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Intesa Conte-Merkel su migranti

Intesa Conte-Merkel su migranti

cms_9484/conte_merkel_afp.jpg“La posta in gioco” per l’Europa “è altissima”. “Dobbiamo costruire un’Europa più forte ed equa che possa rispondere ai bisogni primari dei suoi cittadini’’. E ancora: ’’L’Italia non può continuare a fare da sola’’, le ’’frontiere italiane sono le frontiere europee’’. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arrivato a Berlino per un colloquio con la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Sul tavolo del bilaterale c’è soprattutto il nodo immigrazione, ma anche una delle emergenze italiane per eccellenza: quella della povertà.

Sul fronte dell’immigrazione Conte ha rimarcato che “l’Europa deve contrastare gli indegni traffici umani’’, osservando che “senza un rafforzamento della gestione europea il fenomeno migratorio non può essere governato ed è destinato a rimanere senza controllo”. Quindi ha avvertito: ’’l’Italia non può restare da sola e senza adeguati meccanismi di solidarietà, che operino una ridistribuzione più equa. Il tema della migrazione e della governance economica europea possono essere l’occasione per costruire un’Europa più forte ed equa’’.

Quanto alla proposta di riforma del regolamento di Dublino, Conte l’ha definita “ormai superata dai fatti” sottolineando che “la direzione non può più essere quella”. Per il premier italiano serve un ’’nuovo approccio solidale, per cui chi mette piede in Italia, mette piede in Europa’’, altrimenti il rischio è quello di ’’innescare dinamiche bilaterali e intergovernative’’ che potrebbero portare alla “fine allo spazio Schengen“.

’’Dobbiamo operare tutti insieme in base a un approccio integrato multilivello – ha spiegato Conte -. Occorre “agire al meglio nei paesi d’origine e di transito affinché qui avvengano le identificazioni e le richieste di asilo dei migranti’’. Parlando della Libia, Conte ha aggiunto: “Dobbiamo continuare a lavorare per la stabilizzazione del Paese ed è fondamentale sostenere le autorità libiche nel contrasto ai network criminali che sfruttano l’immigrazione’’. In ’’questo campo l’Europa deve dare prova di solidarietà’’.

Parole alle quali fanno eco quelle della cancelliera tedesca. L’immigrazione ha rimarcato Merkel “è un problema che dobbiamo affrontare di petto“. “Bisogna vedere come riusciamo a stabilizzare il governo della Libia – ha sottolineato la cancelliera – come possiamo formare meglio la Guardia costiera libica, far sì che i profughi che si trovano in quel paese possano essere accolti nella maniera migliore e più dignitosa, come l’Oim possa dare loro sostegno, affinché eventualmente si possa avviare già una procedura di asilo” nei Paesi da cui provengono i migranti.

“Sono tutte cose di cui parleremo nei prossimi mesi e collaboreremo molto strettamente”, ha assicurato Merkel, osservando che “anche la Germania è colpita direttamente dal fenomeno migratorio, per questo è molto interessante per entrambe le parti approfondire questa tematica”. “Su richiesta dell’Italia – ha spiegato – vogliamo proprio aiutare con la nostra solidarietà e la solidarietà in Europa è qualcosa che accogliamo a braccia aperte”.

Quindi la cancelliera tedesca ha ribadito che nella gestione dei flussi migratori la Germania intende “collaborare molto strettamente” con l’Italia, Paese con il quale si è detta “perfettamente d’accordo sulla protezione delle frontiere esterne”. “Frontex deve essere potenziata – ha aggiunto Merkel – e nel medio termine il finanziamento deve essere garantito per potere affrontare il problema dell’immigrazione illegale e dei trafficanti”. Lo stesso vale, “per lo sviluppo del continente africano ed il trust (Ue) deve essere dotato di più mezzi adeguati” ha concluso.

Scintille Renzi-Salvini

cms_9484/renzi_salvini_doppia_rit_fg.jpgMatteo contro Matteo. Scintille tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’ex premier Matteo Renzi. All’origine della querelle le dichiarazioni rilasciate ieri dall’ex segretario dem a ’In mezz’ora in più’. “Credo che Salvini abbia fatto il bullo con 629 poveri disgraziati ma non cambia niente”, ha sostenuto Renzi nel salotto di Lucia Annunziata, facendo riferimento al caso della nave Aquarius. “Un milione di like, caro Salvini, non vale una vita”, ha aggiunto, lanciando un monito al vicepremier leghista. A stretto giro è arrivata la replica di Salvini. “Oggi Renzi era in trasmissione tv e ha detto che ero un bullo. Mi hanno chiesto cosa gli rispondo – ha spiegato il segretario del Carroccio durante un comizio a Cinisello Balsamo – a Renzi non ho tempo per rispondere – ha sostenuto – gli hanno già risposto gli italiani che l’hanno mandato a casa. Mi interessa lavorare”, ha concluso.

Botta e risposta Di Maio-Foodora

cms_9484/dimaio_confcommercio_2_070618adn.jpgConfronto aperto sui diritti dei riders. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio oggi incontrerà i rappresentanti delle aziende del food delivery dopo le critiche arrivate ieri da Foodora Italia. Gianluca Cocco, ad dell’azienda tra le principali del food delivery, in un’intervista al ’Corriere della Sera’, ha detto che “se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità” le piattaforme digitali sarebbero costrette ad abbandonare l’Italia.

Su Facebook Di Maio ha replicato così: “La mia intenzione è garantire da un lato le condizioni migliori per i lavoratori, dall’altro consentire alle aziende di operare con profitto per creare nuovo lavoro. Se lavoriamo insieme – ha sottolineato – l’Italia diventerà il modello da seguire per le attività legate alle imprese che operano su piattaforme digitali. Ma sia chiaro – ha aggiunto -. Non si accettano ricatti. I nostri giovani prima di tutto”.

“Da ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ho tutta la volontà – ha chiarito – di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare le attività legate all’uso di piattaforme innovative. Ma ho il dovere di tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore. I riders oggi – ha ribadito – sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato”.

“Le innovazioni – ha continuato – servono a far migliorare la qualità della vita dei cittadini e se si creano ingiustizie a scapito di giovani o meno giovani, spetta allo Stato intervenire con fermezza. Da ministro ho deciso di dichiarare guerra al precariato. Lo stato continuo di precarietà e incertezza dei giovani italiani sta disgregando la nostra società. Sta facendo impennare il consumo di psicofarmaci. E facendo calare la crescita demografica”, ha concluso Di Maio.

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19 Giugno 2018