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Ipotesi autocertificazione solo per viaggi fra Regioni(Altre News)

Coronavirus, ipotesi autocertificazione solo per viaggi fra Regioni

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Autocertificazione solo per i viaggi interregionali. Togliendo di mezzo l’obbligo di riempire il modulo per gli spostamenti ogni volta si esce di casa. E’ una delle ipotesi -ma solo un’ipotesi, viene rimarcata da fonti di governo- sulla quale ragiona l’esecutivo, in vista della fase due che dovrebbe partire dal 4 maggio. Ci si potrà spostare da una Regione e l’altra solo per comprovate esigenze lavorative – è una dunque delle ipotesi al vaglio- situazioni di necessità e urgenza e motivi di salute. Ma è difficile, precisa un’altra fonte di governo, che questa opzione venga adottata già dal 4 maggio: probabilmente gli spostamenti interregionali saranno consentiti solo più avanti.

Lo studio: “Naso potrebbe essere porta d’ingresso coronavirus”

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(Margherita Lopes)-Proteggere il naso: potrebbe essere infatti la porta d’ingresso principale del nuovo coronavirus nell’organismo. Lo suggerisce una nuova analisi genetica, secondo la quale Sars-CoV-2 infetta specifiche cellule del naso. A far luce su uno dei meccanismi alla base della diffusione del virus è uno studio del team di Waradon Sungnak del Wellcome Sanger Institute di Cambridge, pubblicato su ’Nature Medicine’. I geni associati al modo in cui il virus entra nel suo ospite sono espressi in specifiche cellule epiteliali respiratorie, corneali e intestinali umane sane, secondo lo studio.

L’espressione di questi geni è stata osservata nelle cellule nasali insieme a quella dei geni coinvolti nel sistema immunitario innato, il che suggerisce un potenziale ruolo ’chiave’ del tessuto nasale nell’infezione virale iniziale, nella sua trasmissione e nella sua dispersione. Precedenti ricerche avevano dimostrato che i tamponi nasali di pazienti con Covid-19 sintomatica o asintomatica presentano concentrazioni virali più elevate rispetto ai tamponi della gola. Ciò implicherebbe che proprio il naso fosse cruciale per l’infezione e la trasmissione del patogeno.

I ricercatori si sono concentrati su Ace2 e Tmprss2, due molecole coinvolte nell’ingresso virale di Sars-CoV-2. Per chiarire i modelli di espressione dei geni che codificano queste due molecole, Waradon Sungnak e colleghi del Lung Biological Network hanno esaminato vari campioni di tessuto umano ottenuti da donatori sani. Gli autori hanno analizzato i dati relativi ai tessuti di varie parti dell’apparato respiratorio, della retina, del muscolo scheletrico, della prostata, del cervello e della pelle.

I ricercatori hanno riscontrato così l’elevata espressione di Ace2 e Tmprss2 nelle cellule caliciformi e in quelle ciliate, che producono muco. “Ciò suggerisce che queste cellule siano la sede dell’infezione virale originale e che siano probabilmente la fonte di diffusione” del virus “all’interno dell’organismo e tra le persone”. Gli autori concludono che i loro risultati potrebbero avere importanti implicazioni per il trattamento e la prevenzione di Covid-19.

Vescovo Mogavero:”A messa con turni e prenotazioni”

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(Elena Davolio)-Messe domenicali con turni e prenotazioni. L’idea di dare vita ad una organizzazione che può sembrare da “modalità aereo” ma che consentirebbe di fare entrare in chiesa i fedeli nella fase due dell’emergenza coronavirus, senza escludere nessuno ed evitando comunque assembramenti, arriva dal vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero. Il presule, in una intervista all’Adnkronos, premette che l’organizzazione può sembrare da “modalità aereo”, il punto però è tornare a fare comunità dopo un lungo tempo di messe via streaming a porte chiuse con le “lamentele a buon diritto di tanti fedeli”.

“Se riusciremo a fare entrare di volta in volta in chiesa una cinquantina di persone – ragiona mons. Mogavero – organizzandoci al meglio con i volontari e celebrando anche al pomeriggio, non sarà il massimo ma sempre meglio di nulla. Il punto è non escludere i fedeli, che nessuno sembri privilegiato o escluso e lasciato ai margini. Quindi, pensando anche a raddoppiare le celebrazioni”.

Il vescovo Domenico Mogavero si rivolge al governo che sta dialogando con la Cei per consentire una ripresa dell’attività religiosa nella fase 2: “Io credo che un minimo di discrezionalità a noi vescovi ce la debbano lasciare. Sul posto poi vediamo il da farsi: se ordinariamente si fanno due messe, vediamo di arrivare a quattro. Io sono disposto ad andare in qualsiasi posto ad aiutare qualche sacerdote. E’ vero, non abbiamo tante forze ma se ci organizziamo potremo garantire un numero di celebrazioni per i fedeli che chiedono di essere presenti. Ormai si fa tutto on line. Si faccia anche una prenotazione per la messa e discipliniamo il tutto. Può sembrare artificioso ma chi ci crede penso subisca questo piccolo ‘fastidio’ senza troppe storie”.

