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IMPRESE SETTORE COSTRUZIONI NEI PAESI OCSE

L’OCSE calcola le imprese nel settore delle costruzioni. I dati fanno riferimento alle micro, piccole, medie e grandi imprese.

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Le imprese nel settore delle costruzioni nei paesi OCSE nel 2022. L’analisi dei dati relativi al numero di imprese nel settore delle costruzioni nei paesi OCSE per l’anno 2022 rivela significative differenze tra le nazioni, riflettendo le varie dinamiche economiche, demografiche e di sviluppo infrastrutturale. La Francia guida la classifica con 563.164 imprese, seguita dall’Italia con 504.219 e dalla Polonia con 413.922. Questo elevato numero di imprese in Francia e Italia può essere attribuito alla loro storica presenza di piccole e medie imprese (PMI) nel settore delle costruzioni, che continuano a prosperare grazie a una combinazione di domanda interna robusta, politiche di supporto alle PMI e investimenti pubblici in infrastrutture. La Polonia, che ha visto una notevole crescita economica negli ultimi decenni, sta investendo massicciamente in progetti infrastrutturali e di edilizia residenziale, sostenuti da fondi dell’Unione Europea. La Spagna, con 400.008 imprese, mostra la ripresa di un settore che ha sofferto pesantemente durante la crisi finanziaria del 2008. La ripresa economica e il rinnovato interesse per lo sviluppo immobiliare e turistico hanno stimolato la crescita delle imprese nel settore delle costruzioni. La Germania, con 382.442 imprese, riflette una solida base industriale e infrastrutturale, con una forte enfasi sulla qualità e l’innovazione. Nonostante il numero inferiore rispetto ad altri grandi paesi europei, le imprese tedesche tendono ad essere più grandi e meglio capitalizzate. La Turchia, con 281.206 imprese, evidenzia un settore delle costruzioni in rapida espansione, guidato da un boom edilizio e da grandi progetti infrastrutturali sponsorizzati dal governo. La crescita urbana e il bisogno di nuove abitazioni e infrastrutture sostengono la proliferazione delle imprese nel settore. I Paesi Bassi, con 254.417 imprese, beneficiano di una combinazione di sviluppo residenziale e progetti infrastrutturali sostenibili, con un’attenzione particolare all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità. Paesi come la Repubblica Ceca e il Belgio, con rispettivamente 193.715 e 135.699 imprese, riflettono una crescita stabile del settore delle costruzioni, sostenuta da economie in espansione e da politiche governative favorevoli. L’Ungheria, con 131.492 imprese, mostra una crescita simile, sostenuta da investimenti esteri e programmi di sviluppo infrastrutturale. Nella Slovacchia, con 121.126 imprese, il settore delle costruzioni è in espansione, sostenuto da investimenti europei e da una crescente domanda interna. La Svezia, con 104.128 imprese, e il Portogallo, con 102.474 imprese, mostrano settori delle costruzioni robusti, sostenuti da politiche di edilizia abitativa e da investimenti in infrastrutture sostenibili. La Romania, con 100.670 imprese, evidenzia un settore delle costruzioni in crescita, supportato da fondi europei e da una crescente domanda di infrastrutture moderne. Israele, con 79.027 imprese, mostra un settore delle costruzioni dinamico, trainato dalla crescita demografica e dallo sviluppo urbano. L’Irlanda, con 70.457 imprese, beneficia di una robusta crescita economica e di un boom edilizio alimentato dalla domanda di nuove abitazioni e infrastrutture. La Grecia, con 69.693 imprese, sta gradualmente recuperando dopo anni di crisi economica, con un settore delle costruzioni in lenta ripresa. La Norvegia, con 59.442 imprese, e la Finlandia, con 56.061 imprese, mostrano settori delle costruzioni stabili, supportati da economie forti e da una domanda continua di infrastrutture moderne. L’Austria, con 41.399 imprese, riflette un settore delle costruzioni ben sviluppato e altamente regolamentato. Paesi più piccoli come la Lituania, con 39.111 imprese, e la Danimarca, con 36.808 imprese, mostrano settori delle costruzioni attivi, supportati da politiche di sviluppo sostenibile e da economie in crescita. La Croazia, con 28.573 imprese, evidenzia un settore delle costruzioni in espansione, alimentato da investimenti turistici e infrastrutturali. Costa Rica, con 24.559 imprese, e Slovenia, con 22.758 imprese, mostrano un settore delle costruzioni dinamico, sostenuto da una crescente domanda interna e da investimenti esteri. La Bulgaria, con 22.577 imprese, riflette una crescita costante, sostenuta da investimenti europei. La Svizzera, con 22.332 imprese, evidenzia un settore delle costruzioni altamente sviluppato e regolamentato, con un’enfasi sulla qualità e l’innovazione. L’Estonia, con 16.106 imprese, mostra un settore delle costruzioni in crescita, alimentato da investimenti tecnologici e infrastrutturali. Paesi come la Serbia, con 15.576 imprese, e la Lettonia, con 10.405 imprese, riflettono una crescita stabile, sostenuta da politiche governative e investimenti stranieri. Cipro, con 10.030 imprese, mostra un settore delle costruzioni in espansione, alimentato dal turismo e dagli investimenti esteri. Malta, con 5.957 imprese, e la Macedonia del Nord, con 5.725 imprese, evidenziano settori delle costruzioni piccoli ma in crescita, sostenuti da una domanda locale e da investimenti esteri. La Bosnia ed Erzegovina, con 5.522 imprese, mostra un settore delle costruzioni in via di sviluppo, supportato da una crescente domanda di infrastrutture moderne. Il Lussemburgo, con 4.493 imprese, riflette un settore delle costruzioni piccolo ma altamente sviluppato, con un’enfasi su progetti di alta qualità e innovazione.

