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INAUGURATO IL PRIMO COMPUTER QUANTISTICO ITALIANO A 24 QUBIT – A Napoli ecco il primo computer a superconduttori

Un anno fa, nelle sale del dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” dell’Università Federico II di Napoli, era stato costruito il primo computer quantistico italiano. Fu battezzato Seeqc System Red, come l’omonima azienda Seeqc che l’ha sviluppato: 5 “modesti” qubit per i primi calcoli con processori del futuro. Oggi invece si è compiuto un enorme passo avanti, in quanto è stato recentemente presentato per l’inaugurazione del nuovo Centro di computazione quantistica superconduttiva del Federico II il primo computer quantistico a 24 qubit (che entro il 2024 dovrebbero diventare 40). Ma che cos’è un qubit? Diversamente dai computer classici che utilizzano bit per processare le informazioni, i computer quantistici utilizzano qubit, che permettono di sfruttare i principi della meccanica quantistica per eseguire calcoli estremamente complessi in modo incredibilmente rapido; esso viene definito anche bit quantistico ed in poche parole è l’unità fondamentale di informazione nei computer quantistici.

Tuttavia, mentre un bit classico può assumere solo due stati, 0 o 1, un qubit può esistere in una sovrapposizione di entrambi gli stati simultaneamente grazie ai principi della meccanica quantistica. Un esempio significativo di questa potenza è stato dimostrato da Google nel 2019, quando un computer quantistico a 53 qubit ha completato un calcolo in 200 secondi, un compito che avrebbe richiesto 10.000 anni a un computer tradizionale. Questo tipo di capacità apre la strada alla risoluzione di problemi che finora erano considerati irrisolvibili con i mezzi tradizionali. Il progetto è stato finanziato con circa 4,5 milioni di euro nell’ambito delle attività del National Centre for High Performance Computing, Big Data and Quantum Computing. A sottolinearne l’importanza, la presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, del rettore della Federico II Matteo Lorito, dell’assessora alla ricerca della Regione Campania Valeria Fascione e del responsabile del settore Quantum Technologies della Commissione Europea, Oscar Diez. Inoltre, il progetto in questione è il più potente computer quantistico italiano su piattaforma superconduttiva, e uno tra i principali in Europa. Tuttavia, la costruzione di computer quantistici è estremamente complessa, principalmente a causa della necessità di tecnologie avanzate come la superconduttività, un fenomeno che si manifesta solo a temperature estremamente basse.

In questo contesto, Napoli emerge come un centro di eccellenza internazionale, grazie a una tradizione di 50 anni nella ricerca e sviluppo di tecnologie quantistiche basate sulla superconduttività. Il successo di Napoli in questo campo è dovuto anche al contributo di esperti come il fisico Francesco Tafuri, ideatore del progetto e responsabile scientifico del Centro nazionale di Quantum Computing presso l’Università Federico II. Tafuri ha inoltre affermato: “Siamo estremamente orgogliosi del nostro percorso iniziato pochi anni fa che ha raccolto l’eredità di un’importante tradizione di 50 anni negli studi dei materiali superconduttori e attraverso un approccio modulare, acquistando alcune componenti, raggiungendo ora un processo di crescita davvero rilevante. Esso ha attivato un indotto di conoscenza e know-how semplicemente pazzesco, sta nascendo così una nuova generazione di ricercatori di altissimo livello”. Infine, il traguardo raggiunto ora dai ricercatori del centro di Napoli si inserisce in un piano nazionale più ampio di 4 differenti percorsi per lo sviluppo di computer quantistici presso le Università di Roma, Firenze e Padova e dedicate rispettivamente allo sviluppo di tecnologie basate sull’impiego di fotoni, atomi freddi e ioni intrappolati.

Data:

31 Maggio 2024
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