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Ilva, Di Maio: “Avvio procedimento per annullamento gara”

Ilva, Di Maio: “Avvio procedimento per annullamento gara”

cms_9792/ilva_ipa_fg.jpg“A seguito delle verifiche interne sul dossier Ilva e del parere fornito dall’Anac si ritiene che ci siano i presupposti per avviare un procedimento amministrativo finalizzato all’eventuale annullamento in autotutela del decreto del 5 giugno 2017 di aggiudicazione della gara“. E’ quanto si legge in una nota del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

“È un procedimento disciplinato per legge – afferma Di Maio – che durerà 30 giorni. Un atto dovuto per accertare i fatti a seguito delle importanti criticità emerse. Ad ogni modo – conclude il Ministro – domani incontrerò i vertici di ArcelorMittal per proseguire il confronto sull’aggiornamento della loro proposta”.

Tav, altolà di Toninelli

cms_9792/toninelli_danilo_1_fg.jpg“Quando studio dossier come quello della Tav Torino-Lione, non posso che provare rabbia e disgusto per come sono stati sprecati i soldi dei cittadini italiani. E’ stato enorme lo sperpero di danaro pubblico per favorire i soliti potentati, certe cricche politico-economiche e persino la criminalità organizzata”. Lo scrive il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in un post su Facebook.

“Ricordate – prosegue – quel ’prenditore’ che al telefono diceva ’ce la mangiamo io e te la torta dell’alta velocità’?’. Bene è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ambito di una inchiesta su una cosca della ‘ndrangheta che aveva messo le mani sugli appalti per i lavori preliminari del Tav. Se non lo sapete già, vi dico che la parte internazionale della Torino-Lione in teoria dovrebbe costare complessivamente 9,6 miliardi, suddivisi fra Unione europea al 40%, Italia al 35% e Francia al 25%”.

Qualcosa, per la verità, si è provato a risparmiare, ma già nel 2007 c’erano importanti economisti e Centri studi che prevedevano una spesa finale tra i 17 e i 20 miliardi di euro. Certificati poi dalla Corte dei Conti francese che, nell’agosto del 2012, indicò la colossale cifra di 26,1 miliardi, citando le ultime stime del Tesoro transalpino. Una enormità! A seguito dei primi accordi, il costo dell’opera risultò particolarmente gravoso per il nostro Paese, malgrado insistano sull’Italia soltanto 12,5 chilometri dei 57,5 del tunnel di base del Moncenisio” scrive il ministro.

Per Toninelli “uno degli aspetti più scandalosi sta proprio lì: i nostri governanti del tempo, stiamo parlando dei primissimi anni Duemila, decisero di accollarsi la parte maggiore delle spese per convincere la Francia, che era giustamente riluttante rispetto alla costruzione dell’opera” .

“Sono entrato in questo ministero – prosegue – e vi confesso che su molte infrastrutture mi son trovato a mettere le mani in un verminaio di sprechi, connivenze corruttive, appalti pilotati, varianti in corso d’opera che hanno fatto esplodere i costi negli anni. E’ difficile raddrizzare la barra, ma dobbiamo farlo. Lo dobbiamo ai nostri concittadini e soprattutto alle generazioni future”.

“Vi faccio un esempio: pensate che il malcostume italiano circa la lievitazione dei costi dell’alta velocità riguardi solo la tratta Torino-Lione? Non è così. La Corte dei Conti europea ha da poco certificato che noi abbiamo speso una media di 28 milioni di euro a chilometro contro i 12 milioni in Spagna, 13 milioni in Germania e 15 milioni in Francia. Cifra che sale a 33 con le linee in via di costruzione” sottolinea Toninelli.

“E’ per questo che abbiamo avviato una seria revisione progettuale su queste infrastrutture. Perché non si può più fare a meno di una rigorosa analisi costi-benefici. E anche sulla Torino-Lione, come abbiamo sempre detto, saranno gli impatti ambientali, sociali ed economici a dirci se ha senso o meno portare avanti un’opera nata male. Se ne vale la pena anche rispetto alla dovuta valutazione che riguarda il Corridoio Mediterraneo”.