Le imprese nel settore delle costruzioni nei paesi OCSE tra il 2005 ed il 2022.  L’analisi dei dati relativi al numero di imprese nel settore delle costruzioni nei paesi OCSE tra il 2005 e il 2022 rivela tendenze significative, con variazioni notevoli sia in termini assoluti che percentuali. Il caso più eclatante è quello dell’Irlanda, che ha visto un aumento straordinario del 9195,12%, passando da 758 a 70.457 imprese. Questo incremento massiccio può essere attribuito alla forte crescita economica del paese, alla ripresa post-crisi finanziaria, e all’attrazione di investimenti stranieri che hanno stimolato il settore delle costruzioni, soprattutto nel settore immobiliare e delle infrastrutture. La Slovacchia ha registrato una crescita impressionante del 2940,31%, passando da 3.984 a 121.126 imprese. Questo aumento è probabilmente dovuto agli investimenti europei e alle politiche governative volte a migliorare le infrastrutture, oltre a una maggiore domanda di costruzioni residenziali e commerciali. Anche l’Estonia ha visto una notevole crescita del 263,24%, aumentando da 4.434 a 16.106 imprese, riflettendo una rapida modernizzazione e un ambiente favorevole agli affari che ha attratto investimenti nel settore delle costruzioni. I Paesi Bassi e la Lituania hanno mostrato crescite significative del 233,46% e del 223,95% rispettivamente. I Paesi Bassi, passando da 76.295 a 254.417 imprese, dimostrano come un’economia avanzata e infrastrutture ben sviluppate possano sostenere una robusta espansione del settore delle costruzioni. La Lituania, da 12.073 a 39.111 imprese, ha beneficiato di politiche favorevoli e di una crescente domanda di nuovi progetti edilizi. Costa Rica ha registrato un incremento del 194,40%, aumentando da 8.342 a 24.559 imprese. Questo incremento è indicativo del crescente sviluppo economico del paese e della domanda di nuove infrastrutture e abitazioni. La Polonia, con un aumento del 151,48%, passando da 164.597 a 413.922 imprese, riflette una delle economie in più rapida crescita in Europa, con significativi investimenti infrastrutturali e un crescente mercato immobiliare. La Lettonia e il Belgio hanno mostrato aumenti del 131,63% e del 122,32% rispettivamente. La Lettonia, passando da 4.492 a 10.405 imprese, e il Belgio, da 61.039 a 135.699 imprese, evidenziano la crescita costante e la stabilità economica che favoriscono lo sviluppo del settore delle costruzioni. In Ungheria, il numero di imprese è aumentato del 79,13%, da 73.404 a 131.492, segnalando un’espansione significativa del settore. La Germania ha visto un aumento del 73,60%, passando da 220.300 a 382.442 imprese, riflettendo la solida base industriale del paese e la continua domanda di nuovi progetti edilizi e infrastrutturali. Il Lussemburgo, con un aumento del 71,10%, e la Bulgaria, con un incremento del 70,47%, mostrano come anche paesi più piccoli possano avere una crescita robusta nel settore delle costruzioni. La Finlandia e la Slovenia hanno registrato crescite del 65,51% e del 59,53% rispettivamente. La Finlandia, con 22.189 nuove imprese, e la Slovenia, con 8.492 nuove imprese, indicano una crescita sostenuta supportata da politiche governative e investimenti esteri. L’Austria ha visto un aumento del 59,26%, passando da 25.994 a 41.399 imprese, dimostrando una crescita stabile e un ambiente favorevole agli affari. Cipro e la Svezia hanno mostrato aumenti del 56,65% e del 55,24% rispettivamente. Cipro, con un aumento da 6.403 a 10.030 imprese, e la Svezia, da 67.076 a 104.128 imprese, evidenziano una crescita continua nel settore delle costruzioni. La Norvegia ha registrato un incremento del 46,77%, passando da 40.499 a 59.442 imprese, riflettendo una domanda sostenuta di nuovi progetti edilizi. La Francia ha visto un aumento del 37,67%, passando da 409.055 a 563.164 imprese. Questo incremento è indicativo di una solida domanda interna e di politiche governative che supportano il settore delle costruzioni. La Repubblica Ceca ha registrato una crescita del 33,56%, aumentando da 145.036 a 193.715 imprese, segnalando un’espansione continua nel settore. La Danimarca ha mostrato un aumento del 18,82%, passando da 30.978 a 36.808 imprese, riflettendo una crescita moderata ma costante. Tuttavia, alcuni paesi hanno visto una diminuzione nel numero di imprese nel settore delle costruzioni. L’Italia ha registrato una diminuzione del 15,53%, passando da 596.894 a 504.219 imprese, e la Spagna ha visto una riduzione del 16,52%, da 479.168 a 400.008 imprese. Queste diminuzioni possono essere attribuite a crisi economiche, ristrutturazioni industriali e una ridotta domanda di nuovi progetti edilizi. Il Portogallo ha visto una diminuzione del 19,41%, passando da 127.149 a 102.474 imprese.

