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IN VETRINA IL CALENDARIO STORICO E L’ AGENDA 2016

Nata nel 1928, la storica pubblicazione, apprezzata da militari e civili e ricercata dai collezionisti d’arte, è giunta alla 83/nesima edizione. Un successo, quasi un fenomeno, che si perpetua e, di anno in anno, sussume interesse e va accumulando crescente gradimento.

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Presentata a Roma martedì 11 c.m. nel contesto della sontuosa Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri, tra una via lattea di stellette, la “Prima copia della Pubblicazione del 2016” è stata applaudita dal Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Tullio Del Sette, dal Ministro della Difesa Sen Pinotti e dal pubblico della grandi occasioni. Conclamato presentatore al pubblico, il giornalista della Rai-TV Massimo Giletti il quale, per meglio commentare le varie Tavole del Calendario, ha chiamato sul palco, gli autori delle Prefazio: Mario Calabresi, Aldo Cazzullo, Philippe Louis Daverio e Ferruccio De Bortoli. Certamente un’ Opera, un capolavoro !

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Piuttosto che di un Calendario si tratta, infatti, di un “Pantheon” di nomi, di Eroi e di vicende vissute, minime od eclatanti che han fatto la stessa storia dell’Arma e dell’Italia. Pagine patinate e di notevole spessore umanistico che invitano ad interiorizzarne i contenuti ed a gustare la cura che ne illustra ciascuna vicenda. Spaccati di vita vera, struggenti e vivi che riflettono i molteplici sacrifici sostenuti dai “nostri” Carabinieri. Uomini e donne … Viri, che hanno “PROFUMATO” di legalità questi anni più recenti … intensi e assai difficili. Bene. Tante le tavole del Calendario e dell’ Agenda che, quasi fotogrammi di un film già visto, si susseguono e ripercorrono i momenti più significativi per l’ Istituzione pre e post Bicentenario. E che, stavolta, si soffermano anche sulla Guerra di Liberazione e sulla lotta per la Resistenza. Un remake condensato degli ultimi due secoli che han fatto dell’Arma la Benemerita d’Italia. Autrice della fortunata pubblicazione, è la figlia d’arte Silvia Di Paolo che debutta e ripercorre la buona scia tracciata dall’illustre genitore Paolo. Anchorman d’onore, lo stesso Comandante Generale della Benemerita Gen. C. d’ A. Tullio Del Sette il quale, forte della limpida retorica che ne contraddistingue la signorilità espositiva, ha illustrato con proprietà dinamica e profonda l’humus del pregevole prodotto. Ennesimo capolavoro editoriale, il calendario è stavolta ispirato al tema “I Carabinieri e le arti”, mentre l’Agenda è, come detto, dedicata al centenario della Grande Guerra ed a “I Carabinieri nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione”.

cms_2963/foto_3_.jpg<< L‘attenzione dei Carabinieri alle arti e, tra esse, a quella figurativa -ha esordito il Comandante Del Sette- è in qualche modo un’inclinazione ancestrale dell’Arma, ricambiata da innumerevoli artisti che con le loro opere hanno onorato l’immagine del Carabiniere e i valori che esso rappresenta. E’ un rapporto suggellato dai successi colti dal comparto di specialità per la tutela del patrimonio culturale, attivo da oltre nove lustri. E perciò, nell’anno in cui la nostra Bandiera è stata decorata della medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte, in cui nuove iniziative proiettano sempre più questa nicchia d’eccellenza a difesa della civiltà italiana in un contesto internazionale, lo stesso anno in cui si è celebrato il centenario del primo conflitto mondiale e il settantennale della Liberazione, abbiamo pensato di rendere omaggio all’Arma, rivisitando alcuni capolavori di sommi rappresentanti della pittura italiana ed europea. Gli artisti, cioè, che hanno preceduto, accompagnato e immediatamente seguito il periodo delle immani tragedie delle due guerre mondiali, in un percorso immaginario lungo gli oltre duecento anni di storia dell’Arma.>> Del tutto nuovo anche lo stile della copertina connotata dalla fiamma dell’Arma che si staglia austera tra le volute geometriche e nitide d’ispirazione futurista, riprese da un’opera di Giacomo Balla, frammiste ai colori della Bandiera italiana che intrecciano le classiche fibre rosso/bleu dell’Arma con l’azzurro del vessillo europeo e il celeste dell’ONU. Altrettanto notevole è la doppia pagina centrale che rivisita “I papaveri” di Monet sui quali sembra scivolar via un’agile pattuglia di Carabinieri. Insomma, una entusiasmate galoppata che, grazie ai sapienti tocchi di straordinari Maestri dell’arte del calibro di Giovanni Boldini, Amedeo Modigliani, Vincent van Gogh, Henri Rousseau, Georges Seurat, Claude Monet, Giorgio De Chirico, Salvador Dalì, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Mario Guido dal Monte, Carlo Carrà e Renè Magritte, invita di mese in mese, infino all’ultimo dell’anno 2016, ad inorgoglire per la costante vicinanza del “nostro” Carabiniere. Bravi ! Complimenti.

BOX

cms_2963/foto_4_.jpgNata nel 1928, poi stoppata a causa dell’interruzione post-bellica (1945 – 1949), la pubblicazione del Calendario che, come detto, è oramai giunta alla sua 83^ edizione ha ripreso il proprio standard nel 1950. E da allora è stata una escalation di plauso, consenso e successi. Le figure, i dipinti e le sue rubriche, hanno puntualmente interpretato anno dopo anno le vicende dell’Arma e della stessa Storia Patria. A sigillo della qualità dell’opera e del notevole interesse che il Calendario Storico dell’Arma, suscita nell’immaginario collettivo e tra i collezionisti, basta considerare che, quest’anno, la tiratura (dicono) abbia sfiorato la cifra record di 1.300.000 copie, di cui 8.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco). Straordinario. Un dato esemplare che la dice lunga sia sul gradimento riscontrato dallo specifico oggetto dell’interesse, sia sull’affetto e sulla vicinanza che ciascun cittadino nutre per la Benemerita. Il più plastico rinnovamento di quel ponte ideale che fa da tramite e da collegamento tra il cittadino comune e il Carabiniere. Entità pulsanti e vive legate da quello speciale vincolo di rispetto, amicizia e coesione che scaturisce e sgorga dall’ intramontabile richiamo ai valori primari: consuetudinari in ogni Carabiniere e, perché no ?, usuali come, talvolta, possono esserlo i semplici gesti, gli sguardi e i piccoli eroismi quotidiani che, comunque, connotano il tratto del buon militare. Un baluardo per le persone sensibili, una spina nel fianco per chi… non lo è !

Data:

11 Novembre 2015