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IL TRAFFICO DI ANIMALI DI AFFEZIONE – I Parte

Ad oggi, in Italia, il traffico di cani randagi provenienti dal Sud e destinati e/o venduti in altri paesi europei (o extraeuropei) dove non esiste un’anagrafe canina e spesso è prevista la legale soppressione degli animali d’affezione è ancora una piaga sociale che necessita di un immediato intervento statale.

Spesso questi animali vengono utilizzati come cavie da laboratorio.

Le forze dell’ordine autorizzate hanno il compito di vigilare sul traffico di animali d’affezione e che i transiti in luoghi diversi da quello di origine vengano effettuati nel rispetto della legalità.

Tutto ciò nell’interesse e nel benessere degli animali poiché essere senzienti, e pertanto, meritevoli di tutela per legge.

E’ previsto, infatti, che i mezzi utilizzati per il trasporto di tali animali devono essere muniti di specifica autorizzazione ASL superando così il controllo di qualità/idoneità al trasporto. 


Inoltre, devono essere rispettate le seguenti regole ed i seguenti controlli:

– un numero massimo di animali per ogni viaggio a seconda del tipo di veicolo utilizzato.

– l’animale che viaggia deve possedere un certificato medico che ne attesta lo stato di buona salute ed un certificato di avvenuto inserimento del microchip o una dichiarazione di avvenuta lettura e verifica dello stesso.

– se adottati, gli animali devono possedere un modulo di adozione ed il passaggio di proprietà al quale devono essere allegati i documenti di identità del vecchio e del nuovo proprietario.

– assoluto divieto di spostamento per i cuccioli di età inferiore a 60 giorni se italiani (devono avere almeno 3 mesi e mezzo se provengono fuori Nazione o se destinati ad uscire dall’ Italia).

– il kennel utilizzato deve avere misure adeguate a seconda della mole dell’animale che deve essere ospitato singolarmente e con acqua sempre fresca a disposizione.

Tutti i trasporti di animali devono rispettare le disposizioni generali del Regolamento CEE n. 1/2005.

Non si possono trasportare cani, gatti o animali in genere, in condizioni pericolose che possano metterne in pericolo il benessere o addirittura l vita.

Questi trasporti vengono effettuati da coloro che, nel linguaggio comune, sono denominati “STAFFETTISTI”.

Lo staffettista, di solito, viene remunerato in nero, dalle associazioni oppure dai nuovi proprietari adottanti.

Talvolta i trasporti vengono effettuati da soggetti privati, automuniti, che trasportano dal sud Italia gli animali fino al raggiungimento di un luogo scelto e denominato “scambio” per essere in seguito trasferiti con un’altra auto che, a sua volta, ripartirà per il raggiungimento di altri luoghi di scambio e così via … fino al raggiungimento della destinazione finale.

Poiché tale argomento che ho deciso di trattare, per ovvie ragioni morali, è complesso e non può essere sintetizzato in poche righe, ho deciso di esporre con successivi articoli ed in modo più analitico ogni problema legato al traffico di animali, anche con interviste di coloro che hanno deciso di raccontare ai lettori ciò che spesso viene ancora oggi celato.

Data:

22 Giugno 2024
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