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Internet uccide l’amore

Fra moglie e marito non mettere… Internet! Se in molti Paesi, tra cui il nostro, il calo della natalità continua a segnare dati preoccupanti, la colpa sembra essere oltre che della paura di molte coppie del futuro, anche delle nuove tecnologie, in special modo di tablet e smartphone. La camera da letto non sembra essere più l’alcova per uomini e donne per scatenare nell’intimità delle lenzuola la loro libido a fini anche procreativi. Prima era la presenza della televisione, ospite invadente tra moglie e marito, a distogliere uomini e donne da qualsiasi voglia sessuale e a stimolare, invece, l’arrivo di Morfeo; ora accanto alla Grande Sorella si aggiungono i nuovi dispositivi elettronici perennemente accesi e presenti nelle nostre vite. Dai dati pubblicati in un libro scritto da uno statistico britannico, si evince che le coppie britanniche hanno sensibilmente abbassato la quantità media di incontri sotto le lenzuola: da cinque al mese a soli quattro.

La spiegazione pratica più che scientifica sta nel ruolo sempre più pervasivo assunto dai nuovi media nelle nostre vite come per l’appunto tablet e, soprattutto, smartphone. Il declino delle performance legate all’ars amatoria e procreandi del popolo britannico e non solo, è da addebitare dunque all’essere collegati sempre e comunque a internet e ai dispositivi mobili ai quali non riusciamo proprio a staccarci, neanche nella nostra intimità. Se in passato vi era una netta separazione tra vita pubblica e privata, ora le due sfere si integrano e confondono “promiscuamente”, con poco spazio per altre attività che non siano la continua lettura di messaggi, di aggiornamenti di status e di post pubblicati sulle bacheche virtuali dei social network. La continua vetrinizzazione a cui siamo sottoposti rende tutto esposto e tutto evidente, facendo scomparire quelli che un tempo erano dei tabù legato alla nostra sfera privata e intima.

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Il privato deve diventare pubblico non solo per i vip ma anche per i comuni mortali. In questo panorama non trova più spazio la fantasia, la curiosità erotica e sessuale, uccise da una visione grossolana e virtuale di una sessualità esposta come su una bancarella di un mercato rionale a colpi di attacchi bulimici sottoforma di selfie sui maggiori social. Il mercato delle merci ama mostrarci una società in cui l’attività sessuale sembra sia ben praticata e perfettamente funzionante, ma la realtà dei fatti mostra invece un mondo nel quale le coppie faticano a incontrarsi e nel trovar il tempo di vivere un rapporto sereno, frutto di una sana sessualità e non invece drogata dai media e dai suoi epigoni. Si rimanda allora sempre più in là il consumo del primo rapporto, per paura del confronto e per l’overdose di immagini sempre reperibili in Rete e in grado di soddisfare ogni tipo di immaginazione. Vivere un eterno presente in cui non esiste tempo libero da dedicare al nostro partner, sembra essere questa la mission dell’uomo sì ipermoderno e iperconnesso, ma anche iposessuale.

Data:

4 Luglio 2015