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Indonesia, nuova forte scossa

Indonesia, nuova forte scossa

cms_9934/indonesia_afp.jpgNuova forte scossa di terremoto sull’isola di Lombok in Indonesia, colpita pochi giorni fa da un sisma di magnitudo 7.0 che ha devastato la regione, uccidendo almeno 168 persone. Secondo i primi rilievi, la scossa di assestamento aveva una magnitudo 6.2.

Il terremoto ha colpito alle 12:25 ora locale (le 6:25 in Italia) con epicentro a 6 chilometri a nord-ovest del distretto di Lombok settentrionale, a una profondità di 12 chilometri, ha detto l’Agenzia meteorologica, climatica e geofisica. Nessun allarme tsunami, ha aggiunto l’Agenzia, che in tutto ha registrato 355 scosse di assestamento da domenica.

LE VITTIME – Continua a salire intanto il bilancio delle vittime. Secondo il portavoce della protezione civile Sutopo Nugroho i morti sono 168, ma potrebbero aumentare “in modo significativo”. Inoltre, “ci stiamo coordinando con il comando militare locale in modo che le cifre corrispondano” ha detto, dopo che le autorità locali avevano fornito cifre molto più elevate e che l’esercito di Lombok aveva portato il bilancio delle vittime a 381. “I dati sulle vittime devono includere nomi, età, sesso e indirizzi per la verifica. I nostri dati sono ufficiali”, ha affermato.

I FERITI – Sono invece circa 1.500 le persone ricoverate in ospedale con gravi ferite e oltre 156.000 gli sfollati. Il governo locale ha distribuito 100 tonnellate di riso e 200 camion sono stati dispiegati per fornire cibo, coperte, acqua e vestiti alle aree colpite. Ma alcuni sopravvissuti hanno dichiarato di non aver ricevuto ancora nessun tipo di aiuto quattro giorni dopo il disastro.

Strage di bambini in Yemen

cms_9934/yemen_attentato_afp.jpgSono almeno 29 i bambini con meno di 15 anni morti nell’ennesima strage in Yemen. Lo denuncia il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) in un aggiornamento su Twitter riguardo l’attacco che stamani ha colpito un bus nel nord del Paese arabo. Abitanti della zona hanno spiegato che il mezzo stava portando un gruppo di studenti a un campo estivo quando c’è stato l’attacco.

Nella strage sono morte in tutto 47 persone e 77 sono rimaste ferite. L’ospedale sostenuto dal Cicr a Sa’ada, teatro dell’attacco, ha confermato di aver ricevuto i “corpi di 29 bambini, tutti di età inferiore ai 15 anni, e 48 feriti, tra i quali 30 bambini”. La coalizione militare araba a guida saudita ha confermato di aver effettuato un’operazione nell’area.

Secondo Youssef al-Hadri, portavoce del ministero della Sanità controllato dai ribelli sciiti Houthi, il bilancio potrebbe aggravarsi a causa delle “pessime condizioni del servizio sanitario a Sa’ada dopo oltre tre anni di assedio e attacchi delle forze di aggressione”. Gli Houthi hanno accusato la coalizione militare araba a guida saudita per la strage nella provincia di Sa’ada, roccaforte dei ribelli, e hanno denunciato che nel mirino dell’operazione è finito uno scuolabus. La coalizione ha parlato di un’ “operazione legittima” contro obiettivi dei ribelli responsabili del lancio del missile intercettato e abbattuto ieri dall’Arabia Saudita, che ha confermato la morte di una persona e il ferimento di altre 11 nei pressi della città di Jazan.

Usa, nuove sanzioni contro Mosca

cms_9934/trump_bandiera_afp.jpgGli Stati Uniti hanno introdotto nuove sanzioni contro la Russia, citando la responsabilità di Mosca nel tentativo di omicidio di Sergei Skripal e della figlia Yulia con il novichok, gas nervino bandito dalla Convenzione sulle armi chimiche. Le nuove misure restrittive contro componenti di sicurezza e difesa – che tuttavia prevedono eccezioni nel settore spaziale – entreranno in vigore il 22 agosto.

La legge Usa sulle armi biologiche e chimiche, che prevede l’introduzione di sanzioni contro i Paesi che violano le convenzioni internazionali, è stata usata già due volte, contro la Siria e la Corea del Nord. Se la Russia non sarà in grado di dimostrare entro 90 giorni che ha smesso di usare armi chimiche e non consentirà ulteriori ispezioni, gli Stati Uniti potranno imporre una seconda tranche di sanzioni, ha precisato un portavoce del dipartimento di Stato.

