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Intercettazioni, via libera a riforma

Intercettazioni, via libera a riforma

cms_8068/computer_mano_ftg.jpgE’ stato approvato, nei giorni scorsi, in via definitiva, il decreto legislativo che detta la nuova disciplina in materia di intercettazioni. Una riforma che punta a un “maggiore equilibrio fra rispetto delle esigenze investigative, tutela della privacy e diritto all’informazione”, fa sapere in una nota il ministero della Giustizia, e che ha “l’obiettivo di contemperare l’importanza strategica a interessi tutelati dalla Costituzione”.

“Il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei ministri – osserva ancora la nota – rivede infatti le disposizioni in materia confermando il ruolo delle intercettazioni come fondamentale strumento di indagine, ma al tempo stesso disciplinando con precisione il procedimento e le responsabilità della selezione delle comunicazioni intercettate, in modo da impedire l’indebita divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee all’oggetto dell’attività investigativa”.

“Il provvedimento, che ha recepito i pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari – si legge ancora – introduce nel codice penale il delitto di ’diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente’ (con esclusione di quelle realizzate per esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca) e dispone il divieto di trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o conversazioni ritenute irrilevanti per le indagini. Viene inoltre rivista la disciplina del deposito degli atti, secondo una procedura in due fasi: al deposito delle conversazioni e delle comunicazioni, segue l’acquisizione soltanto di quelle rilevanti e utilizzabili, con il conseguente stralcio e custodia nell’archivio riservato di quelle irrilevanti e inutilizzabili”.

“Il pubblico ministero, al quale è rimessa la valutazione delle esigenze investigative, diviene il custode dell’archivio riservato e garantisce sulla riservatezza della documentazione, così da escludere, fin dalla conclusione delle indagini, ogni riferimento a persone e fatti estranei alla vicenda oggetto di attività investigativa. Nella riforma – spiega ancora il ministero della Giustizia – viene infine rivisto l’uso dei captatori informatici nei dispositivi elettronici portatili (i cosiddetti trojan horse), si semplifica l’utilizzo di intercettazioni nei procedimenti per i più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione e viene rafforzata la tutela della riservatezza nelle comunicazioni tra avvocato difensore e assistito”.

“Abbiamo un Paese che utilizza le intercettazioni per contrastare la criminalità e non per alimentare pettegolezzi o distruggere la reputazione di persone che non sono sottoposte a procedimenti penali”, ha affermato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al termine del Consiglio dei ministri sottolineando: “Insomma, senza restringere, anzi autorizzando addirittura a intercettare in modo relativamente più agevole per i reati contro la pubblica amministrazione, senza restringere la facoltà di utilizzare le intercettazioni come strumento di indagine, ci sono una serie di vincoli e di divieti che impediscono invece di utilizzarle come strumento di diffusione di notizie improprie, che colpiscono e ledono la personalità di soggetti che talvolta non sono nemmeno coinvolti nelle indagini”.

“Iva e trappole fiscali, stangata da 60 miliardi in tre anni”

cms_8068/fisco_modelli_ftg1.jpgAltre tasse in arrivo: nei prossimi tre anni è prevista una stangata fiscale superiore ai 60 miliardi di euro. Oltre 30 miliardi in più di tasse corrispondono all’aggravio Iva che farà salire il balzello sui consumi fino al 25% nel 2019-2020. E altri 30 miliardi saranno prelevati dalle tasche dei contribuenti grazie a una lunga lista di misure contenute nella legge di bilancio. Si tratta di trappole fiscali che faranno lievitare il gettito dello Stato: nella manovra sono contenute ben 27 voci, in qualche modo nascoste o comunque poco note, che portano complessivamente a far lievitare le entrate nelle casse dello Stato per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. In totale, dunque, i contribuenti italiani, imprese e famiglie, dovranno pagare all’erario 60 miliardi in più.

