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IN MANCANZA DI PROBLEMI DA RISOLVERE, RENZI E LAURA BOLDRINI RISCRIVONO L’ITALIANO

Come se in Italia non vi fossero altri problemi da risolvere, il “duo” su citato ha deciso di riscrivere la lingua italiana. Del problema se ne sta occupando direttamente Palazzo Chigi. Poco più di un mese fa, più precisamente il 27 febbraio u.s., il premier Renzi, sollecitato dal Presidente della Camera Boldrini, ha nominato un “comitato”, per redigere le linee guida per la promozione di un linguaggio rispettoso di entrambi i generi.Grazie all’intervento di “Nostra Signora” Laura Boldrini (non trovo titolo più eccelso) il Governo ci riserva grosse novità e innovazioni sull’uso degli articoli della lingua Italiana…e non solo. Pare sia di “vitale importanza” riesaminare e rielaborare il nostro linguaggio.

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A presiedere “codesto comitato”, concedetemi questo termine “aulico toscaneggiante”, è stata incaricata “la deputata” Giovanna Martelli, ex Pci oltre che consigliera Renziana per le pari opportunità . L’onorevole Martelli con l’ausilio e la super visione della scrittrice Alma Sabatini, femminista della prima ora e autrice del libro: “Il sessismo nella lingua italiana”, anticipa, senza fare nome alcuno, che del comitato faranno parte tre docenti universitari, una giornalista molto nota e un rappresentante dell’Accademia della Crusca. Visto quello che dovrà costarci l’operazione, sia io che che gran parte degli Italiani, ci sentiamo, ironicamente, più tranquilli!

cms_2020/punto-interrogativo.jpgMa, mi chiedo, dove vorrebbero arrivare? Vengo e mi spiego. Precisamente a evitare l’uso del maschile generico. Di più non so! Tutto sarà più chiaro quando il Comitato di liberazione della grammatica avrà messo a punto le direttive da “osservare”. Voci di corridoio, riferiscono che il termine “i diritti dell’uomo” (troppo maschilista) sarà sostituito con l’espressione “i diritti della persona”. Inoltre dovranno discutere sulla sostituzione della parola “cittadini” con quella di“cittadinanza”. Effetivamente “cittadini”, è stato fin troppo abusato dai pentastellati. Udite, udite. Anche la parola “fratellanza” è, a loro dire sottilmente “sessista! La giustificazione è la seguente: …i fratelli, purtroppo, sono solitamente maschi.

cms_2020/Dante_prima.jpgCi obbligheranno, pertanto, a usare la parola“solidarietà” che pur essendo di genere femminile “lor signore” lo considerano di genere neutro e i maschietti, una volta per tutte, si mettessero l’anima in pace. Pensate se avessero deciso di sostituire la fratellanza con “sorellanza”. E non finisce mica qui. Laura Boldrini, paladino o paladina, difensore o difenditrice del femminismo linguistico italiano, ci chiede o ci impone di evitare l’articolo davanti ai cognomi femminili così come si usa fare per i parlamentari maschi. Mai più scrivere “la Boldrini, la Meloni, la Bindi o la Serracchiani”, a meno che non vogliate essere additati come: “inesperti, ignoranti e illetterati”. Altra grande novità. Nel caso si parlasse dei «dirigenti»,della p.a. sarebbe opportuno sostituire questo termine con ”la dirigenza”, che pur essendo al femminile, “il comitato” lo dovrà considerare generico/a. Vietato, anzi vietatissimo e da esecrare, il femminile per i titoli professionali che finiscono in “essa” come vigilessa, avvocatessa, poetessa o studentessa. Non sia mai! Prima di chiudere, cari colleghi e cari lettori, una vera ultim’ora. Vi rammento che per essere aggiornati e “a la page”, d’ora in avanti, la “coppia gay” bisognerà chiamarla “same sex”. Sappiatelo…e non ditemi che non vi avevo avvertito! Mi auguro, seriamente, che il momento in cui dovessero entrar in vigore simili direttive, un semplice errore da parte mia o vostra, si tramutasse in sanzione “pecuniaria” con segnalazione a Equitalia. A ben pensarci non vorrei aver dato a “lor signore” una nuova idea per estorcerci quattrini. Tanto vi dovevo.

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Data:

28 Marzo 2015