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Ilva, Di Maio: “Settimana decisiva”

Ilva, Di Maio: “Settimana decisiva”

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“Sull’Ilva sarà una settimana decisiva in cui completeremo l’accertamento di tutte le irregolarità nelle procedure. Perché il problema è che il 15 settembre prossimo non finiscono solo i soldi ma che gli indiani di Mittal entrano nell’Ilva visto che hanno un contratto già firmato: stiamo dunque lavorando per arrivare a quella data con un piano ambientale e occupazionale migliore”. E’ il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, a margine della conferenza stampa dopo il vertice sul caporalato svoltosi oggi a Lecce, a profilare così l’agenda di lavoro dei prossimi giorni.

“Come ministero stiamo cercando di appurare la verità non per rivalsa, non per combattere quelli che c’erano prima o contro gli indiani di Mittal”, spiega ancora ribadendo come non basti che un “atto sia illegittimo per eccesso di potere per poter procedere con l’annullamento in autotutela”. Occorrono infatti “certi presupposti” senza i quali “Di Maio non può annullare la gara pena il ricorso d’urgenza di Mittal”, aggiunge ancora il ministro.

“Anche se abbiamo una idea diversa su come affrontare questo tema c’è comunque un solco nel quale dobbiamo andare avanti. Quello che vogliamo evidenziare però è che la verità storica è quella che assegna la più grande acciaieria italiana con una gara non regolare”, dice ancora. Quanto al tavolo tra Mittal e sindacati che tornerà a riunirsi il 5 settembre prossimo, prosegue, “penso ci siano i presupposti per mandarlo avanti”. “Noi vogliamo favorire le condizioni di una ripartenza”, dice Di Maio.

Salvini: “Manovra rispetterà tutte le regole”

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Sarà una manovra economica ’’rispettosa di tutte le regole, che farà pagare meno tasse agli italiani’’. Lo ha assicurato il vicepremier Matteo Salvini lasciando palazzo Chigi.

Questa mattina, intervistato da Maria Latella a ’24Mattino’ su Radio 24, il ministro dell’Interno aveva spiegato che nella prossima manovra ci sarà “l’avvio di quello che ci siamo impegnati a fare nei prossimi cinque anni, non ci sarà tutta la Flat tax, il reddito di cittadinanza e l’intervento sulla legge Fornero”.

Scuola, concorso precari: atti alla Consulta

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Il Consiglio di Stato ha rimesso alla Consulta gli atti sul concorso per gli insegnanti delle scuole secondarie riservato ai soli ’abilitati’. Lo fa sapere lo stesso Consiglio di Stato spiegando che nel rimettere la questione alla Corte costituzionale, la sesta sezione non ha sospeso la procedura concorsuale, che interessa migliaia di candidati, ma ha ammesso con riserva i candidati appartenenti alle categorie escluse.

“La sesta sezione del Consiglio di Stato con l’ordinanza n.5134 depositata oggi, ha rimesso alla Consulta la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 17 comma 2 lett. b) e comma 3 del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, attuativo della legge sulla ’Buona Scuola’, volta al riordino del sistema di reclutamento degli insegnanti delle scuole secondarie (medie e superiori)”, sottolinea il Consiglio di Stato.

“Questi commi, infatti, dispongono, in via transitoria e in deroga al principio per il quale al concorso per l’insegnamento possono accedere tutti i laureati che hanno conseguito un certo numero di crediti qualificanti, – osserva – un concorso straordinario riservato ai soli ’abilitati’ (cioè a chi è in possesso, oltre che della laurea, anche del titolo necessario nel sistema previgente)”.

Il Consiglio di Stato nell’ordinanza osserva che “nel periodo dal ‘90 al 2017, ovvero quando l’abilitazione era requisito per partecipare ai concorsi, averla conseguita o meno è dipeso da un complesso di circostanze casuali, non dipendenti dalla diligenza o dal merito dell’interessato, cosicché, il mantenere la riserva agli abilitati costituirebbe un’irragionevole disparità di trattamento rispetto ai laureati“.

In via subordinata, il Consiglio di Stato ha sollevato “un’ulteriore questione di legittimità costituzionale delle stesse norme, nella parte in cui, anche ammessa la validità della riserva, non ricomprendono tra i titoli abilitativi anche i dottorati di ricerca“.

“Nel rimettere la questione alla Corte Costituzionale, la sesta sezione non ha sospeso la procedura concorsuale, che interessa migliaia di candidati, ma ha ammesso con riserva i candidati appartenenti alle categorie escluse – conclude – Si precisa che questa ordinanza è relativa al solo insegnamento nella scuola secondaria ed è del tutto estranea alla nota problematica dei ’diplomati magistrali’, che riguarda, invece, la sola scuola primaria”.

Sei senza lavoro? Ecco che ti spetta

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Sia per chi è inoccupato che disoccupato le agevolazioni non mancano. Prima vediamo, però, le differenze tra i due termini. Gli inoccupati sono coloro che non hanno svolto alcuna attività lavorativa né come dipendenti né tantomeno come autonomi. Per essere riconosciuti come tali è necessario essere alla ricerca di un’occupazione ed essere iscritti al Centro per l’impiego da almeno 6 mesi per i giovani. Il disoccupato, invece, è colui che un posto di lavoro lo aveva, ma lo ha perso.

Le agevolazioni riconosciute oggi a queste due categorie sono più o meno le stesse. Ad esempio, a differenza degli anni scorsi sia per gli inoccupati che per i disoccupati spetta l’esenzione dal ticket sanitario, come tra l’altro confermato da una recente circolare del Ministero del Lavoro. Discorso differente per la Naspi (indennità di disoccupazione) che, invece, può essere richiesta solamente dai disoccupati. Per averne diritto, infatti, è necessario aver perso un impiego per cause indipendenti alla propria volontà, nonché aver maturato almeno 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni e 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno. Per questo motivo coloro che non hanno mai avuto un lavoro non possono richiedere l’indennità di disoccupazione, pur potendo aderire alle iniziative del Centro per l’impiego, finalizzate al loro inserimento nel mercato del lavoro.

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4 Settembre 2018