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In Puglia record aggressioni a medici

E’ partita nei giorni scorsi la campagna di prevenzione che – per tutta la settimana – sensibilizzerà i cittadini della Regione Puglia sul tema della violenza ai danni di medici e personale sanitario. Un tema inquietante che ha messo la Regione al primo posto di un podio non invidiabile. Il problema ha raggiunto livelli di criticità tali da richiedere una forte mobilitazione.

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In Puglia è record di aggressione ai medici. Chi aggredisce un medico, aggredisce sé stesso. Difendiamo i medici difendiamo la nostra salute”. La campagna è stata ideata dall’OMCeO, l’ordine dei medici di Bari.

“Non possiamo permetterci che l’attenzione cali quando si spengono i riflettori dei media – ha detto Filippo Anelli, Presidente – è ora di prendere provvedimenti che garantiscano la sicurezza di operatori e cittadini”.

Durante un periodo di osservazione che va dal 1984 al 2016 – Il territorio pugliese è stato teatro di efferati episodi di violenza che non solo hanno toccato l’apice del fenomeno – ma hanno generato un netto divario con le altre regioni: la Puglia stacca col 26% il 16% della Sicilia e il 13% di Sardegna e Lombardia. La lunga scia di episodi balzati alle cronache inizia nel 1999 con l’assassinio della dottoressa Maria Monteduro nelle campagne di Castrignano del Capo.

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Segue il delitto ai danni della stimata psichiatra del centro malattie mentali di Bari, Paola Labriola, assassinata con numerose coltellate nel pieno svolgimento delle sue funzioni. Ma gli episodi continuano in un preoccupante e costante aggiornamento. Il 30 gennaio scorso nella località di Ascoli Satriano e qualche settimana fa a Statte (Ta), medici in servizio hanno denunciato aggressioni fisiche. In una lettera aperta al Presidente della Regione, Michele Emiliano, è stato chiesto di avviare un’indagine per verificare che tutte le procedure in tema di sicurezza dei lavoratori siano state poste in essere, così come previsto dalle raccomandazioni in materia, emanate dal Ministero della Salute. Inoltre, gli Ordini hanno chiesto che venga istituito un Osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari, che possa analizzare eventuali episodi di violenza, quali “sentinelle” di possibili criticità, e sviluppare adeguate linee guida per la tutela dei lavoratori.

Data:

27 Marzo 2017