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IN ITALIA ULTERIORI 13.452 CONTAGI E ALTRI 232 MORTI

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cms_21054/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 13.452 contagi e altri 232 morti

Sono 13.452 i contagi da coronavirus in Italia, secondo i dati del bollettino della Protezione Civile pubblicato ieri dal ministero della Salute.

Da ieri sono stati registrati altri 232 morti che portano il totale a 95.718 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia di covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 250.986 tamponi, il tasso di positività sale al 5,4%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.094, con un aumento di 31 unità.

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I dati dalle Regioni

Basilicata

Sono 66 i contagi al coronavirus in Basilicata, secondo il bollettino di ieri. E’ stato registrato un morto. I nuovi casi positivi al Sars Cov2, di cui 65 riguardanti residenti, fanno riferimento a un totale di 1.092 tamponi molecolari.

Toscana

“I nuovi casi” di covid registrati ieri in Toscana sono 968 su 19.677 test di cui 14.363 tamponi molecolari e 5.314 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,92% (8,6% sulle prime diagnosi). Sono stati registrati altri 15 morti. I nuovi casi sono lo 0,7% in più rispetto al totale del giorno precedente.

Friuli Venezia Giulia

Ieri in Friuli Venezia Giulia su 3.462 tamponi molecolari sono stati rilevati 219 nuovi contagi con una percentuale di positività del 6,33%. Sono inoltre 1.677 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 65 casi (3,88%). I decessi registrati sono 8.

Puglia

Sono 758 i contagi da coronavirus in Puglia, secondo il bollettino di ieri.Sono stati registrati altri 6 morti. I pazienti ricoverati sono 1.431 (+16). Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 140.459.

Lazio

Sono 1.048 i contagi da coronavirus nel Lazio secondo i dati della regione. Da ieri segnalati altri 15 morti. Roma registra meno di 400 nuovi casi, mentre a livello regionale aumentano le terapie intensive.

Emilia Romagna

Sono 1.852 in Emilia Romagna i casi di covid, secondo il bollettino di ieri che segnala altri 41 morti. Nella regione, zona arancione, sono stati eseguiti 20.349 tamponi nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 9,1%.

Campania

Sono 1.658 i nuovi casi di coronavirus in Campania. Tra i contagi da covid, 215 casi identificati da test antigenici rapidi e 115 sono risultati sintomatici. Secondo il bollettino di ieri, altri 14 morti.

Valle d’Aosta

Sono 5 i nuovi casi di coronavirus riscontrati in Valle d’Aosta dopo aver analizzato 126 tamponi. Nelle ultime 24 ore si registra un decesso, che porta il totale delle vittime a 414 da inizio pandemia.

Lombardia

Sono 2.514 i contagi da coronavirus in Lombardia, secondo il bollettino pubblicato ieri dal ministero della Salute. Sono stati registrati altri 50 morti, che portano il totale a 28.058 dall’inizio dell’emergenza covid-19 nella regione.

Veneto

Sono 718 i casi di coronavirus in Veneto, secondo il bollettino pubblicato ieri dal ministero della Salute. Sono stati registrati altri 11 morti, che portano il totale a 9.712 dall’inizio dell’emergenza covid-19 nella regione.

Sardegna

Sono 33 i contagi da coronavirus in Sardegna. Secondo il bollettino di ieri, si registrano altri 4 morti per covid. Ieri sono stati eseguiti 1.533 test. Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna per l’Isola un tasso di positività del 2,1%.

Piemonte

Sono 802 i nuovi contagi di Coronavirus e 8 i morti in Piemonte secondo il bollettino di ieri. I nuovi casi sono pari al 6.7% degli 11.988 tamponi eseguiti, di cui 5.624 antigenici. Il totale dei casi positivi diventa quindi 242.977, di cui 21.468 Alessandria, 12.539 Asti, 8.322 Biella, 32.876 Cuneo, 18.909 Novara, 127.903 Torino, 8.937 Vercelli, 8.914 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.201 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.908 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 138 (+8). I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.868 (+11). Le persone in isolamento domiciliare sono 10.801. Il totale dei decessi è ora di 9.265. I pazienti guariti sono complessivamente 220.905 (+582).

Sicilia

Sono 411 i nuovi contagi di Coronavirus in Sicilia secondo il bollettino di ieri. Si registrano altri 18 morti, un dato che porta a 3.999 il totale dei decessi dall’inizio della pandemia. I casi totali salgono invece a 148.990. Gli attualmente positivi nella regione sono 29.180, inclusi 143 pazienti in terapia intensiva e 846 ricoverati in area non critica. Sono invece 115.811 i dimessi/guariti dall’inizio dell’emergenza. Quanto ai tamponi, nelle ultime 24 ore ne sono stati effettuati 19.912 per un totale di 2.272.179.

Liguria

Sono 266 i nuovi contagi di Coronavirus in Liguria secondo il bollettino di ieri. Si registrano altri 4 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 2768 tamponi molecolari, secondo quanto reso noto dalla task-force ligure per l’emergenza Covid. Sono 570 i pazienti ospedalizzati nelle strutture della Liguria (+ 8), dei quali 54 sono ricoverati nei reparti di terapia intensiva. Ad oggi in isolamento domiciliare si trovano 4320 persone.