Nella fase due, dunque, come sintetizza il vescovo di Mazara del Vallo, il governo “dovrebbe consentirci di fare entrare 50 persone alla volta in chiesa, non meno. Le nostre chiese, per piccole che siano, non creano situazioni di assembramento con quel numero. Se sarà così, ognuno si organizza e farà prenotare on line ai fedeli per potere organizzare i turni. La gente accoglierà anche queste forme che possono sembrare da prenotazione aerea o da acquisti internet, c’è bisogno di tornare a ricevere l’eucaristia”.

In questo lungo periodo di celebrazioni a porte chiuse, al vescovo Mogavero “è mancato il contatto con la gente e la possibilità di celebrare con un’assemblea celebrante perché dire messa davanti ad una telecamera o ad un telefonino non è la stessa cosa. Il cuore si inaridisce e quelle parole che uno dice di omelia – non è che siamo abituati come chi legge il telegiornale ed è soddisfatto davanti ad un occhio elettronico – hanno bisogno del riscontro col popolo di Dio. Noi abbiamo bisogno della gente, di dialogare e di vedere nelle facce se ci stiamo intendendo o se facciamo discorsi che non interessano a nessuno”.

Nella fase due, come ha promesso a nome del governo il ministro dell’Interno Lamorgese, si torneranno a celebrare i funerali. “In accordo col Prefetto – racconta il vescovo la sua esperienza – e la cosa funzionò perfettamente, prima dell’emergenza, celebravo funerali consentendo l’ingresso in chiesa a 10 persone, i parenti stretti del defunto. Facevo la messa a porte chiuse con l’incaricato delle pompe funebri che gestiva l’ingresso, mettendo le dieci persone a distanza. La gente aveva capito l’importanza del rispetto delle regole e si dava la consolazione ai parenti dei defunti. Per i matrimoni, celebrazioni con sposi e testimoni nel rispetto delle distanze anti contagio: si raggiungeva lo scopo di prevenzione e di fede. Poi ci hanno fatto chiudere. Ora fateci riaprire”.

Feltri: “Sud offeso? Pensano misuri loro cervelli, parlavo del loro portafogli”

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(Ilaria Floris) – “Non è che io ho un fatto un test di intelligenza in tutta Italia, anche perché non sarei attrezzato per farlo: mi sono limitato a dare un’occhiata ai dati Istat. E i dati Istat dicono che la Lombardia ha un reddito procapite di 37mila e rotti euro, mentre la Campania 19mila. Quindi mi sembra evidente che la Campania sia economicamente inferiore, non è contestabile”. Così Vittorio Feltri commenta all’Adnkronos il video appello dei vip meridionali, postato oggi sui social dall’ideatrice Nunzia De Girolamo come risposta alle sue dichiarazioni sul sud Italia, che il giornalista ha definito “inferiore”.

“Loro hanno interpretato la cosa per andarmi contro, per polemica, perché sono antipatico – osserva Feltri – e hanno pensato che io misurassi il livello dei loro cervelli anziché quello del loro portafogli, e si sono arrabbiati. Se tu citi una frase decontestualizzata dal discorso generale puoi attribuire alla frase qualsiasi significato. La realtà però è quella che dico io”.

La sanità lombarda “anche se in questo momento vituperata, è superiore a quella del sud, tanto è vero che ogni anno 14mila campani vengono a farsi curare a Milano. Come mai, per turismo o per essere curati?”, affonda Feltri. E sui numerosi esposti presentati nei suoi confronti, da quello dell’Agcom a quello dell’Ordine dei Giornalisti, fino alla denuncia del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, risponde così: “Facciano quello che vogliono, se sarò accusato avrò modo di difendermi molto agevolmente. Dopodiché, se mi vogliono perseguitare lo facciano pure”.

Genova, fa a pezzi il cadavere della madre: arrestata

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E’ stata arrestata la 37enne che si era presentata in Questura, dichiarando alla polizia di aver trovato la madre di 63 anni, impiccata nel suo appartamento di via Bertuccioni, nel quartiere genovese di Marassi, e di averne fatto a pezzi il corpo. Al vaglio le dichiarazioni della donna, ascoltata a lungo dagli investigatori. Per chiarire la vicenda e le cause della morte si dovrà attendere l’autopsia sul cadavere della madre.

La squadra mobile di Genova sta eseguendo nei confronti della ragazza un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di soppressione di cadavere. La 37enne è indagata per omicidio. Durante l’interrogatorio aveva confessato di aver fatto a pezzi il corpo della madre. È stata in serata trasferita nel carcere femminile di Pontedecimo. Dalle prime ricostruzioni il corpo della vittima sarebbe stato occultato in alcuni sacchi rinvenuti nell’abitazione.

La donna di 37 anni aveva perso il figlio di 4 anni solo pochi mesi fa. E’ quanto emerge dalle prime verifiche compiute sulla ragazza da parte degli inquirenti. La giovane aveva raccontato agli agenti di aver fatto a pezzi il corpo della madre, trovata impiccata tre giorni fa. La morte del bambino risale al 22 novembre scorso: il piccolo, che viveva con la mamma in via Berghini, non era stato bene e aveva perso conoscenza. Il 118, intervenuto sul posto, non aveva potuto fare nulla per salvarlo. Del caso si erano occupati i carabinieri di Genova. Sul corpo del piccolo era stata svolta l’autopsia dalla quale non sarebbero emersi elementi ulteriori rispetto alla tragedia.

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25 Aprile 2020