CREMLINO – “Non sappiamo ancora ufficialmente di cosa si tratta, sarebbe assurdo parlare ora di contromisure” ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La Russia considera queste nuove sanzioni, che colpiranno componenti legate alla sicurezza e alla difesa, “illegali e totalmente inaccettabili”. L’ambasciata russa a Washington aveva in precedenza denunciato le misure come “draconiane” e “inverosimili”, sollecitando gli Stati Uniti a “pubblicare” la corrispondenza con il dipartimento di Stato” sul caso Skripal.

Argentina, no all’aborto. Scontri in piazza

cms_9934/argentina_aborto_afp.jpgI senatori argentini hanno respinto la proposta per la legalizzazione dell’aborto, mettendo fine alle speranze delle organizzazioni femministe, anche se il disegno di legge era stato approvato a giugno dalla Camera dei deputati. Al termine di un dibattito durato 16 ore, 38 senatori hanno detto ’No’ al testo che prevedeva interruzione volontaria della gravidanza durante le prime 14 settimane, 31 hanno votato a favore e due si sono astenuti.

Dopo il voto sono scoppiati violenti scontri a Buenos Aires: i manifestanti pro-aborto hanno lanciato pietre e bottiglie e dato fuoco a cumuli di immondizia a pochi metri dall’ingresso del parlamento argentino. La polizia ha risposto sparando gas lacrimogeni; diverse persone arrestate. Il gruppo che ha causato i disordini è stato tuttavia una minoranza rispetto alla dimostrazione pacifica con la quale decine di migliaia di persone – sia favorevoli che contrari alla legge – hanno atteso, nonostante il maltempo, l’esito del dibattito-fiume al Senato.

Tra i senatori che hanno votato a favore c’è stata Cristina Fernandez de Kirchner, presidente della Repubblica argentina dal 2007 al 2015, che ha affermato di essersi opposta in precedenza, ma che “le migliaia di ragazze che hanno manifestato per le strade” a sostegno della legge le avevano fatto cambiare idea. “Non è una questione di credenze, ma di un problema che esiste” ha detto Fernandez.

IN PIAZZA – A Buenos Aires la piazza era divisa tra gli attivisti abortisti che indossavano sciarpe verdi e gli oppositori, con indosso fazzoletti celesti. Raduni sono stati organizzati anche nei capoluoghi di provincia argentini, in Spagna e in altre città straniere.

Centinaia hanno manifestato in Messico e Costa Rica a sostegno degli attivisti pro-aborto argentini. Il motto della campagna era ’L’educazione sessuale deve essere in grado di decidere, i contraccettivi per non abortire e l’aborto legale per non morire’. Secondo l’arcivescovo di Buenos Aires, Mario Poli, “il disegno di legge mette degli esseri umani indifesi e vulnerabili che si trovano in gestazione in una strada senza uscita, senza possibilità di difendersi, senza giudizio né processo”.

MACRI – Il presidente Mauricio Macri, dal canto suo, aveva incoraggiato il parlamento a discutere la questione, nonostante si fosse detto personalmente “a favore della vita”: “Non importa quale sarà il risultato” nel voto, ha twittato Macri. “Oggi vince la democrazia” ha aggiunto, definendo il voto “trascendentale” e incoraggiando gli argentini ad “accettare che ci siano altri che la pensano in modo diverso”.

Attualmente l’Argentina consente di interrompere una gravidanza solo in caso di stupro o rischio per la vita della madre. La nuova legislazione avrebbe permesso alle donne di abortire negli ospedali pubblici gratuitamente fino alla 14esima settimana. In base alla legge argentina, con il ’No’ del Senato tali proposte non potranno più essere presentate al Congresso per un anno, ossia fino al 2019, quando terminerà l’attuale legislatura.

I DATI – Le organizzazioni della società civile hanno stimato che 500.000 aborti illegali vengono eseguiti ogni anno nel Paese sudamericano, anche se gli esperti hanno messo in discussione la cifra. Secondo i dati ufficiali, nel 2016 il Paese ha registrato 245 casi di mortalità materna. Di questi, 43 erano dovuti ad aborti o aborti spontanei.

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10 Agosto 2018