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INDIVIDUALISMO E IPERSCELTA: ADATTARSI AL DIGITALE

cms_31141/1.jpgL’era del capitalismo delle piattaforme sta modificando, all’interno di quella che viene definita Quarta Rivoluzione Industriale, irrimediabilmente le nostre esistenze. Il nuovo sistema di potere e comunicazione è alla base del reale cambiamento di prospettiva derivante innanzitutto dal mondo dei social network. Noi utenti siamo immersi in una logica procedurale ed esistenziale nella quale siamo stati abituati a esaltare e, solo negli ultimi decenni, a criticare, gli aspetti per esempio di un’obsolescenza a tratti estenuante, incessante, imposta a migliaia di prodotti figli delle divine tecnologie digitali. Dando per scontato l’ineluttabile destino delle nostre vite succubi di protesi digitali, le stesse pratiche sociali e i nostri stili di vita si sono come bloccati, arresi a un senso di controllo inevitabile e a un tirannico nuovo sistema di potere che impedisce di inventare pratiche e soluzioni alternative in grado di disintossicarci dalla palude tecnolluminante. Il radicalismo dell’ineluttabilità digitale lascia il pubblico alla mercé di ciò che poi diviene l’errore di sistema di un insieme formato da fake news, cancel culture, disinformation, hate speech, ecc.

cms_31141/2_1688961807.jpgL’utente/user si trova in una situazione di iperscelta dettata da un’ipertrofia di contenuti in cui talvolta non è in grado di riuscire a scegliere un’opzione del tutto consapevole e ragionata, così come accade quando si è posti di fronte alla scelta se cancellare determinate amicizie, cancellare dati contenuti, eliminare aziende o prodotti dai preferiti. La comunicazione, l’informazione e il sapere nel suo insieme più inclusivo, sono destinati a una trasformazione tecnologica finalizzata a creare una cultura del prodotto destinato alla vendita, al consumo, allo sfruttamento. Le nuove tendenze del web insistono su una logica dell’affarismo diffuso sulle e dalle piattaforme, e gli utenti stessi ne hanno assunto consapevolezza ponendo loro stessi come imprenditori capaci di trarre profitto all’interno di ciò che il filosofo Byung-Chul Han ha definito “sciami digitali”. La condizione nella quale oggi gli individui si trovano ad agire è caratterizzata da una moltitudine all’interno di una condizione comune, ma di isolamento, senza nessun processo d’identificazione in un gruppo di ampie dimensioni, nessuna vera comunità.

cms_31141/3.jpgCiò che conta è essere diversi dagli altri attraverso legami fragili, deboli e instabili. L’abilità di sentirsi oggi rivestiti di un ruolo non meglio specificato che, per esempio, cade sotto la macrocategoria dell’influencer, è di riuscire ad arricchirsi all’interno di una non chiara definizione del proprio ruolo, limitato alla sola capacità di persuasione su milioni di loro seguaci attratti da un apparente senso di autenticità. Le strategie comunicative che oggi sono adottate a ogni livello, da macro a micro, sono caratterizzate dal convincere i followers che la notorietà, il potere, non ha cambiato il tenore dei rapporti. Ecco allora il continuo produrre e autoriprodurre contenuti che hanno l’obiettivo di sembrare autentici proprio perché amatoriali, homemade, video caratterizzati da forme di dialogo immediate e da interazioni dirette, perché oggi, del resto, ciò che vale è l’immediatezza, ovvero una logica imposta dai cosiddetti signori della rete sotto suggerimento del marketing comportamentale, che rasenta la perfezione e l’efficienza assoluta. Alla base del successo online, che tu sia un politico alle prime armi, un’azienda o ancora un influencer/youtuber, c’è la capacità di un sito di attrarre, catturare e conservare il più a lungo possibile i visitatori (stickiness). È la nuova forma di potere degli ingegneri del software, padri-padroni di un universo del sapere con cui gestire soluzioni migliori sin nei più minimi dettagli mentre noi stiamo perdendo tempo e attenzione.

Data:

10 Luglio 2023