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IN ITALIA ULTERIORI 11.641 CONTAGI E ALTRI 270 MORTI

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cms_20902/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 11.641 contagi e altri 270 morti

Sono 11.641 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati del bollettino della Protezione Civile pubblicato dal ministero della Salute.

Sono stati registrati altri 270 morti, che portano il totale a 91.273 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti ulteriori 206.789 tamponi, l’indice di positività è al 5,6%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.107, con un calo di 3 unità.

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I dati dalle regioni

Lombardia

Sono 1515 i nuovi contagi da Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 58 morti. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 926 tra guariti e dimessi. I tamponi processati sono stati 27.624. Il rapporto tra positivi e test si porta al 5,4% dal 5,3% della vigilia.

Veneto

Sono 496 i nuovi contagi da Coronavirus in Veneto secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 28 morti.

Lazio

Nel Lazio si registrano 920 nuovi contagi da coronavirus e vengono segnalati altri 20 morti. A Roma, i casi scendono sotto quota 400. I guariti da ieri sono stati 3.985. “Diminuiscono i casi, i decessi, i ricoveri e le terapie intensive” dice l’assessore alla Sanità della Regione Alessio D’Amato. “Il rapporto tra positivi e tamponi è a 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende al 4%”.

Puglia

Sono 765 i contagi da coronavirus registrati in Puglia ieri, su ulteriori 8.751 test. Secondo i dati contenuti nel bollettino della regione, vengono segnalati 8 morti. In totale i decessi in Puglia dall’inizio della pandemia sono stati 3.399.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.374.908 test. Sono 74.425 i pazienti guariti. I pazienti ricoverati sono oggi 1.596 (+12).

Emilia Romagna

Sono 1.382 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna secondo il bollettino di ieri. Registrati altri 25 morti nella Regione. I nuovi casi sono stati individuati su un totale di ulteriori 16.215 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’8,5%. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.837.

Umbria

Sono 382 i nuovi contagi da Coronavirus in Umbria secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri tre morti. Crescono anche i ricoveri. Sono 484 (+26), mentre sono 73 (+3) i pazienti in terapia intensiva. I nuovi positivi accertati nell’ultimo giorno sono 382 (+8,8%) e i guariti 177 (+0.58%). In totale i morti sono stati 184. Sono 3.611 i tamponi e 4.010 i test antigenici effettuati nelle ultime 24 ore con un tasso di positività totale del 5%.

Abruzzo

Sono 436 i nuovi positivi al Coronavirus ieri in Abruzzo. I morti di Covid sono stati undici. Sono stati eseguiti ulteriori 4756 tamponi molecolari e 8827 test antigenici. I guariti sono stati 32.919, 10976 gli attualmente positivi, 470 ricoverati in area medica, 51 ricoverati in terapia intensiva, 10455 in isolamento domiciliare.

Basilicata

Sono 79 i nuovi casi positivi al Sars Cov2, di cui 76 riguardanti residenti in Basilicata, su un totale di 1067 tamponi molecolari registrati ieri in Basilicata. Lo rende noto la task force regionale con il consueto bollettino. Nelle ultime 24 ore sono morte tre persone, residenti a Potenza, Avigliano, Vietri di Potenza.

I lucani guariti sono 9 a cui si aggiungono altre 50 guarigioni di un periodo precedente dopo un ulteriore aggiornamento (per il decimo giorno consecutivo) ’’a seguito di verifica e riallineamento tra piattaforme Covid-19 della Regione Basilicata e dell’Istituto Superiore di Sanità’’, come precisa la task force regionale.

In base ai dati complessivi, i lucani attualmente positivi salgono a 3.072 (+14), di cui 2987 in isolamento domiciliare, mentre sono 9.881 le persone residenti in Basilicata guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 329 quelle decedute. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 216.724 tamponi, di cui 200.746 risultati negativi, e sono state testate 133.162 persone.

Toscana

Sono 668 i contagi da coronavirus in Toscana secondo il bollettino di ieri. Si registrano 22 morti. I nuovi casi sono lo 0,5% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,4% e raggiungono quota 123.860 (89,4% dei casi totali). Sono 6.620 i soggetti testati ieri (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 10,1% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono 10.440 (+1,7%). I ricoverati sono 758 (+6), di cui 108 in terapia intensiva (1 in meno). Tra i 22 decessi, 17 uomini e 5 donne con un’età media di 78,7 anni.

Calabria

Sono 127 i nuovi contagi da Coronavirus in Calabria secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri 7 morti. Nella Regione a ieri sono stati sottoposti a test 507.606 soggetti per un totale di tamponi eseguiti pari a 537.077 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 34.191, quelle negative 473.415. I guariti/dimessi sono stati 459 guariti/dimessi nelle ultime 24 ore.

Sardegna

Sono 154 i nuovi contagi da Coronavirus in Sardegna secondo il bollettino reso noto ieri. Sono stati registrati altri tre morti. Dall’inizio dell’emergenza nell’isola ci sono stati 39.527 casi di positività e 1.019 decessi. In totale sono stati eseguiti 600.974 tamponi per un incremento complessivo di 1.891 test rispetto al dato precedente.

