Headlines

Traduci

ISRAELE-HAMAS, NETANYAHU:”STRISCIA DE GAZA SARA’ SMILITARIZZATA E SOTTO NOSTRO CONTROLLO DI SICUREZZA” – Ostaggi: “Nulla ci fermerà”

Israele-Hamas, Netanyahu: “Striscia di Gaza sarà smilitarizzata e sotto nostro controllo di sicurezza”

cms_32812/a.jpeg

“Dopo l’eliminazione di Hamas, la Striscia sarà smilitarizzata e sarà sotto il controllo della sicurezza di Israele”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa, nel corso della quale ha ribadito il suo no alla Striscia di Gaza governata dall’Anp dopo la guerra. “La pressione militare è necessaria per il ritorno degli ostaggi e per la vittoria. Senza la pressione militare – ha spiegato Netanyahu – non avremmo nulla”.

“Dobbiamo dire la verità e non coltivare illusioni – ha scandito il premier -. Nonostante il dolore, nonostante le pressioni internazionali, continuiamo fino alla fine, nulla ci fermerà”.

“Orgoglioso di aver bloccato nascita dello Stato palestinese”

Quindi rispondendo a chi gli chiedeva perché non si sia ritirato dagli accordi di Oslo, che ha sempre criticato, Netanyahu ha rivendicato di essere “orgoglioso di aver bloccato la nascita di uno Stato palestinese. Io li ho ereditati. La decisione di portare l’Olp da Tunisi, e di piantarla nel cuore della Giudea e della Samaria e a Gaza – ha ricordato – è stata una decisione presa e attuata prima che diventassi primo ministro. Ho pensato che fosse un terribile errore e lo penso ancora”.

“Voi giornalisti mi incolpate da quasi 30 anni per aver frenato gli accordi di Oslo e aver impedito lo stato palestinese. Questo è vero”, continua, rivendicando quindi: “Sono orgoglioso di aver impedito la creazione di uno Stato palestinese perché oggi tutti capiscono cosa avrebbe potuto essere quello stato palestinese, ora che abbiamo visto il piccolo stato palestinese a Gaza. Tutti capiscono cosa sarebbe successo se avessimo capitolato alle pressioni internazionali e avessimo permesso uno stato come quello in Giudea e Samaria (Cisgiordania), che circonda Gerusalemme e alla periferia di Tel Aviv”.

***** ***** ***** ***** *****

Alta tensione su ostaggi ma Netanyahu tira dritto: “Nulla ci fermerà”

cms_32812/b.jpeg

Sale la tensione sugli ostaggi nella guerra tra Israele e Hamas. Dopo l’uccisione a Gaza, da parte dei militari dell’Idf, di tre israeliani rapiti il 7 ottobre scorso, cresce la rabbia. E mentre Hamas avverte che “non ci sarà nessun altro accordo sugli ostaggi fino a quando Israele non fermerà l’aggressione”, il premier Benjamin Netanyahu tira dritto: “Continuiamo fino alla fine, nulla ci fermerà”.

Le proteste dei parenti: “Trattative subito”

In centinaia ieri sono scesi in piazza a Tel Aviv per protestare e chiedere trattative subito. Una folla radunata nel centro della città ha sfilato in corteo con cartelloni e striscioni con foto e nomi degli ostaggi bloccando le strade per chiedere al governo di intervenire per il rilascio immediato di tutte le persone ancora tenute prigioniere nell’enclave palestinese.

“Per loro il tempo sta finendo, riportateli a casa adesso”, ha intonato la folla, senza risparmiare critiche al governo del premier israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di non fare abbastanza per ottenere la liberazione degli ostaggi nella convinzione che un accordo come quello di fine novembre avrebbe evitato “incidenti” come quello delle scorse ore.

Linea dura del premier

“La pressione militare è necessaria per il ritorno degli ostaggi e per la vittoria – ha scandito in conferenza stampa Netanyahu – . Senza la pressione militare non avremmo nulla”. Per questo, ha aggiunto, “continueremo a combattere fino alla vittoria. Il sacrificio dei nostri eroi non è stato vano”, ha assicurato il premier esprimendo le sue condoglianze ai familiari degli ostaggi morti.

Le condizioni di Hamas

Ma Hamas è determinata a usare fino in fondo gli ostaggi a suo vantaggio: “Non ci sarà nessun altro accordo sugli ostaggi fino a quando Israele non fermerà l’aggressione a Gaza e rispetterà le condizioni per un accordo”, ha fatto sapere Osama Hamdan, membro dell’ufficio politico di Hamas. “Se gli israeliani vogliono che gli ostaggi e i prigionieri tornino vivi, questo non accadrà a meno che non vi sia una completa cessazione dell’aggressione israeliana e dopo un accordo sullo scambio degli ostaggi in base alle condizioni dei combattenti palestinesi”, ha affermato Hamdan.

Data:

17 Dicembre 2023