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Il tonfo di Piazza Affari

Il tonfo di Piazza Affari

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Il dado è tratto e il tonfo si è fatto sentire. La Borsa di Milano accusa la prospettiva di un deficit pubblico superiore al previsto dopo l’accordo di governo sulla nota di aggiornamento del Def e archivia la seduta in calo del 3,72% a 20.711 punti. Sul finale, il Ftse Mib rientra dai minimi toccati oggi, con perdite oltre i 4,5 punti percentuali, ma lo shock sul paniere principale è grande. Le principali banche perdono dal 7 al 9 per cento e a scatenare le vendite è, di nuovo, l’aumento dello spread tra Btp e Bund tedeschi, che sale a circa 269 punti con un rendimento del 3,15%. Si tratta di 33 punti in più della chiusura di ieri, quando si era attestato a 236 punti.

L’intesa raggiunta dall’esecutivo Lega-5 Stelle dovrebbe prevedere un aumento del deficit pubblico al 2,4%, il prossimo anno, per finanziare alcune misure in Manovra, tra cui reddito e pensioni di cittadinanza.

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Il livello del deficit è superiore agli obiettivi (1,6% – 1,9%) che si erano posti, secondo indiscrezioni, il ministro delle Finanze d’intesa con la Commissione europea. Gli investitori temono che un disavanzo molto alto possa compromettere la stabilità dei conti pubblici del Paese, facendo aumentare ancora di più il debito pubblico e il costo del suo finanziamento sui mercati internazionali. Le altre piazze finanziarie europee hanno risentito di un mini-contagio: Francoforte chiude in calo dell’1,5%, Madrid dell’1,45%. Sono negative anche Parigi (-0,85%), Amsterdam (-0,75%) e Londra (-0,47%). L’euro è in calo e scivola a 1,16 dollari.

Tra i titoli, la maglia nera va a Banco Bpm, che chiude in calo del 9,43% a 2,12 euro. Sell off anche su Intesa Sp (-8,4%), Bper (-8,3%), Ubi (-7,8%), Banca Generali (-7,2%), Unicredit (-6,7%). Le banche sono il comparto più colpito in quanto tra le maggiori detentrici di debito pubblico sotto forma di Bot e Btp. Sono pesanti anche le assicurazioni e i titoli del risparmio gestito: Unipol perde il 5,3%, Generali il 3,6%. Banca Generali affonda (-7%), Azimut segna -4,5% e Poste -4,28%.

Salvini e Di Maio: “Se Ue ci boccia tiriamo avanti”

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Soddisfatti e determinati, seppur con sfumature diverse rispetto ai rapporti con l’Europa, e “non preoccupati” per la reazione dei mercati. All’indomani dell’approvazione della nota di aggiornamento al Def, che estende al 2,4% il rapporto deficit/Pil, i due vicepremier rassicurano sul futuro del Paese e rivendicano meriti e obiettivi delle misure messe in campo. Intanto però lo spread vola e il commissario agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici avverte l’Italia: “Quando un Paese si indebita, si impoverisce”.

Se l’Ue dovesse bocciare la manovra “noi tiriamo avanti” dice senza mezzi termini il titolare del Viminale, Matteo Salvini. Più cauto il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio: “Non vogliamo andare allo scontro”.

cms_10377/salvini_interni_afp_8.jpg“Non siamo mica al mercato dei tappeti… se mi dai tre migranti ti dò uno zero virgola – afferma Salvini all’indirizzo dell’Ue – E infatti stiamo raccogliendo errori passati di Renzi. Non siamo in un suq a scambiare perline con cappellini. Noi tiriamo dritti” ribadisce il leader della Lega.

“Pensiamo di lavorare bene per la crescita del Paese – evidenzia – e per ridare fiducia, speranza, energia e lavoro. E quindi sono felice di quello che abbiamo fatto in questi quattro mesi e di quello che faremo nei prossimi quattro anni”.

Il ministro dell’Interno parla di “passo in avanti verso la civiltà, i mercati se ne faranno una ragione“.