E’ questo, secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, il conto finale della legge di bilancio approvata dal Parlamento. Il provvedimento sui conti pubblici stabilisce il rinvio dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunto al 2019 ed evita, così, un incremento del carico fiscale a carico di famiglie e imprese, per il 2018, pari a 15,7 miliardi.

Ma si tratta di mancati aumenti tributari e non di tagli. E comunque la stretta fiscale è solo rinviata: secondo i calcoli dell’associazione, nel 2019-2020 l’aumento delle aliquote Iva (quella ordinaria dal 22 al 25% e quella agevolata dal 10 all’11,5%) comporterà complessivamente un aumento del gettito tributario superiore a 30 miliardi di euro. Nel 2019, l’incremento sarà di 11,4 miliardi e nel 2020 di 19,1 miliardi per un totale di 30,5 miliardi.

E poi, prosegue Unimpresa, ci sono le 27 trappole fiscali, grazie alle quali lo Stato incasserà 29,6 miliardi aggiuntivi, cifra che porta il totale della stangata a 60,1 miliardi. Nel dettaglio, per quanto riguarda le trappole, nel 2018 il gettito tributario complessivo salirà di 11,7 miliardi, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi e nel 2020 aumenterà di 8,3 miliardi.

Dalle misure sulla fatturazione elettronica derivano aumenti delle entrate per 202,2 milioni, 1,6 miliardi e 2,3 miliardi per un totale di 4,2 miliardi nel triennio. La stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali “vale” 272,3 milioni, 434,3 milioni e 387 milioni per complessivi 1,09 miliardi. La riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro frutta all’erario 145 milioni, 175 milioni e 175 milioni per complessivi 495 milioni.

Dai nuovi limiti alla compensazione automatica dei versamenti fiscali derivano 239 milioni l’anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni. L’aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni porteranno più entrate pari a 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi. Il ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 377,9 milioni per il 2018, 377,9 milioni per il 2019 e 507,9 milioni per il 2020 per un totale di 1,2 miliardi. Le nuove disposizioni in materi di giochi valgono in totale 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni).

Sono sei, in tutto, le voci che riguardano le detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica: un “pacchetto” che porta a un incremento di gettito, rispettivamente, per 145,3 milioni, 703,7 milioni e 4,3 milioni per un totale di 853,3 milioni. I cosiddetti “effetti riflessi” derivanti dai rinnovi contrattuali e dalle nuove assunzioni portano a maggiori entrate per 1,02 miliardi, 1,08 miliardi e 1,1 miliardi per complessivi 3,2 miliardi.

Il differimento al 2018 dell’entrate in vigore della nuova Iri (imposta sui redditi) “vale” 5,3 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 23,2 miliardi nel 2020 per un totale di 6,8 miliardi in più di tasse. Altri 4,04 miliardi complessivi, nel triennio in esame, sono legati all’imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche: 1,2 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020. Vi sono, poi, altre 11 voci, piccole misure e interventi vari, che comportano 5,4 miliardi aggiuntivi di entrate nel triennio: 2,1 miliardi nel 2018, 1,8 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020.

“Ancora una volta i cittadini e le imprese si preparano ad aprire il portafogli per sostenere i conti pubblici: i contribuenti sono spremuti all’osso, ma la manovra va bocciata per sei motivi”, commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

La manovra, dice il vicepresidente di Unimpresa, “non contiene misure importanti per tagliare le tasse alle imprese, anzi allontana la nuova Iri che potrebbe progressivamente portare a una aliquota unica per le imprese; rimanda il problema della clausole di salvaguardia dell’Iva al 2019, creando ancora una volta incertezza sul prelievo tributario relativo ai consumi, con un aggravio di quasi 20 miliardi di euro che incombe; non interviene sul costo del lavoro, lasciando intatto il cuneo fiscale e il peso dei contributi a carico delle aziende, che ormai non assumono più a tempo indeterminato, ma sono di fatto costrette a creare solo posti a tempo determinato e quindi un esercito di nuovi precari”.

