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Il vero problema dell’Europa non è Atene ma Roma

L’Italia e non la Grecia è il “cuore” della questione dell’euro: aumentare la crescita italiana è più importante per il futuro dell’area euro che i problemi della Grecia. Lo afferma il Wall Street Journal, definendo l’Italia “l’elefante nella stanza”, , mentre Atene è “il canarino nella miniera”. “Se la crisi della Grecia è acuta, allora l’Italia ne ha una forma cronica: è cresciuta pochissimo dal suo ingresso nell’euro”, scrive il reporter Richard Barley.

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“L’economia dell’Italia è lenta da decenni: negli anni 1980 il Pil medio annuale era del 2,1%, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale. E’ calato all’1,4% negli anni 1990, allo 0,6% nel primo decennio del nuovo secolo e al -0,5% dal 2010. La produzione resta di circa il 9% al di sotto dei picchi del 2008″, mette in evidenza il Wall Street Journal. Difatti la moneta unica ha avvantaggiato solo i paesi del Nord Europa affossando definitivamente le economie degli stati meridionali (Portogallo, Spagna, Grecia e Italia).

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In un articolo pubblicato dal settimanale di inchiesta tedesco Der Spiegel ci si chiede se la Germania di Angela Merkel (leader dei paesi nordici d’Europa) sia il nuovo Quarto Reich. “L’Eurozona è chiaramente governata dalla Germania, benché il ruolo di Berlino non sia incontrastato. Tuttavia, ha una funzione decisionale nel forgiare il destino di milioni di persone di altri Paesi. Un potere che comporta altrettante importanti responsabilità”-scrivono i giornalisti del settimanale tedesco”. “Di fatto, benché abbia acquisito un ruolo politico dominante scandito dai suoi successi economici, la Germania è ancora del tutto impreparata ad assumere una vera leadership politica mettendo a repentaglio i suoi interessi a breve termine. La sua esuberanza diplomatica nasce da un desiderio intransigente che vuole l’adesione di tutti i membri dell’eurozona ai principi tedeschi di parsimonia ed efficienza, alimentando così il dissenso sempre più aperto degli oppositori dell’egemonia tedesca”.

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Con un surplus commerciale che si attesta sui 217 miliardi di euro, le esportazioni di capitali dalle banche tedesche hanno allargato i suoi interessi economici in tutta Europa. E mentre la Germania domina i suoi vicini, è eccezionalmente vulnerabile al collasso economico dell’Europa meridionale. Ancora una volta, è troppo grande e, al contempo, troppo piccola per guidare l’Europa efficacemente: i creditori vogliono avere il controllo sui loro debitori nel timore di non rivedere più il loro denaro. La Germania potrebbe pagare i debiti della Grecia ma non quelli dell’Italia e della Spagna”.

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4 Aprile 2015