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Incontro storico Kim-Trump

Incontro storico Kim-Trump

cms_9432/kim_trump_afp_3.jpgL’appuntamento con la storia inizia puntuale. Sono passate da poco le 9 a Singapore (le 3 di notte in Italia) quando il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un si stringono la mano. E’ un summit storico, il primo faccia a faccia tra i leader dei due Paesi, che si sono incontrati al Capella Hotel, nell’isoletta di Sentosa.

L’INCONTRO – Kim e Trump si sono tesi la mano, sullo sfondo le bandiere con la stella rossa della Corea del Nord e quella statunitense a stelle e strisce. Poi il presidente americano ha appoggiato la mano sinistra sulla spalla di Kim e ha parlato: “Mi sento alla grande. Avremo un’ottima conversazione e sarà un incredibile successo”. “Non è stato facile arrivare qui – ha replicato Kim – ci sono stati degli ostacoli ma li abbiamo superati e ora siamo qui”.

FACCIA A FACCIA – Dopo essersi mostrati in pubblico, i due si sono seduti allo stesso tavolo per un meeting one-to-one. Un colloquio a porte chiuse, solo con i due interpreti. 40 minuti più tardi Kim e Trump sono usciti insieme raggiungendo le rispettive delegazioni per un pranzo di lavoro e si sono stretti di nuovo la mano davanti alle telecamere. Con Trump c’erano il segretario di Stato Mike Pompeo, John Bolton, il consigliere per la sicurezza nazionale e John Kelly.

“Molti penseranno che sia un fantasy, un film di fantascienza” avrebbe detto Kim a Trump, secondo quanto riferisce la Cnn. Parlando con i giornalisti, il presidente americano ha fatto sapere che l’incontro è andato “meglio di quanto chiunque potesse immaginare. Il massimo“. E’ “un uomo di grande talento” che “ama moltissimo il suo paese” ha detto Trump parlando del leader nordcoreano. Quindi ha annunciato che visiterà Pyongyang al momento opportuno. Anche Trump ha invitato Kim alla Casa Bianca e l’invito è stato accettato.

IL DOCUMENTO – Kim e Trump hanno firmato un “documento completo”, come definito dallo stesso presidente Usa. “Siamo onorati” di firmarlo, ha affermato Trump. Poi, rispondendo alla domanda di un giornalista, il presidente americano ha rimarcato che il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord “inizierà molto velocemente”. La Penisola Coreana vedrà un “cambiamento”, ha aggiunto Trump, sottolineando di avere instaurato un “legame speciale” con Kim.

Secondo quanto riferisce la Bbc, in uno dei quattro punti principali della dichiarazione firmata a Sentosa, Pyongyang si impegna a una “completa denuclearizzazione”. “Riaffermando la Dichiarazione di Panmunjon del 27 aprile 2018 – si legge – la Corea del nord si impegna a lavorare in direzione di una completa denuclearizzazione della penisola coreana”.

Oltre alla denuclearizzazione della penisola coreana, tra i punti del documento figurano l’impegno a “stabilire nuove relazioni bilaterali che rispecchino il desiderio dei popoli dei due paesi di pace e prosperità”, lo sforzo comune “per costruire uno stabile e duraturo regime di pace nella penisola coreana”, l’impegno a recuperare le spoglie dei soldati americani dichiarati Missing in action (Mia) durante la guerra di Corea, e l’immediato rimpatrio delle spoglie di quanti sono già stati identificati.

Nella dichiarazione congiunta figura inoltre l’impegno dei due Paesi a tenere “alla prima data possibile” ulteriori negoziati guidati dal segretario di Stato americano Mike Pompeo e da un funzionario di alto livello della Corea del Nord. Trump, si legge ancora nel documento, si impegna a fornire “garanzie di sicurezza” alla Corea del Nord.

LE PAROLE DI KIM – “Abbiamo avuto un incontro storico – ha osservato il leader nordcoreano – abbiamo deciso di lasciarci passato alle spalle“. “Il mondo vedrà un grande cambiamento” ha quindi ribadito Kim, che ha ringraziato Trump “per aver reso possibile questo incontro”.

