Traduci

Iran: proteste, assalti e morti

Iran: proteste, assalti e morti

cms_8090/Iran_proteste_Afp.jpgAncora vittime in Iran, teatro di manifestazioni e proteste contro il governo di Hassan Rohani per gli scarsi risultati in economia. Il deputato Hedayatollah Khademi ha detto all’agenzia di stampa Ilna, vicina all’opposizione, che due manifestanti sono rimasti uccisi ieri sera nel corso delle proteste nella città di Izeh, nel sudest del Paese. “Gli abitanti di Izeh hanno manifestato come avviene altrove nel Paese contro le difficoltà economiche e, sfortunatamente, due persone sono rimaste uccise e altre ferite – ha riferito il deputato – Non so se i colpi siano arrivati dalle forze dell’ordine o dai manifestanti”.

Secondo la tv di Stato iraniana, “manifestanti armati hanno cercato di assaltare alcune stazioni di polizia e basi militari, ma si sono trovati davanti una seria resistenza da parte delle forze di sicurezza”. Per l’agenzia stampa iraniana Ilna, nella piccola cittadina nord occidentale di Takestan, i manifestanti hanno dato fuoco ad una scuola per il clero e a edifici governativi.

E le proteste continuano anche nella serata di oggi a Teheran: secondo quanto riporta la Bbc, alcune auto sarebbero state date alle fiamme mentre manifestanti scandirebbero slogan anti governativi.

Nella capitale iraniana c’è una forte presenza di polizia, dopo che ieri gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e idranti contro i manifestanti riuniti a piazza Enghleb. Sui social media circolano post che parlano di nuove proteste questa sera anche a Birjand nell’est del paese, a Kermanshah nell’ovest e a Shadegan nel sudovest.

Le critiche e le proteste sono un’opportunità, non una minaccia“. Così il presidente iraniano Hassan Rohani in una dichiarazione pubblicata sul sito web della presidenza, a proposito delle manifestazioni di questi giorni contro il governo, di cui ha minimizzato la portata, definendole “niente”. “La nazione stessa risponderà a rivoltosi e delinquenti – ha continuato Rohani – La nostra nazione affronterà questa minoranza che urla slogan contro la legge e insulta la santità ed i valori della rivoluzione”.

Intanto, è stato fornito il primo bilancio ufficiale delle vittime nelle proteste a Doroud, nella provincia occidentale iraniana di Lorestan. Secondo il governatore della città, Mashallah Nemati, citato dall’agenzia di stampa Isna, sarebbero quattro le persone rimaste uccise durante le proteste. Altre sei persone sarebbero rimaste ferite, mentre sono stati danneggiati o dati alle fiamme molti edifici governativi, banche e luoghi religiosi. Secondo il governatore, ad aprire il fuoco contro i manifestanti non sarebbero stati i poliziotti ma uomini in borghese che hanno sparato anche contro le forze dell’ordine e le stazioni di polizia.

TRUMP – L’Iran “sta fallendo ad ogni livello”, “è tempo di cambiare”. E’ quanto afferma il presidente americano Donald Trump in un nuovo tweet sulle proteste in corso in Iran, nel quale torna ad attaccare anche l’accordo nucleare stretto dal suo predecessore con Teheran. “L’Iran – si legge- sta fallendo ad ogni livello malgrado il terribile accordo fatto con l’amministrazione Obama. Il grande popolo iraniano è stato represso per tanti anni. Sono affamati di cibo e libertà. Assieme ai diritti umani la ricchezza dell’Iran viene saccheggiata. E’ TEMPO DI CAMBIARE!”.

Dura la replica del presidente Rohani, per il quale Trump “non ha il diritto di simpatizzare” con il popolo iraniano. Il presidente iraniano contesta infatti duramente la ’soddisfazione’ con cui i ’nemici della rivoluzione’ stanno seguendo gli eventi nella Repubblica islamica.