E, ancora, prosegue Pucci, la manovra “ignora le esigenze delle famiglie, alle prese con enormi difficoltà soprattutto a causa dell’occupazione in calo e dei redditi in discesa; dimentica la questione del debito pubblico, che continua a rappresentare la principale zavorra per la ripresa economica; non rilancia gli investimenti dello Stato, indispensabili per favorire la crescita del prodotto interno lordo dopo una lunga fase di recessione”.

Statali, in arrivo gli arretrati

cms_8068/faldoni_1_fg.jpgOltre agli aumenti mensili tabellari, in media di 85 euro che dovranno decorrere da marzo 2018, per gli statali sono in arrivo anche gli arretrati maturati in più di due anni, in base al rinnovo contrattuale 2016-2018.

Si va da un minimo di 370 euro per i redditi più bassi a un massimo di 754 euro (per i più alti) come si evince dalle tabelle allegate al contratto firmato il 23 dicembre all’Aran.

Le cifre, versate in un’unica soluzione, saranno corrisposte in base agli incrementi mensili della retribuzione tabellare, comprese le tredicesime, degli anni 2016, 2017 e i primi due mesi del 2018 (presumendo che gli aumenti in busta paga arriveranno effettivamente a marzo).

Multe, nel 2018 sarà salasso

cms_8068/Multa.jpgI comuni preparano l’ormai consueto ’salasso’ multe. Le sanzioni previste dal Codice della strada restano una voce di bilancio indispensabile per far tornare i conti e, da Firenze a Bologna, passando per Roma e per i comuni più piccoli, anche il 2018 si prospetta un anno di buoni incassi. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos sui bilanci di previsione 2018, già approvati dai Comuni, e finora disponibili.

FIRENZE – Il gettito previsto nel 2018 sarà di 66 milioni di euro, con un aumento di 8 milioni rispetto a quanto incassato quest’anno (+14%). Ma, ha tenuto a precisare il sindaco Dario Nardella, l’85% delle multe per violazioni di Ztl, autovelox e porte telematiche, con relative sanzioni, provengono da non residenti. Sui fiorentini, quindi, grava solo il 15% delle multe emesse.

BOLOGNA – Le sanzioni in materia di circolazione stradale per il 2018 ammontano a 30,8 mln e quelle derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità a 7,1 milioni, per un totale di 37,8 milioni. Meno, comunque, di quanto previsto per il 2017, 39 milioni e 119.000.

ROMA – Nel bilancio previsionale 2018-2020, sotto la voce ’proventi derivanti dall’attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti’, ci sono 208 milioni e 211 milioni di sanzioni che, si presume, saranno comminate nel 2018 e 2019.

PADOVA – Grazie alle multe, il Comune l’anno prossimo conta di incassare quasi 33 milioni di euro, certifica il Bilancio di previsione 2018-2020

IMOLA – Nel bilancio di previsione 2018 alla voce ‘Sanzioni per violazioni al Codice della strada’, il Comune ha indicato un introito di 2 milioni e 856.500 euro rispetto ai 2 milioni e 755mila previsti per l’anno in corso.

RIMINI – Minori entrate previste dalle sanzioni relative al codice della strada dal Comune per il 2018: passeranno da 10,1 milioni a 9,5.

RAVENNA – Quattro milioni in più di incassi da multe per i quattro nuovi autovelox fissi che si affiancano alle postazioni mobili, per un totale di oltre nove milioni. La città resta comunque tra quelle con la minore percentuale, il 27,7% dal 19,2%, di incidenza delle multe sulle entrate extra tributarie.

ROVIGO – Previsto per il 2018 un incasso di 2milioni e 210mila euro, che vengono stimati in arrivo da multe per contravvenzioni in materia di circolazione stradale per 920mila euro, dal recupero degli insoluti su ammende e violazioni al codice della strada per 450mila euro, da multe da velox per 740mila euro, dal recupero insoluti su multe da velox per 100mila euro.

BOLZANO – Nel 2018 il Comune prevede di incassare 7 milioni e mezzo di euro in contravvenzioni.

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30 Dicembre 2017