Dopo aver firmato il documento, i due leader hanno lasciato Sentosa, l’isoletta in cui si è svolto il vertice, diretti a Singapore. Il convoglio con a bordo la delegazione del presidente americano si è diretto verso la strada che collega l’isola a Singapore. Anche il convoglio di auto della delegazione del presidente nordcoreano ha lasciato Sentosa. Kim ripartirà da Singapore entro poche ore, mentre alle 19 (ora locale) l’Air Force One decollerà per iniziare il viaggio di ritorno.

LE PAROLE DI TRUMP – A conclusione del vertice, Trump ha convocato una conferenza stampa. “Io qui sono un emissario del popolo americano e consegno un messaggio di pace” ha detto il presidente americano, annunciando che “le sanzioni” alla Corea del Nord “rimangono in vigore” ma “verranno sospese quando saremo sicuri che il patto sarà stato rispettato”. Secondo Trump “le sanzioni hanno avuto un ruolo importante”.

Il presidente Usa ha parlato ai giornalisti dell’impegno di Kim a smantellare in particolare un sito missilistico, aggiungendo che il processo di denuclearizzazione di Pyongyang verrà verificato. “Ci saranno verifiche internazionali e americane“, ha assicurato. Trump si è detto convinto del fatto che il leader nordcoreano “onorerà gli impegni presi”. Poi, in riferimento ai costi del processo di denuclearizzazione dell’arsenale nordcoreano, Trump ha assicurato che gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone daranno un contributo.

Parlando con i giornalisti, il leader della Casa Bianca ha detto che Kim “av

vierà il processo appena tornato a casa” e ha annunciato la fine delle esercitazioni militari congiunte Stati Uniti-Corea del Sud. “Abbiamo ottenuto tanto” ha scandito il presidente Trump, ammettendo di non aver “rinunciato a nulla”. E se il Maresciallo non tenesse fede alle proprie promesse? Alla domanda di un giornalista a Singapore Trump ha risposto di credere alla sincerità di Kim: “No, credo che lo farà, veramente lo credo”. Certo, ha aggiunto “potrei sbagliare, potrei ritrovarmi davanti a voi tra sei mesi e dover dire ’mi sono sbagliato”. “Non so se potrei ammetterlo, ma troverei comunque qualche tipo di scusa”.

Infine, ricordando Otto Warmbier, lo studente americano arrestato in Corea del Nord, incarcerato dal regime e rientrato negli Stati Uniti in coma, Trump ha evidenziato che “non è morto invano”. Senza Otto Warmbier ha aggiunto il presidente americano, tutto “questo non sarebbe accaduto”.

Migranti, Tajani: “Riforma Dublino essenziale, a rischio tutta l’Unione Europea”

cms_9432/Tajani.jpgLa riforma del sistema europeo di asilo, detto di Dublino dal nome del regolamento che lo norma, è essenziale per l’Unione Europea, perché le migrazioni, se non gestite, mettono a rischio “l’intera costruzione europea” ed è altrettanto importante che si tenga conto della proposta del Parlamento Europeo, molto più avanzata delle posizioni del Consiglio che ancora non ha trovato un accordo, sottolinea a Strasburgo, a margine dei lavori della plenaria, il presidente dell’Aula Antonio Tajani.

Migranti, scontro Parigi-Roma

cms_9432/Migrantinave_acquarius_afp.jpgE’ scontro tra Francia e Italia sulla vicenda della nave Aquarius. Emmanuel Macron parla di “irresponsabilità e cinismo” e Palazzo Chigi reagisce: “L’Italia non può accettare lezioni ipocrite”. Al punto che è in bilico il vertice di venerdì a Parigi tra il presidente francese e il premier Giuseppe Conte. “Per ora l’incontro resta confermato, ma c’è grande irritazione” per le parole arrivate dalla Francia, fanno sapere fonti governative, non escludendo che, da qui alle prossime ore, l’incontro possa persino saltare. Mentre Madrid avverte il nostro Paese sul “rischio di responsabilità penali”.

