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In Medio Oriente è “Nuova Intifada”?

La risposta dei palestinesi alla decisione di Trump è arrivata immediatamente: da Gaza, infatti, sono partiti vari razzi atti a colpire le città israeliane. Israele ha risposto con le incursioni aeree che hanno causato la morte di due palestinesi, mentre altri due morti si sono registrati nei pressi della barriera difensiva fra Israele e Gaza, insieme a numerosi i feriti. Il capo di Hamas Ismail Haniyeh ha promesso che “la Santa Intifada” non si fermerà. Secondo fonti ufficiali, le violenze sarebbero esplose un po’ ovunque: da Betlemme a Ramallah, da Hebron a Nablus, Qalqilya, Gaza, dove la gente ha protestato nelle strade lanciando pietre, bottiglie incendiarie e pneumatici in fiamme contro le forze di sicurezza. A Beit Khanun, ai margini della Striscia di Gaza, ci sono stati pesanti scontri, mentre a Gerusalemme sono state bruciate alcune bandiere israeliane. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha preso atto del fatto che Italia, Francia, Germania, Svezia e Gran Bretagna siano in disaccordo con la decisione di Trump di spostare l’ambasciata americana e di rendere Gerusalemme capitale d’Israele. L’ambasciatore italiano, Sebastiano Cardi, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Crediamo che lo status di Gerusalemme come futura capitale di due Stati debba essere negoziato tra Israele e Palestina, nel quadro di un processo di paceche alla fine porterà alla costituzione di due Stati.”

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Gerusalemme, non dimentichiamo, è un luogo sacro per gli israeliani perché lì fu eretto il Monte del Tempio di cui resta il Muro del pianto. Per i cristiani essa è il luogo in cui Gesù ha vissuto gli ultimi momenti della propria vita. Per i palestinesi, invece, è sacra in quanto gli arabi sostengono che Maometto sarebbe asceso in paradiso da Gerusalemme.

Nel 1947 l’Onu decise di spartire il territorio in due Stati, Israele e Palestina. Gli scontri fra le due realtà non mancarono fin quando nel 1949 Israele ebbe la parte Ovest di Gerusalemme, mentre alla Giordania spettò la parte Est. Tra le due aree fu tracciato un confine. Nel 1967, durante la Guerra dei sei giorni,Israeleconquistò la parte Est della città sacra occupata prevalentemente da arabi. L’Onu e la comunità internazionale non hanno mai riconosciuto la sovranità di Israele su Gerusalemme Est. Tutti i Paesi stranieri hanno la propria ambasciata a Tel Aviv. Nel 1995 una legge statunitense riconobbe Gerusalemme capitale di Israele con lo spostamento dell’ambasciata. In realtà mai nessun presidente americano è riuscito a farla applicare.

Data:

11 Dicembre 2017