Politiche economiche per incrementare le imprese nel settore delle costruzioni nei paesi OCSE. Le politiche economiche per sviluppare le imprese del settore delle costruzioni nei paesi OCSE devono essere integrate, mirate a stimolare crescita, innovazione e sostenibilità. Un aspetto cruciale è l’investimento in infrastrutture, che crea immediata domanda di costruzioni e migliora la competitività a lungo termine. Grandi progetti infrastrutturali come strade, ponti e ferrovie non solo generano posti di lavoro, ma modernizzano le reti di trasporto, riducendo i costi logistici e incentivando gli investimenti privati. I paesi OCSE possono trarre insegnamento da esempi di successo come i Paesi Bassi e la Germania, dove gli investimenti massicci in infrastrutture hanno sostenuto un settore delle costruzioni robusto e innovativo. Inoltre, gli incentivi fiscali sono fondamentali per stimolare gli investimenti privati nelle costruzioni. Crediti d’imposta per ristrutturazioni e nuove costruzioni, esenzioni fiscali per l’acquisto di materiali sostenibili e deduzioni per le spese in ricerca e sviluppo possono rendere più attraente per le imprese investire in progetti edilizi. In paesi come la Francia e l’Italia, gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni energetiche hanno dimostrato di essere efficaci nel promuovere la sostenibilità e l’innovazione nel settore delle costruzioni. L’accesso al credito è un altro elemento chiave. Le istituzioni finanziarie e i governi devono collaborare per offrire prestiti a tassi agevolati e garanzie sui prestiti per progetti edilizi. Programmi di microfinanziamento possono aiutare le piccole imprese edili a ottenere il capitale necessario per crescere e innovare. La Polonia e l’Ungheria hanno implementato tali programmi con successo, supportando le PMI e stimolando la crescita del settore. Parallelamente, la formazione della forza lavoro è essenziale. Programmi di formazione professionale e apprendistati sviluppano le competenze necessarie per utilizzare nuove tecnologie e affrontare le sfide del mercato. Il sistema di formazione duale in Germania, che combina formazione scolastica e pratica aziendale, è un esempio eccellente di come preparare i lavoratori per il settore delle costruzioni. L’innovazione tecnologica è cruciale per migliorare l’efficienza e la competitività. Tecnologie come la stampa 3D, i droni, l’intelligenza artificiale (IA) e l’Internet delle Cose (IoT) possono rivoluzionare i processi di costruzione, riducendo i costi e migliorando la qualità. I governi devono sostenere l’innovazione attraverso finanziamenti per la ricerca e sviluppo, collaborazioni tra università e industrie e incentivi fiscali per l’adozione di nuove tecnologie. Il Regno Unito, ad esempio, ha lanciato iniziative per promuovere l’uso della tecnologia BIM (Building Information Modeling), che migliora la pianificazione e la gestione dei progetti di costruzione. La sostenibilità deve essere al centro delle politiche per il settore delle costruzioni. Incentivare l’uso di materiali da costruzione sostenibili, promuovere la costruzione di edifici a basso impatto ambientale e adottare pratiche di costruzione verdi può ridurre significativamente l’impatto ambientale del settore. Programmi di certificazione come LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) possono essere incentivati attraverso sussidi governativi e riduzioni fiscali. Paesi come la Svezia e la Danimarca sono all’avanguardia in queste pratiche, promuovendo edifici sostenibili e l’uso di tecnologie verdi nel settore delle costruzioni. La regolamentazione e le normative sono essenziali per garantire che le pratiche di costruzione siano sicure, efficienti e sostenibili. Le normative possono includere standard di sicurezza rigorosi, requisiti per l’efficienza energetica degli edifici e regolamenti ambientali per ridurre l’inquinamento. I governi devono assicurarsi che queste normative siano applicate in modo coerente e che ci siano incentivi per le imprese che superano gli standard minimi. L’adozione di standard internazionali può anche aiutare a uniformare le pratiche di costruzione e facilitare la collaborazione transfrontaliera. Le politiche devono anche supportare specificamente le piccole e medie imprese (PMI), che giocano un ruolo cruciale nel settore delle costruzioni ma spesso affrontano sfide significative in termini di accesso al mercato e capacità di investimento. Politiche specifiche per supportare le PMI possono includere l’accesso a programmi di appalto pubblico, incentivi fiscali, consulenza aziendale e supporto per l’internazionalizzazione. Paesi come la Francia e l’Italia hanno implementato programmi per sostenere le PMI nel settore delle costruzioni, riconoscendo l’importanza di queste imprese per l’occupazione e l’innovazione. La cooperazione internazionale è fondamentale per facilitare la condivisione di best practices, tecnologie innovative e modelli di business sostenibili.