Intanto la nave Aquarius, accompagnata dalla nave Dattilo e dalla nave Orione, è salpata alle 21 per Valencia. Ne dà notizia su Twitter la ong Sos Mediterranee. A bordo delle tre imbarcazioni i migranti salvati 72 ore fa.

FRANCIA – Le parole pronunciate da Macron in Consiglio dei ministri sono state riferite dal portavoce del governo Benjamin Griveaux, rispondendo alla domanda di chiarimento di un giornalista. “Quando vi sostituite alle autorità libiche e prendete in carico una nave nelle acque territoriali libiche e quando si avvicina alle vostre coste non gli permettete di accostare si può parlare di irresponsabilità e cinismo“, ha dichiarato.

Il portavoce ha quindi sottolineato la necessità di “dare prova di solidarietà”, ha ricordato che si tratta di “un tema di diritto internazionale”, e ha detto che “non è il caso di creare un precedente”. “Bisogna dar prova di solidarietà, cosa che non ha fatto l’Italia“, ha affermato, parlando di “strumentalizzazione politica fatta dal governo italiano”.

Il premier francese Edouard Philippe ha assicurato oggi che la Francia è “pronta ad aiutare” la Spagna per “accogliere” i migranti della nave Aquarius. “Siamo ovviamente pronti ad aiutare le autorità spagnole ad accogliere e a valutare la situazione di coloro che, su questa nave, potrebbero beneficiare dello status di rifugiato”, ha detto il primo ministro all’Assemblea nazionale, dicendosi “felice” per la decisione dalla Spagna di aprire il porto di Valencia.

L’ATTACCO DEL PARTITO DI MACRON – Durissime contro l’Italia le parole di Gabriel Attal, portavoce di En Marche, il partito del presidente francese. “Io per primo ho un pensiero per i 629 uomini, donne e bambini che si trovano sulla nave – ha detto Attal intervistato da ’Public Sénat’ – Perché parliamo di persone. Parlare di migranti è disumanizzante. Su quelle navi ci sono delle persone, delle donne incinte, dei bambini. Ed è a loro che dobbiamo pensare prima di tutto”. Quindi ha aggiunto: “Credo che la posizione, la linea del governo italiano sia vomitevole. E’ inammissibile fare della politica spicciola con delle vite umane. Trovo che sia immondo”.

PALAZZO CHIGI – A Parigi ha replicato il governo italiano. “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo – si legge in una nota di Palazzo Chigi – L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”.

“Preso atto del rifiuto di Malta a collaborare e a permettere lo sbarco delle persone a bordo dell’Aquarius, abbiamo accolto un inedito gesto di solidarietà arrivato dalla Spagna. Lo stesso gesto non è arrivato invece dalla Francia, che anzi ha più volte adottato politiche ben più rigide e ciniche in materia di accoglienza” ha rimarcato Palazzo Chigi. “Si ricorda – ha precisato ancora la Presidenza del Consiglio – che due navi italiane si sono occupate del trasbordo dei migranti dall’Aquarius e le stesse li accompagneranno in tutta sicurezza a Valencia”.

SALVINI E DI MAIO – Il primo a replicare alla Francia è stato Luigi Di Maio. “Proprio loro parlano…” ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, interpellato dai cronisti. “Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura i respingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – ha scritto poi Di Maio su Facebook – La Francia respinge quotidianamente i migranti a Ventimiglia e tutti ci ricordiamo cosa è successo qualche mese fa a Bardonecchia. È imbarazzante che oggi i rappresentanti di questi Paesi vengano a farci la morale soltanto perché chiediamo a tutti i nostri partner europei di condividere con l’Italia diritti, doveri e solidarietà”.

A rispondere alla Francia anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. “Ringraziamo il presidente #Macron per aver mostrato inedita sensibilità circa il tema migranti – ha scritto su Twitter – A questo punto gli chiediamo di aprire i suoi porti e partecipare a questa nuova stagione di condivisione europea del problema”.

Mentre Matteo Salvini è intervenuto su Facebook: “La #Spagna ci vuole denunciare, la #Francia dice che sono ’vomitevole’. Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: #primagliitaliani“. Poi, a Otto e mezzo, su La7, si è rivolto direttamente a Macron: “Il Paese più in torto nei nostri confronti è la Francia, che si doveva prendere oltre novemila persone, e ne ha prese solo 600. Emmanuel, domani ti mando i nomi di tutti quelli che ti dovevi prendere”.

