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INTELLIGENZA ARTIFICIALE – Ansie e opportunità di una tecnologia ancora tutta da scoprire

L’IA è diventata un luogo di discussione, sperimentazione, modalità di comunicazione che non conosce più sosta ed è tutt’oggi in una fase di grande sviluppo. Quando si parla di IA ci si riferisce in particolar modo all’ambito umano, al superamento delle specifiche capacità dell’essere umano per implementarle e trasformarle secondo settori specifici del visivo e della comprensione del linguaggio. I progressi nell’IA in campi testuali e visivi come Gemini di Google e il GPT-4 di OpenAI, dimostrano le nuove opportunità per lo sviluppo di applicazioni avanzatissime e multidisciplinari. Tenendo conto di questo e altri punti di vista, l’Università di Stanford ha pubblicato il consueto rapporto sull’indice di intelligenza artificiale, AI Index 2024, un rapporto molto dettagliato di tutte quelle che sono le tendenze dell’IA, come per esempio a che punto è la ricerca e il ruolo delle varie industrie del settore. L’anno appena concluso ha portato a sviluppare ben 51 modelli di apprendimento automatico con un aumento delle collaborazioni tra industria e università.

Sempre nel 2023 sono stati rilasciati quasi 150 modelli base, di cui la maggior parte open source, tendenza che evidenzia un trend che va verso il concetto di condivisione della tecnologia. Tra i paesi del mondo, gli Usa rimangono leader nella produzione di modelli di IA – con Europa e Cina molto dietro – con costi e investimenti sempre più crescenti che si aggirano tra i 100 e i 200 milioni di dollari. La Cina comunque conserva il ruolo di leader nel campo dei brevetti sviluppati attorno all’IA con oltre il 60%. Il dossier dell’Università di Stanford sottolinea anche un lato molto importante sul piano dell’interazione uomo-macchina e sul coinvolgimento dell’uomo nelle sofisticate tecnologie dell’IA. L’aspetto più importante è quello della responsabilità in chi produce e utilizza l’IA, come per esempio i deepfake di natura politica e la facilità con cui possono prima essere creati per poi sottolineare la difficoltà nell’essere rilevati. Le elezioni politiche sono un terreno di sfida su cui l’influenza dell’IA e i conseguenti metodi di fake news generate, stanno avendo il maggior impatto.

Non mancano però preoccupazioni anche sul lato della privacy (altro nodo dolente), della sicurezza dei dati e della violazione del copyright, ansie che per forza di cose si riverberano sulla governance dell’IA: Usa ed Europa sotto questo aspetto si stanno muovendo per promuovere regolamenti sull’IA, basti pensare all’approvazione dell’AI Act nell’UE. Gli aspetti toccati dal report dunque sono tanti, temi che si stanno affermando a livello di agenda sia politica sia di opinione pubblica. I sondaggi sono tutti d’accordo nel presentare non solo la grande consapevolezza generale, ma anche la naturale preoccupazione per ciò che riguarda l’impatto che l’IA potrà avere sulla vita di moltissime persone. Ansie, paure e timori nascono probabilmente a causa della natura che i nuovi media hanno per la loro costituzione, ovvero, come ha detto Giulio Lughi, «che gli oggetti newmediali siano gestiti da procedure informatiche» che portano «con sé la consapevolezza della differenza fra ciò che accade a livello di esperienza e le operazioni sottostanti che guidano quegli stessi eventi». Il mondo dell’informazione è diviso in due, la parte esperienziale e quella gestionale, ed è in quest’ultima che è racchiuso lo spirito del nostro tempo.

Data:

29 Aprile 2024
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