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IN ‘MARCIA’ PER RILANCIARE L’UNIONE FEDERALE

Sarebbe un insulto all’intelligenza e al sogno di Altiero Spinelli pensare che un cittadino cresciuto ed educato ai valori dell’Europa e della sua grande cultura filosofica, qualsivoglia sia la sua appartenenza ideologica, possa rinnegare un progetto di Unione federale ambizioso e necessario, arenatosi per cause non sempre attribuibili a correnti politiche opposte interne ai singoli Stati, ma a cause riconducibili, al contrario, a scellerate decisioni esterne che, con le inique guerre provocate da pretestuose ribellioni interne in Iraq, in Libia, in Siria, hanno prodotto veri e propri genocidi su popolazioni inermi le cui conseguenze sono ricadute sulla pacifica Europa che suo malgrado, ha dovuto farsi carico degli errori e gli ‘orrori’ del suo più potente alleato. Il cittadino europeo quindi, come essere senziente, passando repentinamente da una vita di pacifica convivenza ad uno stato di allerta continua quale è quella migratoria, terroristica e ideologica, finisce col modificare la stessa percezione della realtà che diventa ai suoi occhi spaventosamente immane, avvertendola come un pericolo per la propria vita. Ne consegue che lo stesso, non trovando nella politica il conforto e la sicurezza che pur lo Stato o l’Europa dovrebbe garantirgli – cosa che quest’ultima non può concedergli perché non ancora un Governo autonomo in grado di prendere decisioni tali da dissentire con il più potente Governo del Mondo – a giusta ragione, traduce le sue reazioni alla paura con la protesta e il dissenso e cerca il conforto di una politica che sappia proteggerlo da quel disordine sociale che sta cambiando radicalmente le sue abitudini, la sua vita e quella dei suoi connazionali in modo imprevedibile e forse irreversibile per le future conseguenze che tutto questo produrrà nei cittadini europei. Questa semplice analisi che parte dalla vita psicologica, mentale e spirituale del cittadino europeo è la prima causa di protesta e di disaffezione verso l’Europa da costruire come Spinelli l’ha strutturata, anche con la sua azione politica come legislativa dell’Atto Unico, presentato per facilitare la costruzione dell’Europa federale.

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Questa cara, vecchia Europa che ha resistito per secoli a tutte le guerre inique, ora che stava per intravedere una nuova alba, ha dovuto ancora guardare impotente al genocidio di popoli.

La frase di Karl Marx che il presidente nazionale MFE Giorgio Anselmi ha citato a grandi lettere, nella pagina a sua firma dell’ ‘Unità Europea’ del bimestre gen-feb 2017, rende bene l’idea che a volte sono le circostanze che ‘fanno’ l’uomo. Si potrebbe dire anche che realizzano un progetto, e nel caso del processo di unificazione politica europea, bisogna ammetter con onestà, che le ‘circostanze’ negli anni più delicati del suo processo di integrazione, sono state dirompenti, destabilizzanti e tali da distogliere politici e cittadini dal loro compito primario: la Federazione Europea.

Oggi i 60 anni della firma dei trattati di Roma e la marcia dei federalisti pro Europa federale fino al Colosseo, simbolo inconfondibile della Storia europea oltre che di Roma, hanno risvegliato quell’antico orgoglio europeo , quel senso di nostalgico fermento, quella spinta ideale che sembrava condurre l’Europa ad un passo dalla federazione.

Alla Convention di Roma presso la Sala Congressi nei pressi di Piazza di Spagna, europarlamentari, federalisti e semplici cittadini hanno espresso la loro volontà di rilanciare con più forza il processo di Unità Europea con uno slogan comune proposto dall ‘Istituto Affari Internazionali: “EU60: Re-founding Europe. The Responsibility to Propose

(http://www.iai.it/it/ricerche/eu60-re-founding-europe-responsibility-propose#sthash.tC0Dchzk.dpuf ).

Dunque, tutte le diverse iniziative di Roma non possono che essere un momento di riflessione su quanto è stato fatto in passato per comprendere, ma anche per correggere, gli eventuali errori di questa Europa che il coraggio lo ha spesso relegato nei profondi labirinti della sua paura. RESPONSABILITA’ è la parola chiave coniata dall’ IAI ,uno slogan persuasivo per proporre e per agire. L’Europa ha bisogno di coraggio, il coraggio di promuovere un nuovo corso, in primis, a mio giudizio, quello della ‘Riconciliazione’ tra opposte visioni, quelle che tanto odio e tanta guerra generano all’interno della stessa Europa e danno al vero nemico il pretesto per decidere, per invadere, per cambiare la sua stessa storia. Chi è in maggioranza non denigri il suo rivale ma lo consideri un alleato prezioso per dialogare e ricevere da lui proposte altrettanto valide e produttive per il difficile compito che ancora questa integrazione richiede. Non si dia per scontato che un paese membro per non aver condiviso una strategia, qualunque essa sia, debba essere isolato o considerato pericoloso, reazionario alla stregua di un delinquente perché in ogni azione vi è una ragione e questa ragione va discussa, approfondita fino a che non si trovi una linea di accordo comune. L’Europa non si costruisce con l’operato di una sola parte politica, ma con l’impegno e il consenso di tutte le parti. Ma questo concetto è ancora distante dalla mentalità di molti politici per i quali la rivalità è uno strumento obbligato ed inevitabile, politici che ahimè, non hanno ancora consapevolezza del ruolo della ‘coscienza’ nei rapporti interpersonali e dell’Universo interdipendente nella realizzazione di qualsiasi
progetto.

cms_5884/foto_3.jpgBisogna superare gli slogan punitivi e offensivi che richiamano dal passato spauracchi inesistenti come quelli che oggi sono davvero sepolti. Si smetta di chiamare razzista, fascista, nazista chi sta solo protestando perché non condivide la linea politica dei parlamentari europei o della Commisione per cui i cittadini, in modi diversi, pagano il prezzo. In ogni cosa c’è una ragione e ad ogni azione vi è una reazione. L’Europa ha bisogno di osare, di andare oltre gli stereotipi di sempre che inaspriscono gli animi e permettono ai residenti stranieri di cultura diversa, spesso inaccettabile per la forma mentis europea, di combattere contro il pensiero europeo stesso e imporre con forza e ostinazione il loro ‘modus vivendi’.I politici europei hanno bisogno di trascendere la divisione illusoria che li ingabbia e li tiene prigionieri di un pensiero unico che non potrà mai essere vero se non insufflato e arricchito dal pensiero dell’altro. Si applichi la metodologia innovativa del fisico Basarab Nicolescu ‘Transdisciplinarity ‘ che insegna come andare oltre per ritrovarsi nella Unità. E’ l’audacia la forza che muove le montagne. (Ricordiamo le parole evangeliche che in realtà sono una legge dell’universo stesso). Proponiamo tutti un nuovo vocabolario politico che non offenda i fratelli che, nel bene o nel male, condividono lo stesso progetto ma con vedute diverse. In conclusione, il commento di Giorgio Anselmi alle parole di Goethe è tanto significativo e veritiero quanto più lo carichiamo della nostra audacia: “…ogni militante dovrebbe sentirsi spronato a dare il meglio di se . Allora potrà accadere quello che Goethe ha preconizzato agli audaci che vogliono cambiare il mondo: “ nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la Provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo , cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute. Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala! L’Audacia ha in sé genio, potere e magia”. Incominciala ora. !” Goethe aveva semplicemente compreso la legge dell’Universo.

Data:

28 Marzo 2017