“L’uomo negli Stati Uniti che oggi vuole simpatizzare con il nostro popolo – ha detto Rohani durante la riunione di governo, in un riferimento al presidente americano che non cita mai per nome – ha dimenticato che pochi mesi fa ha definito la nazione iraniana terrorista. Questa persona, che è contraria alla nazione iraniana dalla punta dei piedi alla cima dei capelli, non ha il diritto di simpatizzare con il popolo iraniano”.

“La persona che lavora ogni giorni contro la nazione iraniana – ha insistito Rohani nel suo attacco al presidente degli Stati Uniti – non può simpatizzare con la nazione iraniana. E anche quel paio di nazioni arabe della regione che in questi anni hanno lavorato contro la nazione iraniana non possono essere comprensivi con la nazione iraniana”.

Kim: “Pulsante nucleare su mio tavolo”

cms_8090/Nordcorea_Kim_tv_Afp.jpgIl dittatore nordcoreano Kim Jong-un apre il 2018 con una minaccia: il pulsante nucleare “è sempre sul mio tavolo”, i nostri missili possono raggiungere il territorio degli Stati Uniti, questa “è la realtà”, ma con Seul si può avviare un dialogo e la Corea del Nord potrebbe mandare una delegazione ai Giochi invernali del mese prossimo in Corea del Sud. Queste le parole di Kim nel messaggio di fine anno alla nazione, un messaggio durante il quale ha confermato i toni di sfida e minacciosi nei confronti degli Stati Uniti di Donald Trump, mentre si è mostrato più conciliante con Seul.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo di completare la nostra forza nucleare nel 2017 – ha scandito Kim nel discorso trasmesso in diretta tv – Noi abbiamo bisogno di produrre testare nucleari e missili balistici e accelerare il loro dispiegamento. Gli Stati Uniti devono sapere che il pulsante per le armi nucleari è sul mio tavolo. Questo non è un ricatto, ma la realtà”. Come realtà, ha proseguito il leader nordcoreano, è il fatto che il territorio degli Stati Uniti possa essere raggiunto dai missili lanciati dal ’remo eremita’.

L’intera area del territorio degli Stati Uniti – ha minacciato Kim, vestito con giacca e cravatta e non con la tradizionale divisa nordcoreana – si trova nel raggio di un nostro attacco nucleare. Gli Stati Uniti non potranno mai iniziare una guerra contro di me ed il nostro Paese. Queste armi saranno usate solo se la nostra sicurezza sarà minacciata”. Alla richiesta di un commento sulle dichiarazioni del leader nordcoreano, il presidente americano Donald Trump ha risposto con un laconico: “Vedremo, vedremo”.

Conclusa la parte del discorso di sfida agli Stati Uniti, Kim si è rivolto alla Corea del Sud, dicendosi “aperto al dialogo”. “Il 2018 è un anno significativo per il Nord e per il Sud, con il Nord che celebra il 70mo anniversario della sua nascita e il Sud che ospita i Giochi invernali – ha detto Kim – I Giochi saranno una buona occasione per il Paese, speriamo sinceramente che abbiano successo. Siamo pronti a prendere varie misure, tra cui l’invio di una delegazione e, a questo scopo, le due Coree devono incontrarsi immediatamente”.

Nel 2018 il Belgio diventa più piccolo

cms_8090/bruxelles_piazza_afp.jpgCon l’inizio del 2018 il Belgio diventa più piccolo a beneficio dell’Olanda, che ingrandisce invece il suo territorio. Entra infatti oggi in vigore l’accordo che ridefinisce i confini fra i due paesi, originariamente concordati nel 1843.

L’intesa trasferisce due penisole dal Belgio all’Olanda per un totale di 16,3 ettari, mentre Bruxelles ottiene in cambio una penisola ben più piccola pari a 3,09 ettari. Lo scambio di territorio riconosce la nuova realtà geografica che si era venuta a creare nel 1961 quando fu leggermente cambiato il corso del fiume Maas. In questo modo le tre piccole penisole, tutte disabitate, si erano trovate staccate dal territorio nazionale. Ora si trovano finalmente a ricadere sotto la nazione cui sono collegate geograficamente.

Autore:

Data:

1 Gennaio 2018