Conclusioni. Il numero delle imprese nel settore delle costruzioni nei paesi OCSE considerati è cresciuto in media del 41,92% tra il 2005 ed il 2022. I paesi che hanno visto crescere il numero delle imprese nel settore delle costruzioni sono Irlanda con +9195 %, Repubblica Slovacca con +2940%, Estonia con +263,24%. Chiudono la classifica l’Italia con -15,53%, la Spagna con -16,52% e il Portogallo con -19,41%. L’Italia è il paese che ha subito la perdita più significativa in valore assoluto con -92.675 imprese nel settore delle costruzioni tra il 2005 ed il 2022. Complessivamente, nei paesi OCSE considerati il numero di imprese nel settore delle costruzioni è stato pari a 4,33 milioni di unità. Il 50% delle imprese del settore delle costruzioni si trovano in 5 paesi ovvero: Francia, Italia, Polonia, Spagna e Germania.

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Link: https://data-explorer.oecd.org/vis?lc=en&fs[0]=Topic%2C1%7CEconomy%23ECO%23%7CCorporate%20sector%23ECO_COR%23&pg=0&fc=Topic&bp=true&snb=43&df[ds]=dsDisseminateFinalDMZ&df[id]=DSD_SDBSBSC_ISIC4%40DF_SDBS_ISIC4&df[ag]=OECD.SDD.TPS&df[vs]=1.0&pd=2005%2C2022&dq=A.CRI%2BSRB%2BROU%2BMKD%2BMLT%2BCYP%2BHRV%2BBGR%2BBIH%2BALB%2BTUR%2BCHE%2BSWE%2BESP%2BSVN%2BSVK%2BPRT%2BPOL%2BNOR%2BNLD%2BLUX%2BLTU%2BLVA%2BKOR%2BJPN%2BITA%2BISR%2BIRL%2BISL%2BHUN%2BGRC%2BDEU%2BFRA%2BFIN%2BEST%2BDNK%2BAUT%2BBEL%2BCZE.ENTR.F._T.ENT&ly[rw]=REF_AREA&ly[cl]=TIME_PERIOD&to[TIME_PERIOD]=false&vw=tb

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Data:

2 Giugno 2024

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