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IL VINO COME BENE DA INVESTIMENTO

Il nostro Paese, ormai lo sappiamo, è in grado di produrre qualità in quasi tutti i settori in cui si cimenta a partire dalla moda per arrivare fino ai beni di consumo, passando ovviamente per la cultura, ed è in grado di donare eleganza nelle più svariate forme possibili.

Esiste un settore che sta trasmettendo consapevolezza di sè ogni anno sempre di più, creando i presupposti affinchè possa diventare un grande teatro internazionale ed accogliere risorse importanti dalle fonti di investimento private. Quando si parla di vino nel mondo, si pensa inevitabilmente al vino di produzione italiana; certo non possiamo pensare di essere gli unici a produrre vino, anzi realtà come la Francia, il Cile, la California, l’Australia, il Sudafrica, ci danno filo da torcere e direi anche a ragion veduta. Sono Paesi che hanno compreso l’importanza di una comunicazione efficace in grado di poter dar valore alle loro produzioni. Sono Paesi che non temono il confronto, anzi continuamente si mettono in gioco per ottenere spazi sempre più ampi di mercato. L’Italia da questo punto di vista è un fanalino di coda, ma la storia insegna che gli ultimi saranno sempre i primi. Siamo in grado di percorrere lo stessa distanza fatta dai nostri competitor in metà tempo, e con maggiori risultati, cosa che ci contraddistingue sempre.

Non è escluso che in poco tempo il settore del vino italiano possa raggiungere i vertici in classifica in fatto di vini da investimento. Il mondo dei Supertuscan insegna, così come il Barolo, il Barbaresco, il Brunello di Montalcino, l’Amarone della Valpolicella, il Sagrantino di Montefalco, ecc. Vini che hanno un certo “appeal” e che per storia, tradizione, cultura, passione, sono stati posizionati sui mercati internazionali con giusto merito. Questi vini vengono ormai acquistati per essere conservati nel tempo, consentendo loro di rivalutarsi con il passare degli anni. Sono diventati vini da investimento.

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Ma un’altra opportunità si sta facendo largo tra gli investitori del settore suscitando un certo interesse. L’operazione viene chiamata “En Primeur” e prevede che vini di pregio che non hanno ancora raggiunto il giusto affinamento possano essere acquistati preventivamente presso le aziende produttrici. Si entrerà, in tal modo, in possesso di un certificato di proprietà che avrà valore ai fini della eventuale rivendita del prodotto, nonché come garanzia dell’operazione. In questo modo si potranno ottenere importanti ritorni economici e garantirsi prodotti che per loro natura non sono infiniti. Molte aziende hanno creato dei piccoli caveau all’interno delle proprie strutture, dove consentono la conservazione dei vini acquistati dai singoli investitori, permettendo la soluzione di un altro problema, dove e come conservare un bene da investimento che necessita sicuramente di notevoli attenzioni, vuoi per la temperatura, vuoi per la giusta umidità, insomma un ambiente che sia idoneo e consenta il confort necessario per consentire a questi meravigliosi prodotti di continuare ad affinarsi nel tempo.

Il mondo del vino è affascinante e non smette mai di stupirci. I nostri Produttori sanno di avere tra le mani il potere di plasmare un prossimo futuro non troppo lontano; pertanto, l’augurio sincero di questo nuovo anno è che si possa continuare su questa strada che potrà soltanto donare ritorni internazionali importanti ad una produzione di qualità come è la nostra.

Buona degustazione… “En Primeur”

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Data:

3 Gennaio 2023