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Islam sciita s’indigna per esecuzione al-Nimr

Riad- Il governo iraniano e i leader religiosi sciiti in Medioriente hanno condannato l’esecuzione del religioso sciita Nimr al-Nimr in Arabia Saudita, annunciando ripercussioni nei confronti della casa reale saudita. In un crescendo di tensioni religiose e diplomatiche, Iran, Yemen e Libano sostengono che l’uccisione di al-Nimr porterà con sé un’ondata di rabbia diffusa e manifestazioni di protesta. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Hossein Jaber Ansari, ad esempio, ha accusato Riad di sostenere il terrorismo e di giustiziare chi si oppone ai terroristi. ’’Il governo saudita sostiene i terroristi e gli estremisti takfiri (termine usato per indicare i sunniti radicali, ndr), mentre giustizia e sopprime le voci critiche all’interno del Paese’’, ha detto Jaber Ansari citato dall’agenzia di stampa Irna.

L’esecuzione di al-Nimr, condotta insieme ad altre 46 con l’accusa di terrorismo, è stata definita un ’’grave errore’’ dal Consiglio supremo islamico sciita in Libano e una ’’flagrante violazione dei diritti umani’’ da parte dei ribelli houthi in Yemen. Citato dall’agenzia di stampa Mehr, l’Ayatollah Ahmad Khatami ha detto di ’’non avere dubbi che questo sangue puro macchierà il colletto della Casa di Saud. L’esecuzione dello Sheikh Nimr è parte di un disegno criminale da parte di questa famiglia infida. Il mondo islamico denuncerà questo regime infame fino a quando sarà possibile’’.

In Bahrain si sono tenute manifestazioni di piazza ad Abu-Saiba, villaggio sciita a ovest della capitale, per protestare contro l’esecuzione del religioso. La polizia di Manama è intervenuta con gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Intanto gli attivisti sciiti del Bahrain hanno rivolto un appello per organizzare proteste a carattere nazionale.

Lo sheikh Nimr al-Nimr, arrestato nel luglio del 2012, era considerato il leader delle proteste esplose nel 2011 nell’est dell’Arabia Saudita sulla scia della Primavera araba, organizzate in particolare dalla minoranza sciita, che chiedeva maggiori diritti. Per le autorità saudite, quella sciita non è stata una protesta non violenta, ma un movimento antigovernativo armato. Nimr al-Nimr era lo zio del giovane Ali al-Nimr, l’attivista sciita ventenne arrestato quando di anni ne aveva solo 17 per aver partecipato a una manifestazione antigovernativa a Qatif il 14 febbraio del 2012. Anche lui è stato condannato a morte per decapitazione e successiva esposizione del corpo fino alla sua putrefazione.

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Data:

3 Gennaio 2016