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Nuovo decreto covid, proposta Regioni a governo: ecco 6 punti

Vaccini, regole ’anti covid’ tempestive, zona rossa da rivedere con Rt meno determinante, indennizzi per le attività penalizzate, misure ad hoc per la scuola. Sono i 6 punti che Regioni e Province autonome hanno inserito nel documento con le proposte al governo in vista del varo del nuovo decreto covid e del nuovo dpcm.

I 6 punti

1. Le Regioni e le Province autonome ritengono priorità assoluta la campagna vaccinale. Il meccanismo sta andando troppo a rilento, e questo non per disguidi organizzativi, carenza di personale e strutture o, in questa fase, per indisponibilità della popolazione: il problema adesso risiede nell’approvvigionamento delle dosi, che dipende dal Governo. Spetta quindi al Governo impostare la nuova strategia per reperire un numero di dosi vaccinali adeguato e, a tal proposito, le Regioni e le Province autonome assicurano la loro più totale disponibilità, nelle forme e nei modi che si riterranno opportuni, a collaborare. In relazione all’esigenza di acquisire un maggior numero di vaccini, inoltre, sarebbe auspicabile e urgente una valutazione circa il diretto coinvolgimento delle nostre aziende nel processo produttivo, tenendo presente che vi sono aziende e filiere nazionali in grado di realizzare alcune fasi della produzione. Si ritiene, inoltre, necessario anche cogliere l’occasione per valutare il riposizionamento sul piano industriale delle aziende produttrici sia per l’Europa sia per l’Italia.

2. Al fine di garantire certezza al Paese sulle misure che investono le attività economiche e la vita dei cittadini, è necessario rivedere la tempistica per l’adozione dei provvedimenti di classificazione delle zone e delle relative ordinanze. Occorre che siano conosciute con congruo anticipo dai cittadini e dalle imprese dei diversi territori regionali. Occorre, altresì, poter procedere ad una programmazione delle attività anche attraverso una diversa organizzazione dell’esame dei dati della cabina regia, delle ordinanze e della relativa decorrenza.

3. Si ritiene indispensabile procedere ad una revisione dei parametri e alla contestuale revisione del sistema delle zone, nel senso della semplificazione, che passi funzionalmente anche da una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture, in senso anche più stringente laddove necessario. Occorre in questa fase un cambio di passo che consenta di coniugare le misure di sicurezza sanitaria con la ripresa economica e delle attività culturali e sociali. Sulla revisione del Rt e dei relativi parametri, la Conferenza si era già espressa, anche in termini propositivi e, pertanto, è necessario riprendere quella discussione ed approfondirla per verificare, anche dall’esperienza maturata, quali possono essere le soluzioni migliori dal punto di vista tecnico-scientifico. È evidente che se la campagna vaccinale accelera, l’Rt perde progressivamente di rilevanza.

4. Il presupposto per assumere decisioni valide è individuare una strategia che si fondi su elaborazioni oggettive tecnico scientifiche sulla base delle quali la politica si assumerà la responsabilità della decisione. Si possono prevedere misure più stringenti per specifici contesti territoriali laddove i parametri rilevino significativi scostamenti, sulla base dei risultati di un’analisi oggettiva condotta dal CTS e dall’ISS. Le limitazioni generali e quelle specifiche dovrebbero in ogni caso tener conto dell’analisi dell’esperienza sin qui condotta, valutando le restrizioni che si sono rivelate più o meno efficaci, al fine di poter meglio soppesare quali attività sia necessario chiudere o limitare e quali invece possano essere riaperte, valutando in questo caso, ove necessario, anche protocolli aggiornati. Tale soluzione risulta essenziale ed opportuna in quanto alcune attività risultano totalmente chiuse da diversi mesi e il prolungarsi di tale situazione risulterebbe esiziale per le stesse. In ogni caso, è necessario che i nuovi e più snelli meccanismi vedano una definizione più chiara da parte di CTS e dell’ISS.

5. In via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori, deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento. A tal riguardo, si rende opportuno l’ampliamento della cabina di regia ai Ministri dello Sviluppo economico, dell’Economia e degli Affari regionali al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese. È necessario, inoltre, condividere maggiormente i provvedimenti e garantire sempre i risarcimenti sia nel caso di provvedimenti restrittivi di livello nazionale che regionale. In questo contesto appare assolutamente necessario procedere ad un chiarimento sulle competenze statali e regionali al fine di allinearne la tempistica e la relativa efficacia.

6. Nel quadro della situazione epidemiologica generale e territoriale, sarebbe necessario qualificare l’attività scolastica ed universitaria (al pari delle altre attività) con un’apposita numerazione di rischio, anche tenendo conto dei dati oggettivi del contagio nelle istituzioni scolastiche e nel contesto territoriale di riferimento. Occorre, in ogni caso, implementare le forme di congedo parentale, nonché prevedere ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica. E’ inoltre necessario che ogni Regione sia messa nelle condizioni di poter garantire la vaccinazione ai propri insegnanti residenti ed assistiti, indipendentemente dalla Regione in cui prestano servizio.

Data:

22 Febbraio 2021