Traduci

“Isis prepara un nuovo 11/9”, l’allarme degli 007 americani

cms_7502/torri_gemelle_fg.jpgLa segretaria per la Sicurezza interna Usa facente funzione, Elaine Duke, denuncia, in un intervento all’ambasciata americana a Londra di cui dà notizia il MailOnline, che secondo i servizi di intelligence americani l’Isis e altre organizzazioni terroristiche stanno pianificando un attentato con una “potente esplosione” per provocare il massimo numero possibile di vittime, nuovi attentati con aerei contro civili sul modello dell’11/9.

Gli attentati di questi ultimi mesi con auto e coltelli servono solo a mantenere l’interesse dei sostenitori in tutto il mondo, “per mantenere il flusso di denaro”, ha affermato.

Catalogna, è scontro con Madrid

cms_7502/catalogna_Afp.jpgTempo scaduto per la Catalogna, Madrid sabato avvierà la sospensione dell’autonomia della regione. Alla scadenza del secondo ultimatum che il premier Mariano Rajoy ha rivolto al presidente della Generalitat Carles Puigdemont, il governo spagnolo, insoddisfatto della risposta della Catalogna che chiede ancora il dialogo minacciando in caso contrario la dichiarazione d’indipendenza, annuncia l’attivazione sabato dell’articolo 155 e la sospensione dell’autonomia della Catalogna.

LA MOSSA DI MADRID – “Il governo della Spagna – si legge in un comunicato pubblicato dai media spagnoli – ha constatato alle 10 di questa mattina, ultima scadenza stabilita, il rifiuto del presidente della Generalitat della Catalogna di rispondere alla richiesta che gli era stata presentata lo scorso 11 ottobre in cui si chiedeva di dire in forma chiara e precisa se l’autorità della Catalogna avesse proceduto a dichiarare l’indipendenza di questa comunità autonoma e lo si sollecitava a ripristinare l’ordine costituzionale alterato”.

“In conseguenza di ciò, il governo della Spagna – si legge – porterà avanti le procedure previste nell’articolo 155 della Costituzione per ripristinare la legalità nell’autogoverno di Catalogna. Il prossimo sabato il Consiglio dei ministri, riunito in forma straordinaria, approverà le misure che indirizzerà al Senato al fine di proteggere l’interesse generale degli spagnoli, tra cui i cittadini della Catalogna, e ripristinare l’ordine costituzionale della comunità autonoma”.

Il governo – prosegue – è grato per l’appoggio delle distinte formazioni politiche con le quali sta concordando in questi momenti una risposta maggioritaria e consensuale alla sfida secessionista. Peraltro, denuncia l’atteggiamento tenuto dai responsabili della Generalitat che cercano, in modo deliberato e sistematicamente, lo scontro istituzionale a dispetto del grave danno che sta causando alla convivenza e struttura economica della Catalogna”. “Il governo utilizzerà tutti i mezzi in suo potere per ripristinare quanto prima la legalità e l’ordine costituzionale, recuperare la convivenza pacifica tra cittadini e frenare il deterioramento economico che l’insicurezza giuridica sta causando in Catalogna”.

LA LETTERA DI PUIGDEMONT – Puigdemont nella lettera a Rajoy chiede invece ancora l’avvio di un dialogo. “Se il governo dello stato spagnolo persiste ad impedire il dialogo e continuare la repressione, il Parlamento della Catalogna potrà procedere, se lo considererà opportuno, a votare la dichiarazione formale di indipendenza che non votò il 10 ottobre”, scrive nella lettera.

A questo proposito, Puigdemont ribadisce che “è ancora vigente” la “sospensione” della ratifica dei risultati del referendum del primo ottobre. “Lo abbiamo fatto per favorire il dialogo che le istituzioni e i leader politici di tutta Europa e di tutto il mondo continuano a chiedere a me e a Lei”, afferma ancora il leader catalano ricordando che per questo nella prima lettera inviata lunedì aveva proposto a Rajoy “un incontro che però non si è svolto”.

Invece dell’apertura al dialogo, da Madrid è arrivato un rafforzamento della repressione, argomenta il presidente della Generalitat, che denuncia l’arresto dei presidenti dell’Assemblea Nacional Catalana e Omnium Cultural, associazioni “conosciute per l’azione civile, pacifica e democratica”. “Se nonostante questi sforzi e la nostra volontà di dialogo, che l’unica risposta sia la sospensione dell’autonomia indica che non si ha coscienza del problema e che non si desidera dialogare”, conclude Puigdemont riferendosi alla decisione di Madrid di avviare l’applicazione dell’articolo 155 per sospendere l’autonomia della Catalogna.

Brexit, May ai cittadini Ue: “Potete restare”

cms_7502/may_ue_afp.jpgNessuno sarà costretto ad andare via dopo la Brexit. I cittadini dell’Ue che vivono legalmente nel Regno Unito potranno restare. La premier britannica Theresa May rassicura così i cittadini dell’Unione europea stabilitisi in Gran Bretagna in una lettera aperta diffusa alla vigilia di un vertice europeo di due giorni, che inizia giovedì a Bruxelles.

“Quando abbiamo avviato questo processo – scrive – alcuni ci hanno accusato di trattare i cittadini dell’Ue come merce di scambio. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità”. “I cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito – continua – hanno dato un enorme contributo al nostro Paese. E vogliamo che loro e le loro famiglie rimangano. Non potrei essere più chiara: i cittadini dell’Ue che vivono legalmente nel Regno Unito potranno rimanere”.

“So che c’è un’ansia reale” su come l’accordo con l’Ue sarà attuato, scrive May. “La gente è preoccupata – prosegue – per il fatto che il processo sarà complicato e burocratico e porterà ostacoli difficili da superare. Voglio dare anche su questo rassicurazioni”. “Stiamo sviluppando un processo digitale semplificato per coloro che chiederanno in futuro di stabilirsi. Questo processo – assicura – sarà progettato pensando agli utenti e ci impegneremo con loro ogni passo”.

Autore:

Data:

20 Ottobre 2017