Rifarsi al Contratto di governo per Toninelli ” significa voler ridiscutere integralmente l’infrastruttura in applicazione dell’accordo con la Francia. Senza preclusioni ideologiche, ma senza subire il ricatto che ci piove in testa e che scaturisce dalle scandalose scelte precedenti. E’ questo il principio in base al quale stiamo lavorando”. Ecco perché adesso nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell’avanzamento dell’opera” afferma il ministro che chiosa “lo considereremmo come un atto ostile“.

Di Battista: “Lega deve restituire i soldi”

cms_9792/DiBattista_Fg.jpg“Alcuni in rete mi chiedono dove siano i milioni intascati indebitamente dalla Lega. E che ne so io? Io so che devono restituirli punto, perché sono soldi della collettività“. Così Alessandro Di Battista in un post pubblicato su Fb interviene sulla vicenda dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali ricevuti dal Carroccio di cui la Cassazione ha ordinato il sequestro.
“Ma questa domanda – sottolinea – la dovrebbero fare in primis gli elettori della Lega stessa così come i sostenitori del Movimento (quelli non tifosi) mi chiedono quando restituirò l’assegno di fine mandato dato che l’ho promesso. Ed io rispondo tra poco. Poi – aggiunge – c’è chi mi chiede come si possa governare con la Lega. Se avessimo fatto un contratto con il Pd a migliaia ci avrebbero chiesto: ’come potete governare con il partito dell’arrestato Pittella?’”. “Mi sarebbe piaciuto un governo solo del Movimento ovviamente, non è stato possibile – continua – ma, tra riandare ad elezioni (dopo aver preso il 32% e con la stessa legge elettorale probabilmente), fare un accordo con il Pd (non hanno voluto loro tra l’altro) o con la Lega, ho sempre preferito quest’ultima ipotesi. Perché mi piace la Lega? Niente affatto. Solo perché ho sempre reputato il Pd, soprattutto finché il giglio morente continuerà ad imperversare, il partito più legato alle lobbies d’Italia“, osserva l’ex parlamentare 5 Stelle.
Di Battista commenta poi il caso del deputato 5 Stelle assenteista Andrea Mura.”Difendere la propria forza politica ad ogni costo è da idioti, non da cittadini sovrani. Per questo – scrive – ho apprezzato la presa di posizione del Movimento sul suo parlamentare assenteista che sostiene si possa fare politica in barca. Ci andasse pure in barca – aggiunge – , senza essere parlamentare e restituendo gli stipendi che si è preso fino ad oggi senza aver lavorato adeguatamente”. “Siamo fortunati – sottolinea poi – ad avere un ministro come Luigi. Ha già preso decisioni estremante coraggiose e presto ne prenderà altre. Il suo coraggio – nota – è un esempio per me e spero lo sia per tutti gli esponenti del Movimento 5 Stelle”.

Botta e risposta Saviano-Travaglio

cms_9792/saviano_travaglio_bis.jpg“Dovremmo forse accettare le parole e le azioni di Salvini perché quelli che c’erano prima erano peggio? E davvero tu credi che il 4 marzo abbia rappresentato questo cambio epocale?” Così Roberto Saviano, in una lettera pubblicata oggi su ’Il Fatto Quotidiano’, risponde al direttore Marco Travaglio che in un suo editoriale lo aveva chiamato in causa per aver definito Matteo Salvini “ministro della malavita”, espressione costata allo scrittore napoletano una querela da parte del ministro dell’Interno.

