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IN TURCHIA CON ERDOGAN VINCE LA ‘ PAURA’

Che Erdogan abbia fatto un balzo inaspettato a suo favore guadagnando il terreno perduto non può essere solo un caso ma una voluta e ricercata strategia dalla quale non è escluso il terrore. L’attacco kamikaze avvenuto a poca distanza dalle nuove elezioni, con un numero di morti e feriti così alto da non essere considerato l’attacco di un solo fanatico, ma sicuramente un attacco guidato dal ‘ gruppo’ di terrore con cui eventualmente si mantengono canali aperti nonostante si finga pubblicamente di combatterlo, ha generato paura sufficiente per rimanere ancorati al vecchio e votare in massa a favore di Erdogan nel timore di insurrezioni a attacchi sempre più frequenti e violenti.

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Non è il caso di ritornare sulla solita ambiguità mostrata da Erdogan sin dall’inizio del conflitto siriano, che preferiva attendere gli sviluppi e gli esiti finali di un gioco perverso che avrebbe dovuto portarlo là dove egli ambiva. Conquistare cioè il potere assoluto e governare da vero Sultano premendo sulla psicologia della paura. D’altra parte, la vocazione alla dittatura Erdogan l’ha mostrata apertamente al mondo troppe volte perché non si sollevassero dubbi sulla sua egemone volontà di controllare il Medio Oriente da vero Califfo. Questo non è sfuggito agli amici europei ostinati sostenitori dell’ingresso della Turchia in Europa che per paura di doversi trovare domani un nemico troppo potente sul loro cammino, la Turchia di Erdogan l’hanno decantata, esaltata e corteggiata fino quasi a supplicarla di entrare in Europa per arricchire quest’ultima di quella cultura islamica già rivitalizzata in Turchia con i nuovi ‘comandamenti’ pronti per l’esportazione in tutti i paesi della vicina Europa. Chi ha compreso questo gioco sta virando a destra ma, i leader che sono obbligati al galateo d’oltre oceano, devono fare i conti con il piano globale prestabilito da chi l’Europa la decide davvero nonostante i nomi storici dei fondatori ufficiali.

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Ora bisognerà capire cosa faranno e diranno gli osservatori internazionali che della Turchia di Erdogan non hanno apprezzato la svolta anti- democraticae repressiva contro gli intellettuali, i politici, i giudici, i giornalisti , gli studenti, i militari .. che ancora si ritengono liberi nel pensiero e che non gradiscono il ritorno alla radicalizzazione islamica cioè a dire, all’austerità comportamentale, sociale, politica, culturale …. Lotteranno all’interno della Turchia per ostacolare il progetto di un regime presidenziale di Erdogan o fuggiranno tutti all’estero come ha fatto il suo più estremo oppositore , Fetullah Gulen , che per timore di essere fatto fuori dal suo vecchio collaboratore, è dovuto fuggire negli Usa?

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Certo , l’ Europa, non si è mai preoccupata del malcontento della borghesia turca che lamenta cambiamenti deterioranti soprattutto nelle scuole dove (vedi articolo di Moramarco apparso il 31-10 2015 su questo sito) si assiste ad un cambiamento radicale di valori e di priorità. Le interviste alle madri turche che dichiarano di vedere i loro figli frequentare scuole sempre più dequalificanti in cui non si rispettano i meriti e le professionalità reali degli stessi operatori scolastici è un campanello d’allarme per i turchi democratici , così come lo è il favorire chi si adegua ai comportamenti della morale coranica dopo l’introduzione dello studio del libro sacro nelle scuole voluto per legge dallo stesso Erdogan, anzi che favorire chi dimostra preparazione e competenza in una qualsiasi disciplina. Con questo quadro della Turchia che cambia in peggio, (vedi le restrizioni sulla libertà di espressione) l’Europa non si scompone, non commenta, non critica preferendo rimanere neutrale su questioni interne al paese, ma dimentica che con la globalizzazione, quelle menti , domate dal Corano, domani, saranno europee e che lo stesso Corano insegnato senza confronto nelle scuole della Germania, Belgio , Spagna… per rispetto alla democrazia, ( in Belgio gli islamici hanno superato gli stessi cristiani, secondo notizie tratte da Cristianofofia), insieme alla egemonia religiosa galoppante della Turchia sarà una spina permanente nel fianco dell’Europa e della sua democrazia poiché i versi cosiddetti della spada saranno un comodo comandamento da eseguire letteralmente per ogni difficile controversia con i cristiani in minoranza.

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“Esulta Europa ,direbbe un virtuale profeta del nostro tempo, perché il tuo grembo nutre in se la scintilla dell’odio”. Allora, Può l’Europa vigliaccamente parteggiare per una Turchia in Europa solo per paura o per sentirsi più protetta nel caso le sorti del potere islamico dovessero concretizzarsi in un Governo assoluto europeo? Perché poi questa Europa che glorifica tanto la Turchia di Erdogan e la sua ‘ religione di pace’(?), evita di pronunciarsi o difendere quei valori cristiani che fanno capo all’insegnamento di un ‘folle’ che osò sfidare, duemila e più anni fa, l’autorità religiosa del tempo con la sua filosofia dell’ “Ama il prossimo tuo come te stesso”; “ del porgi l’altra guancia “ e ‘ del “ dai a Cesare quello che è di Cesare…. ??!!

