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Il virus arriva anche in Vaticano

In uno dei momenti liturgici più toccanti come la quaresima la chiesa cattolica combatte contro l’ansia per il Coronavirus, che in questi giorni attanaglia tutta l’Italia creando panico e paura tra i cittadini. In particolar modo il Vaticano, come tutte le istituzioni laiche, si vede con le spalle al muro cercando in tutti i modi possibili di continuare il normale svolgimento delle attività. Come ben sappiamo, le normative ministeriali sono state molto chiare, sottolineando l’importanza di evitare i luoghi affollati e di stare ad una distanza minima di 2 metri da altri soggetti. Nel frattempo anche lo Stato del Vaticano, dove al momento si registra un solo caso di contagio, ha attuato immediatamente le misure impartite dall’Organismo Mondiale della Sanità e dal Governatorato. Perché, nonostante le sue piccole dimensioni (conta all’incirca 605 abitanti, prevalentemente cardinali), rischia di essere molto esposto a causa dei numerosi lavoratori provenienti da tutta Roma. Le procedure da adottare, comunque, sono ancora in corso di sviluppo, soprattutto in vista del consueto appuntamento domenicale dell’Angelus, dove migliaia di fedeli accorrono numerosi per sentire la voce del Pontefice.

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Proprio il Santo Padre, in virtù di questo triste fenomeno fa sentire la sua voce tramite il suo canale Twitter: “Desidero esprimere la mia vicinanza ai malati del Coronavirus e agli operatori sanitari che li curano, e a tutti coloro che si adoperano per fermare il contagio”. Parole che hanno l’obiettivo di esprimere tutta la vicinanza possibile nonostante la grande paura che si sta concretizzando in queste ore. Il tempo liturgico purtroppo non aiuta, visto che nel periodo quaresimale gli incontri con i fedeli sono molteplici e vanno dalle tradizionali via crucis fino alle catechesi. In molte chiese italiane i vescovi diocesani hanno deciso di limitare gli eventi, evitando possibili contagi. Ad oggi permane costante la riflessione se sospendere o meno le celebrazioni eucaristiche, ma al momento anche i vescovi diocesani danno pareri contrastanti. In questo periodo particolare di grande paura per l’Italia e per l’Europa, la nostra unica forza è la conoscenza che si codifica nella corretta informazione. Pertanto, quello che possiamo fare e seguire alla lettera le poche semplici norme ministeriali evitando di cadere nel baratro dell’incoscienza.

Data:

8 Marzo 2020