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IL VECCHIO E IL NUOVO – IA e giornali

L’affacciarsi di ogni nuova tecnologia nella storia dell’uomo ha sempre destato preoccupazioni e timori spesso infondati che però hanno generato un approccio soprattutto dialettico critico e dai risvolti a tratti catastrofici per l’impatto che le stesse novità avrebbero potuto avere sulla società. Oggi si parla molto di IA, non solo dal punto di vista tecnologico ma anche per ciò che potrebbe derivare dal suo uso all’interno delle nostre vite e di quelle, per esempio, dei professionisti dell’informazione. Molte testate nel mondo si stanno muovendo per studiare come l’IA possa implementare fruibilità e modalità di approccio alla lettura da parte di un lettore ormai disaffezionato dalla carta stampata. Gli Usa e i paesi anglosassoni sotto questo punto di vista, si dimostrano ancora una volta antesignani di un movimento di redazioni tutte unite nello sperimentare nel breve periodo soluzioni editoriali atte a restituire a un old medium come la carta stampata una nuova luce e una nuova vita. È di poco tempo fa la notizia che il Financial Times, non solo uno dei più importanti quotidiani finanziari inglesi ma uno dei primi a essersi aperti alle innovazioni apportate dall’IA, ha introdotto un suo strumento di intelligenza artificiale chiamato Ask FT, un chatbot generativo in grado di rispondere alle domande degli utenti abbonati al quotidiano inglese.

Come altri chatbot già presenti sul mercato dell’IA come il noto ChatGPT, AskFT non solo risponde alle domande poste dai lettori ma è in grado di fornire risposte provenienti dai contenuti pubblicati negli archivi del giornale britannico con collegamenti ipertestuali alla fonte e riepiloghi delle informazioni utilizzate. L’utilizzo e la disponibilità al momento è in una fase sperimentale, cosiddetta beta, e limitata a un numero ridotto e specifico di abbonati, ma si pensa che alla fine dei vari test di valutazione potrebbe essere introdotto a beneficio di tutti. Sull’altra sponda dell’oceano, il New York Times, prestigiosissimo quotidiano americano, ha invece introdotto, grazie all’IA, una modalità audio del suo giornale, una novità che lancerebbe il NYT tra le poche aziende di audio news a livello mondiale. A differenza del Financial Times, il quotidiano americano ha subito assecondato il cambiamento proponendo ai suoi abbonati e lettori un’iniziale disponibilità dei suoi contenuti in app in formato audio, percentuale che andrà mano a mano incrementandosi nel corso del tempo.

L’esperienza audio del NYT è certamente innovativa e sarà in grado di fornire agli utenti un’esperienza altamente personalizzata nella lettura e nella fruibilità degli articoli. Il cambiamento è in atto e come accaduto nel passato le avvisaglie ci sono state, anche se più limitate temporalmente, ma hanno lasciato spazio a un approccio propositivo e accogliente nei confronti di tecnologie ormai altamente avanzate. È interessante notare poi come gli usi di una tecnologia così prorompente come l’IA abbia avuto immediata accoglienza all’interno di quei vecchi media come il giornale, un incontro tra la materialità della carta stampata e la più avanzata tecnologia informatica. Il connubio tra spirito e materia dell’oggetto regala all’individuo quella che Boris Groys ha descritto come una «sensazione di nuotare in un mare infinito che non si può abbracciare con lo sguardo». I simulacri, i segni, i codici infiniti di cui oggi è costituita la realtà, appartengono alla “filosofia del senso fluente”, ovvero a un discorso legato a una “sensazione oceanica di nuotare nel mare di segni privo di soggetto”. Alla fine le innovazioni continue a cui assistiamo si rivelano appartenere a un mercato sì pluralistico ma spesso troppo ricco di sollecitazioni che spingono lontano il controllo del soggetto sull’interminabile flusso dei segni.

Data:

8 Aprile 2024