“Caro Roberto Saviano chi governa merita certamente le critiche più feroci. Ma prima dev’essere chiaro a tutti quali ’ministri (e governi) della malavita’ hanno infestato l’Italia fino a quattro mesi fa”, aveva scritto Travaglio, facendo riferimento alla sentenza sulla trattativa Stato-mafia. Parole cui è seguita la replica immediata dello scrittore napoletano, con tanto di controreplica, pubblicata sempre oggi su ’ Il Fatto’, da parte di Travaglio.

LA LETTERA DI SAVIANO – “Caro Marco – scrive Saviano nella lettera indirizzata a Travaglio – francamente non comprendo come quello che scrivi possa essere messo in relazione alle mie critiche a Salvini e al governo“. “Il tuo commento alla sentenza emessa nel processo trattativa, il racconto delle responsabilità accertate in primo grado, lo utilizzi per dirmi che erano quelli i ministri della Mala Vita e non Salvini? – si chiede lo scrittore – Non capisco e non credo si tratti di una versione più paludata dell’inflazionato ’e allora il Pd?’”

Facendo poi riferimento alla gestione dei migranti in Libia Saviano definisce “del tutto inaccettabili” le parole usate dal titolare del Viminale e dai “ministri di punta dei 5 stelle” contro le Ong, lamentando “una escalation che forse non tutti comprendono“. “E non regge neppure l’idea di Salvini cattivo, 5 stelle buoni – aggiunge l’autore di ’Gomorra’, sostenendo che “Toninelli ha mentito in maniera continuata sulla apertura/chiusura dei porti” e che “Salvini sia nella totale disponibilità di Vladimir Putin”. “Purtroppo chi dovrebbe bilanciare (pia illusione) tutto ciò, continua a fare campagna elettorale, in maniera distinta sui temi, ma non nei modi”, lamenta lo scrittore, bollando infine il “cambiamento” auspicato dal governo giallo-verde come “un film già visto in più condito da un marketing asfissiante“.

“Però, su Salvini, voglio cogliere il tuo suggerimento, anche per evitare altre querele su carta intestata del ministero – conclude Saviano – da oggi per me il ministro della Mala Vita diventa il cagnolino di Putin. Ai 5 Stelle la scelta di seguire il capo branco o essere qualcos’altro. Ma perché ci riescano c’è bisogno di maggiore rigore, soprattutto da parte di chi negli anni ha dimostrato di saperlo fare con inflessibilità”.

LA REPLICA DI TRAVAGLIO – “Le critiche a questo governo quando sbaglia, come a tutti i governi quando sbagliano, sono doverose”, chiarisce subito il direttore del ’Fatto’ nella controreplica a Saviano, sostenendo però che “in tema di mafie a questo governo nato due mesi scarsi fa non si può (ancora?) rimproverare nulla“. “E non perché io nutra simpatie per Salvini – sottolinea il giornalista – Bensì perché sono anch’io preoccupato per le sue sparate razziste, le sue politiche xenofobe e i suoi rapporti con Putin, ma ancor più per la folla plaudente e tracimante che si assiepa sotto il suo balcone (o la sua ruspa). E temo che le tue denunce su quei temi escano non rafforzate, ma indebolite dall’attribuirgli condotte o relazioni malavitose”.

“Infine: lo so anch’io che la Lega non è il nuovo, e non solo perché è il partito più antico su piazza; e che i 5 Stelle già manifestano molti vizi del ’vecchio’ – scrive Travaglio – Ma è indubbio che il voto degli italiani, il 4 marzo, abbia spazzato via un sistema di potere consociativo che aveva retto l’Italia per 24 anni e che affonda le sue radici proprio nella trattativa bipartisan Stato-mafia”. “Infatti – conclude il direttore del ’Fatto – solo ora che i vecchi centrodestra e centrosinistra sono out si intravede qualche spiraglio di luce su quella stagione nera, lasciata al buio da quel sistema per un quarto di secolo. Merito di Salvini o dei 5Stelle? No, colpa di chi c’era prima. Che va sempre ricordato, perché ci aiuta a comprendere quel che accade oggi”.

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Data:

25 Luglio 2018