Sono invece 382 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-12 rispetto), mentre sono 34 (+3) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 14.269. I guariti sono complessivamente 23.590 (+114), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 233.

Sul territorio, dei 39.527 casi positivi complessivamente accertati, 9.140 (+49) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.344 (+8) nel Sud Sardegna, 3.349 (+34) a Oristano, 7.907 (+37) a Nuoro, 12.787 (+26) a Sassari.

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cms_20902/Roberto_Speranza.jpgAnticorpi monoclonali, firmato decreto per distribuzione

Dopo il via libera dell’Aifa agli anticorpi monoclonali il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto per il via libera alla distribuzione.

A darne notizia è lo stesso ministro in un post su Facebook. “Sulla base delle indicazioni dell’Agenzia italiana del farmaco” Aifa “e del parere del Consiglio superiore di sanità, ho appena firmato il decreto che autorizza la distribuzione, in via straordinaria, degli anticorpi monoclonali”, ha annunciato Speranza. “Così abbiamo, insieme ai vaccini, una possibilità in più per contrastare il Covid-19”, ha aggiunto il ministro.

cms_20902/Guido_Silvestri,_docente_alla_Emory_University_di_Atlanta.jpgSilvestri: “Dg Aifa si dimetta dopo freno su monoclonali”

Quella tenuta nei mesi scorsi da Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, sugli anticorpi monoclonali anti-Covid è “purtroppo indifendibile”. Basata su una “scelta ingiustificata non solo dal punto di vista scientifico, ma anche e soprattutto dal punto di vista legale e regolatorio”.

E “credo che una situazione del genere si possa risolvere solo dimettendosi”, perché su questa vicenda “non ci possono essere vie d’uscita alla ’volemose bene’”. Così all’Adnkronos Salute il virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, tra i più convinti sostenitori della necessità di autorizzare in Italia un impiego d’emergenza dei monoclonali per la terapia dell’infezione da Sars-CoV-2, approvato secondo lo scienziato dopo aver perso “3 mesi” di tempo.

Tramite Silvestri, il Chief Scientific Officer di Lilly Dan Skovronsky aveva offerto gratuitamente all’Italia decine di migliaia di dosi dell’anticorpo bamlanivimab per uno studio clinico. L’introduzione di questo prodotto nel nostro Paese “si sarebbe potuta avere fin da ottobre”, ha più volte spiegato l’esperto, e quella di etesevimab “probabilmente a inizio 2021”. Invece è successo qualcosa che ha frenato il via libera. E siccome “in tanti alludono a gravi conflitti d’interesse”, Silvestri auspica che chi ne è titolato possa far luce su questo sospetto.

“Credo che la posizione di Magrini sia purtroppo indifendibile – dichiara il virologo – La sua scelta di bloccare la proposta di trial clinico pragmatico in ottobre, adducendo che doveva prima essere approvato dall’Agenzia europea del farmaco Ema, come poi scritto molto chiaramente nel comunicato stampa di Aifa del 22 dicembre 2020, è ingiustificata non solo dal punto di vista scientifico, sul quale si può comunque discutere, ma anche e soprattutto dal punto di vista legale e regolatorio, come hanno adesso ribadito in modo corale figure istituzionali di grande prestigio come l’ex Dg di Aifa Luca Pani, l’attuale presidente di Aifa Giorgio Palù, il consigliere speciale del ministro della Salute Walter Ricciardi, e l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin”.

“E infatti” ora, “3 mesi dopo, è arrivata l’approvazione di Aifa stessa”. E proprio oggi il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato di avere firmato, “sulla base delle indicazioni dell’Agenzia italiana del farmaco e del parere del Consiglio superiore di sanità, il decreto che autorizza la distribuzione, in via straordinaria, degli anticorpi monoclonali”. Ma “l’autorizzazione si sarebbe potuta dare” già a ottobre “in 48 ore – insiste Silvestri – come ha dichiarato in questi giorni l’ex Dg Aifa Pani”.

Ecco perché “a questo punto non ci possono essere vie d’uscita alla ’volemose bene’, perché la materia è troppo importante – incalza lo scienziato – O Magrini non sapeva che si poteva andare avanti nella sperimentazione senza Ema, e allora la sua competenza nel settore non è compatibile con l’incarico che riveste, oppure lo sapeva e ha mentito, il che sarebbe ancora peggio. In entrambi i casi la sua posizione è semplicemente indifendibile, e credo che una situazione del genere si possa risolvere solo dimettendosi”.

Quanto al parere della Commissione tecnico scientifica dell’Aifa, adottato il 4 febbraio e reso pubblico ieri dall’ente regolatorio nazionale, per Silvestri “il parere è sostanzialmente condivisibile”.

“Il problema – ripete il virologo – è che lo stesso esatto parere poteva e doveva essere dato 3 mesi fa, e tuttora non si capisce bene perché non lo si fece. Il tutto mentre in tanti alludono a gravi conflitti d’interesse sui quali io, da Atlanta, non posso certo commentare. Se non sperando che se ne occupi presto chi di dovere e a tutti i livelli”.

Data:

8 Febbraio 2021