MADRID ALL’ITALIA: RISCHI PENALI – Dolores Delgado, neo ministra spagnola della Giustizia, ha lanciato un monito all’Italia sul caso Aquarius, intervistata stamane da Radio CadenaSer nel corso del programma ’Hoy por Hoy’. Delgado ha infatti sottolineato che, adottando misure come quelle del governo italiano che si è rifiutato di concedere lo sbarco della nave nei suoi porti, l’Italia “potrebbe avere responsabilità penali internazionali” in base ad accordi e trattati sui diritti umani. Per Delgado la risposta alla crisi migratoria dovrà essere “coordinata”. “La soluzione – ha affermato – deve essere data non solo da uno Stato, ma da tutti quelli che sono frontiera dell’Unione europea e quelli che non lo sono”.

LA SPAGNA SI MOBILITA – La Spagna è pienamente mobilitata per accogliere i 629 migranti a bordo della nave Aquarius. Una dozzina di governi regionali e oltre 200 comuni, fra cui Madrid e Barcellona, si sono resi disponibili ad ospitare i migranti, mentre il governo di Madrid ha impegnato sulla vicenda sei ministri: della Presidenza, Esteri, Difesa, Sviluppo, Interno, Lavoro e Migranti, riferisce El Mundo.

La vicepresidente del governo spagnolo, Carmen Calvo, si trasferirà probabilmente già da giovedì a Valencia per coordinare l’accoglienza ai migranti, che dovrebbero arrivare sabato nel porto della città. L’esecutivo socialista di Pedro Sanchez ha deciso di dare la massima priorità alla tutela dei 123 minori a bordo della nave, mantenendo unite le famiglie.

Il governo Sanchez, spiega El Mundo, si pone due obiettivi. Il primo è rispondere all’emergenza umanitaria, di fronte alla quale “non si può rimanere impassibili”, come spiegano fonti della Moncloa. Il secondo è quello di sottolineare come quella dei migranti sia una questione che riguarda tutta l’Europa. Come ha spiegato il nuovo ministro degli Esteri Josep Borrell, la Spagna intende presentare al Consiglio Europeo di fine giugno una proposta di armonizzazione delle politiche migratorie.

Scandalo Nobel, Arnault accusato di stupro

cms_9432/nobel_accademia_logo_afp.jpgJean-Claude Arnault, l’uomo al centro dello scandalo sessuale che ha travolto l’accademia di Svezia, è stato formalmente accusato di stupro. “Le prove sono solide“, si legge in un comunicato del procuratore Christina Voigt. Contro Arnault, sono state formalizzate due accuse di stupro ai danni della stessa donna, per fatti risalenti al 2011. La data del processo non è ancora stata fissata.

Ex direttore di un importante centro culturale svedese, Arnault è il marito della poetessa Katarina Frosterson, membro dell’Accademia di Svezia. Lo scandalo ha spaccato la storica istituzione che in maggio è stata costretta ad annunciare l’impossibilità di assegnare il premio Nobel per la Letteratura nel 2018. Tutto è nato da un’inchiesta pubblicata a novembre dal Dagens Nyhete, un quotidiano di Stoccolma, nella quale 18 donne accusavano Arnault di molestie. Molte delle accuse sono cadute per mancanza di prove, ma intanto è emerso anche un conflitto di interesse per i finanziamenti concessi dall’Accademia al centro culturale di Arnault.

Gli accademici si sono divisi sul caso, provocando una serie di rinunce a partecipare alle deliberazioni. Attualmente solo 10 dei 18 membri sono rimasti attivi, portando a una paralisi dell’istituzione.

Arnault ha sempre negato tutte le accuse. Il suo avvocato Bjorn Hurtig ha dichiarato oggi che si sente vittima di una caccia alle streghe. Mentre Elisabeth Massi Fritz, legale della donna che lo accusa, afferma che la sua cliente si sente “sollevata”.

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13 Giugno 2018