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“INTERNATIONAL POST”: UNA SFIDA CORAGGIOSA

Una storia, anche la più semplice, sgorga necessaria in ogni istante della giornata e serve a dire, a noi stessi e agli altri, quel che abbiamo fatto, chi siamo e ciò che vorremmo fare. Lo scambio delle storie (spesso addomesticate inconsciamente come un romanzo per sfuggire all’angoscia generata dal caos dell’esistenza, come sostiene a ragione Umberto Eco) ci fa comprendere, ci fa crescere. Ed è quindi naturale che quanto più sono lontane e diverse le persone che raccontano, tanto più ricca risulta questa crescita, dato che aumenta la conoscenza del mondo e con essa anche la tolleranza e il rispetto verso il prossimo. Per questo la redazione e il gruppo “Azzurro Italia – Movimento per il territorio e la vita”, Associazione che opera nel sociale da oltre trent’anni, sono lieti di annunciare la nascita di un grande spazio di comunicazione, l’International Post, diretto da Attilio Miani. Si tratta di una Iniziativa editoriale che, grazie alla collaborazione di più di 180 redazioni nel mondo, darà ai lettori la possibilità di attingere periodicamente notizie provenienti da corrispondenti sparsi in tutto il globo o quasi. Cercheremo di garantire l’internazionalità con l’uso della lingua italiana, di quella inglese ed anche di quella della nazione protagonista della notizia. Discutere di stringenti tematiche sociali e culturali di ampio respiro, senza tralasciare l’analisi delle conseguenze più significative provocate dalle decisioni in materia politica ed economica, è lo scopo che i giornalisti dell’International Post perseguiranno con il loro lavoro, e ci scusiamo anticipatamente se non daremo quindi molto spazio al gossip o alla politica locale, a meno che…, a meno che non ne valga proprio la pena per sottolineare aspetti di portata generale. La sede principale di questo periodico è a Bari, mentre sei redazioni provinciali sono dislocate in tutta la Puglia, oltre che altre in tutta Italia. Il magazine on line, può contare sul professionismo puro di giornalisti Italiani ed esteri. Insomma ho l’onore di “battezzare”, pur non essendo un giornalista, un periodico che, grazie al supporto logistico anche delle diverse diplomazie di Ambasciate estere, senza censure politiche, tratterà di ciò che in tanti Paesi impedisce la pace e la crescita, mettendo a repentaglio quelle di tutti, anche di chi si ritiene immune perché vive in un Paese industrializzato. Ci auguriamo, attraverso un lavoro così franco e costruttivo, che almeno alcuni tasselli di questo articolato puzzle che è il mondo, sia collocato nella giusta posizione e contribuisca a farlo più armonico e bello. Siamo utopici? Forse, ma per il momento proviamoci, tutti assieme, e qualche frutto, siamo convinti, ne verrà fuori. Le esigenze imposte dalla tecnologia nell’ambito della comunicazione telematica non mi permettono lungaggini, pertanto vorrei concludere, ringraziando quanti ci hanno gratificato promettendoci tutto il loro supporto per sostenere questa iniziativa e salutando infine tutti i lettori ai quali ho il privilegio di rivolgermi, con un semplice: Buongiorno, BonJour, Good Morning, Buenos Dias, בקר טוב,,Bom Dia, Jambo, صباح الخير, Guten morgen, Dzien Dobry, Dobro Jutro, Foguni, Mwa Shibukeni, Naka Soubasi, I ni bara, Idib’a bwam, Kiambote, Mbóte, Lumela, Mhoro, Hujambo, Nanga def, E kú àárò, Sawubona, Sbeh el Hir, Jó Reggelt, SawuBona, Molweni, Anisokoma, こんにちは, Habari za Asubuhi, Доброе утро всем, Igunner, καλημέρα σε όλους, Eku owuro, Ohayo gozaimasu, subax wanaagsan, Miredita, Tifawin, Manahoana, Ina kwana, بەیانیت باش, Sawadee, Hyvää huomenta, Diam waali, Ụtụtụ ọma, Egun on, Tere hommikut, صبح بخیر .

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1 Giugno 2014