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Come si conciliano queste contraddittorie prese di posizione a favore della Turchia antidemocratica e repressiva con una Europa che si dichiara democratica e che per esserlo pienamente dovrebbe avere il coraggio di alzare la sua voce a favore dei cristiani martoriati dal terrore, quel terrore che è nato nel grembo di quell’Islam sunnita a cui Erdogan stesso appartiene? Come si concilia la volontà di una Turchia islamica in Europa quando questa rivitalizza il Corano nelle scuole senza le opportune e dovute revisioni che i tempi nuovi richiedono cancellando per sempre almeno quei ‘versi della spada ’ che lo scrittore inglese Salmon Rudie , condannato dal fondamentalista Komeini, chiamò ‘Versetti Satanici “ ?. Ben venga Erdogan in Europa se, spogliandosi di quella superbia e arroganza islamica, desse all’Europa e a tutto l ’occidente un segno tangibile della sua volontà di espandere la pace vera nel segno dell’amicizia , della parità e della libertà di espressione come un valore, quest’ultimo, assoluto da rispettare e difendere! !

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Erdogan , invece si è solo preoccupato di punire chi oltraggia la religione islamica equiparando questo reato ad un crimine , chiedendo che fosse inserito nella carta dei diritti Umani dell’ONU con la Risoluzione 16-18 del 2012. Ma Erdogan dimentica che se anche ci fosse una forma di islamofobia in Europa questa è dettata solo dalla paura dei massacri che guarda caso vengono compiuti sempre e solo dagli islamici fondamentalisti , suoi fratelli in Maometto, verso i cristiani e mai viceversa. Erdogan dimentica anche che a causa delle sue restrizioni e della reintroduzione della morale coranica nella vita quotidiana dei turchi, gli stupri e gli omicidi verso le donne e le ragazze che vivono la vita e i sentimenti con spontaneità sono aumentati e continuano ad aumentare a dismisura.

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Ma questo tema è ininfluente ai fini della politica globale perché di mezzo ci sono gli interessi Usa che con l’alleato turco non osa prendere posizioni di aperto contrasto soprattutto ora che la Russia gioca la sua partita in Medio Oriente a favore della martoriata Siria. Russia e Usa si confrontano (gli Usa non partecipano direttamente) ma a tenere banco vi è la solita vecchia, incosciente strategia fallimentare degli Usa in Afghanistan. Gli Usa lasciano alla Russia libertà operative in Siria per distruggere l’ISIS ma pretendono che la Russia non bombardi i ribelli sostenuti dalla Turchia e dall’Arabia Saudita. Che razza di guerra è questa che deve proporsi di abbattere il terrorismo stando attenti a non toccare i terroristi della Turchia e dell’Arabia saudita, inviando a questi ultimi per vie terze, armi tecnologicamente avanzate? Vogliamo ripetere la stessa storia dell’Afghanistan con Bin Laden e i talebani che hanno poi rivolto le armi contro l’occidente tutto? Si fermi questa follia prima che sia troppo tardi. L’Europa favorevole alla Turchia con la sua obsoleta strategia USA non produrrà che danni a tutto l’occidente e favorire sempre più un’avanzata di potere assoluto delle masse islamiche ovunque nel mondo .

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La morte del numero uno della Compagnia petrolifera Total Cristophe de Margerie ,avvenuta a fine ottobre scorso (2015) sulla pista dell’aeroporto di Mosca mentre decollava con il suo aereo privato, potrebbe essere un esempio di guerra economica contro la Russia . La morte suddetta,infatti, getta ombre e dubbi sull’incidente di un uomo che sosteneva, al contrario di altri leader europei, la collaborazione della Russia in Europa come alleato ,avviando con Putin intese commerciali come quella dell’estrazione congiunta del petrolio nella Siberia occidentale a dispetto delle sanzioni volute dagli Usa. Che significa tutto questo? Significa che il sospetto di un complotto simile a quello di Mattei pone domande su come e perchè si tenti di fermare ogni iniziativa che porti progresso all’Europa . Smetta l’Europa di bendarsi gli occhi ! Il 40 % dei turchi , secondo sondaggio della ‘Cristianofobia’ , esprime parere negativo sui cristiani, ma l’Europa continua a far finta di nulla premendo sul sentimentalismo ottuso di cittadini esemplari come per es. la presidente della Camera Laura Boldrini che, considerata la paladina degli immigrati , proclama l’islam ‘Religione di Pace’ invitando l’Imam Ahmed Al Tayyeb a parlare di pace alla Camera mentre nei suoi sermoni invita i musulmani a sterminare Israele con attacchi suicida.

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Dunque , continuiamo a spalancare le porte d’Europa all’Islam radicale tramite l’immigrazione incontrollata che Erdogan, ora più forte e più arrogante di prima , minaccia di continuare ad inviarci offrendo a questa una corsia preferenziale verso probabili attentati , tanto indifese e vulnerabili sono diventate già da tempo le nostre città, paesi, case, …. in balia di migliaia di uomini soli e disperati che vagano senza identità accertate per le campagne o le strade buie delle periferie incustodite . Possiamo permettere che sia sempre un pugno di politici a pensare e a decidere per conto di milioni di europei oppressi?

Data:

7 Novembre 2015