati liberi e di essere sepolto nell’esatto punto d’arresto della corsa. Secondo l’usanza del tempo riservata al sommo pontefice, il corteo funebre partiva da San Pietro per giungere a San Giovanni in Laterano, passando per Santa Maria Maggiore. Lo stesso percorso fu riservato a Silvestro II, nonostante i buoi fossero privi di guida. Ciò venne probabilmente recepito quale segno divino che sancì il perdono da parte della Chiesa di una condotta libertaria nei confronti del dogma. La tomba di Silvestro II è tutt’oggi nella cattedrale di San Giovanni.

Nel 1684 fu aperta, rivelando, prima che si volatilizzasse, un corpo in perfetto stato di conservazione e profumato di manna.

Il mese di gennaio deve il suo nome al dio Giano bifronte che, con le sue due facce rivolte l’una al passato e l’altra al futuro, segna il passaggio dal termine all’inizio. È proprio sulla dualità che si fonda il significato del Capodanno. Silvestro I, come abbiamo visto, segna il passaggio dai riti pagani al cristianesimo (che non cancella i culti precristiani, ma ne ingloba i tratti salienti), Silvestro II la fusione tra Oriente e Occidente, magia e religione. Giano è il custode delle porte. La celebrazione religiosa si mescola all’usanza profana di fare baldoria affinché dalla porta guardata da Giano non entrino spiriti malvagi, spaventati dal chiasso.

Data:

1 Gennaio 2017