“Sono felice – spiega poi – perché abbiamo ridato diritto al lavoro, pensione e speranza a milioni di italiani”. “Noi vogliamo dare lavoro ai giovani. Se superando la legge Fornero manderemo a casa migliaia di lavoratori, rendiamo un servizio a queste persone che se lo meritano e soprattutto apriamo enormi spazi di futuro e lavoro ai giovani. Lo spiegheremo anche ai commissari” chiarisce in particolare dopo le critiche mosse da Moscovici.

“TRIA MAI IN BILICO”

cms_10377/tria-di-maio-min-300x200.jpgQuanto al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, oggetto del pressing di 5S e Lega per portare il rapporto deficit/Pil al 2,4%, “non è mai stato in bilico – assicura Salvini – E’ un membro del governo ed è un governo che in maniera compatta piano piano con intelligenza e responsabilità sta mantenendo uno per uno gli impegni presi”. E a chi gli chiede dei rapporti con il ministro dell’Economia, risponde: “Passo più tempo con Tria, Di Maio e Conte che con miei figli. Andiamo d’amore e d’accordo. Siamo come una famiglia super allargata. Sono molto soddisfatto di questi quattro mesi di attività governativa”.

A chi gli domanda dell’abolizione della povertà, “mi piacerebbe anche abolire il cattivo tempo e i pareggi del Milan – replica il leader della Lega – ma purtroppo con decreto non ci riesco”. “Dobbiamo abbattere il muro della precarietà, della sfiducia e della disoccupazione in Italia. Questa manovra – ribadisce – intervenendo sulla Fornero, riducendo le tasse ai piccoli, aumentando le pensioni di invalidità rappresenta un passo in avanti verso la civiltà. Sono convinto che analisti e mercati capiranno che stiamo lavorando per il bene del Paese. Non sono assolutamente preoccupato“.

cms_10377/C_2_articolo_3166010_upiImagepp.jpgCosì come assicura l’altro vicepremier Luigi Di Maio. “Non sono preoccupato” risponde il ministro del Lavoro a chi gli chiede dell’aumento dello spread e del calo della borsa il giorno successivo al varo della nota di aggiornamento al Def. “Questo perché – spiega a margine di un convegno sul 5G – nei prossimi giorni voglio incontrare tutti, soggetti pubblici e privati”.

Di Maio sottolinea: “Nel 2,4% ci sono 15 miliardi di euro di investimenti; è il più grande piano mai fatto in Italia e questo consentirà di avere un’alta redditività”. In Italia ci saranno “risorse fresche insieme ai 12-13 miliardi che sono in pancia alla Pa” e che “ora saranno sbloccati”. Dunque, “il debito scenderà perché – aggiunge – gli investimenti che andremo a fare quest’anno creeranno una crescita economica inaspettata. Ora andremo semplicemente a spiegare le nostre ragioni”.

Riguardo ai rapporti con l’Ue, “abbiamo di fronte giorni importanti di interlocuzione con la Commissione Europea: noi non vogliamo andare allo scontro” garantisce il capo politico M5S. Il ministro del Lavoro considera “l’intervento di Moscovici interlocutorio. Le preoccupazioni sono legittime ma il governo si è impegnato a mantenere il 2,4% per tre anni e vi posso assicurare che ripagheremo il debito, e il debito scenderà“.

“DA TRIA VARI SCENARI” – Parlando poi della riunione di ieri per la predisposizione della nota al Def, Di Maio dice che “Tria è stata una persona che ha seguito quello che avevamo concordato insieme“, e spiega che il ministro dell’Economia “aveva predisposto vari scenari: noi non ci siamo impiccati ai numeri. Abbiamo detto questo è quello che serve al popolo italiano: poi si fa il calcolo e si vede quanto si deve fare di deficit”. “Non è stata una riunione algida – rimarca – ma si è parlato della carne viva del Paese”.

Nei “vari scenari” messi a punto dal titolare di via XX Settembre vi era anche quello di “intervenire con la legge Fornero, il reddito, la flat tax e i truffati dalle banche”, sottolinea Di Maio. “Nei prossimi giorni ci saranno tutte le interlocuzioni da portare avanti con le istituzioni europee e con i fondi privati. Capisco che ci possa essere una novità in Italia perché siamo sempre stati più realisti del re. Però devo dire che da tutto un mondo imprenditoriale che conosco mi arrivano feedback positivi, legati al fatto che ci sono soldi freschi da investire e quindi occasioni economiche per i soggetti privati per fare degli investimenti” conclude Di Maio.

Mattarella firma decreto Genova

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato alle 17 il decreto legge per l’emergenza legata al crollo del Ponte Morandi a Genova. Il provvedimento potrà quindi essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrare in vigore e iniziare l’iter parlamentare per la conversione in legge.

Mattarella, nel licenziare il testo, non ha formulato rilievi, tuttavia, rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi, dal testo sottoposto all’attenzione del capo dello Stato sono state tolte le norme relative ai commissari sanitari e ai presidenti di Regione.

GEMME COMMISSARIO PER LA RICOSTRUZIONE – A quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti di governo, sarà Claudio Andrea Gemme il commissario per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova. 70 anni, genovese, Gemme proviene da Fincantieri – azienda che per il vicepremier Luigi Di Maio dovrebbe ricostruire il ponte – ed è un nome, viene spiegato dalle stesse fonti, che ha trovato consenso soprattutto nella Lega, che ha fatto pressing affinché venisse affidato a lui un ruolo al quale il decreto emergenze attribuisce ampi poteri.

Il M5S ha chiesto e ottenuto che Autostrade venisse tenuta fuori dalla ricostruzione, lasciando la ‘patata bollente’ della scelta del commissario perlopiù in mano al socio di governo. Gemme è stato toccato in prima persona dalla tragedia del ponte crollato lo scorso 14 agosto: la madre figura nella lista degli sfollati.

Forte scossa in Calabria

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Terremoto in Calabria. A quanto segnala l’Ingv, questa mattina alle 07:24 nella costa calabra sud occidentale (Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio di Calabria), si è registrata una scossa di magnitudo 4.2. Al momento non risultano danni a persone e cose. Dopo la prima più forte, ce ne sono state altre. Una seconda alle 8.59 del 2.0 e una terza alle 14.03 di magnitudo 3.1. I comuni più vicini all’epicentro della scossa, avvenuta a una profondità di 10 chilometri, sono stati Palmi, Bagnara Calabra e Scilla.

Il traffico ferroviario fra Mileto e Reggio Calabria (linea Rosarno – Reggio Calabria) è sospeso per verifiche tecniche sulla linea. In un aggiornamento di Rfi sullo stato del servizio si sottolinea inoltre che il traffico è “rallentato in via precauzionale anche in Sicilia, sulla linea Messina – Palermo, nella tratta Messina Scalo – Villafranca”.

“Il sisma è stato molto superficiale, a 11 km d profondità a mare, qualche chilometro al largo di Palmi e quindi si è avvertita in modo molto distinto“, ha spiegato all’Adnkronos Carlo Tansi, capo della Protezione civile regionale della Calabria, sottolineando che “al momento non sono arrivate segnalazioni importanti”.

Al momento “non si possono fare considerazioni sui fenomeni sismici – ha aggiunto – bisogna aspettare le prossime ore per verificare se si tratta di un fenomeno isolato o se ci sta un quadro evolutivo di questo sistema di faglie che potrebbe fornire ulteriori elementi nelle prossime ore”.

Tansi ha ricordato che “è attiva la sala operativa regionale allo 800222211, h 24 tutti i giorni dell’anno, dove gli operatori risponderanno ai cittadini che vogliono segnalare criticità”. Per quanto riguarda l’ipotesi di chiudere le scuole, “ci sono scuole adeguate dal punto di vista dell’anti-simica, altre che non lo sono. In base ai casi demandiamo la decisione di aprire o meno la scuola ai singoli dirigenti”, ha spiegato il capo della protezione civile regionale.

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29 Settembre 2018