Traduci

ISTANTANEE D’AUTORE – RAFFAELE PAGANINI

Durante la conversazione con Raffaele Paganini, per scrivere questa Istantanea, sembrava vederlo danzare sulla sua storia ricca di momenti unici.

Una danza essenziale, condotta con la maestria della semplicità.

Ho ascoltato certi episodi come se li stessi vivendo ed è un peccato che sia costretto a tradurre in parole quanto sarebbe stato più efficace in un video.

cms_33833/1.jpg

Innanzitutto chiariamo una volta per tutte: il termine appropriato è danzatore e non ballerino.

La prima sorpresa è scoprire il suo ingresso in questo mondo quasi onirico; da un’etoile ci si aspetterebbe un racconto più romanzesco e invece…

“Il mio papà è un ex ballerino, mamma un’ex cantante lirica. Si conobbero in uno spettacolo e fecero la cosiddetta ‘fuitina’.

Io sono l’ottavo di undici figli, noi ultimi quattro siamo tutti danzatori e ho due sorelle cantanti liriche.

Da ragazzino non amavo la danza ma mio padre probabilmente vedeva in me delle doti e quindi a nove anni ha provato a mandarmi alla scuola e io urlavo rifiutandomi; ci ha riprovato quando ne avevo dodici: stessa scena.

Due anni dopo il Teatro dell’Opera indisse un bando di concorso per ballerini maschi fino a 14 anni e quella volta mio padre mi costrinse praticamente ad andare. Feci buon viso a cattivo gioco perché, essendo piuttosto monello a quell’età, già immaginavo che mi avrebbero cacciato.

Pochi mesi dopo ci portarono a vedere un saggio della scuola di ballo; ci andai annoiatissimo.

Ma quando iniziò l’esibizione mi apparve una piramide di meraviglie: 105 ragazzine dai 12 ai 18 anni. E in quel momento dissi ‘Io da qua non me ne vado più!’.

Capisci perché ho fatto danza?

D’altra parte mio padre ci aveva visto giusto notando certe doti; avevo un rapporto peso/potenza quasi perfetto.

Sinceramente non ricordo di aver fatto tanta fatica, pur avendo cominciato tardissimo questa disciplina e, appena due anni dopo, vedevo che cominciavano a portarmi da altri insegnanti, come se fossi un esempio, un trofeo.

Il Teatro dell’Opera usava alcuni di noi studenti come aggiunti nelle rappresentazioni in cartellone. Cioè noi dovevamo imparare alcuni ruoli e se qualcuno si ammalava o era indisponibile, lo sostituivamo.

A me facevano imparare tutti i ruoli e mi facevano entrare spesso.

Quell’anno in teatro c’era un famosissimo coreografo, Roland Petit, il quale mi vide e mi pretese come primo ballerino.

Ma io, da regolamento e da aggiunto, non avrei potuto fare questo passaggio, ma trovarono un escamotage per poterlo permettere.

Così nel giro di poco tempo e dopo aver vinto un concorso, divenni il primo etoile d’Italia. E sono forse l’unico ad aver acquisito questo ruolo dopo aver vinto un concorso.”

cms_33833/2_1709956348.jpg

Poi ci fu un passaggio drastico dall’Opera alla Televisione.

Cosa è successo e questo passaggio l’hai rimpianto o ti è andata bene?

Noi avevamo un mentore della Danza, Vittoria Ottolenghi, che collaborava con la Rai. Aveva deciso di mettere insieme il primo ballerino dell’Opera di Roma e la prima ballerina della Scala di Milano in uno show del sabato sera di successo: “Fantastico 2”.

Oriella Dorella, io e, ancor prima, Enzo Paolo Turchi, siamo stati i primi a portare la Danza in televisione. La Danza, attenzione, non il ballo.

Per otto settimane eravamo visti da circa trenta milioni di persone (allora questa era l’audience) ed il mio volto divenne molto popolare e questo era gratificante, soprattutto perché non avevo abbassato il livello di qualità delle mie esibizioni, ma, seppur su altri generi di musica, comunque io danzavo.

È una scelta che rifarei oggi.”

C’è un ruolo che non hai mai ricoperto e che ti manca per questo?

Non c’è. Li ho danzati tutti.

A parte il fatto che oggi riconosco io stesso che ero un bel ragazzo, ma ti spiego tecnicamente il perché. Nella danza c’è il danseur noble, il ballerino di mezzo carattere e il ballerino classico.

Io ero nel mezzo e questa è l’unica categoria che può interpretare tutti i ruoli.

E avevi una o più figure di riferimento?

“Eh si, il mio maestro Rudolf Nurejev.”

E qui gli ho trasmesso il mio orgoglio di averlo conosciuto.

“Il mio secondo figlio si chiama Rudolf, il mio cane si chiama Rudolf…

Io sono stato il suo allievo e sono stato scelto da lui per sostituirlo nel ‘Marco Spada’. Allora faceva solo alcune repliche a Roma perché dirigeva il corpo di ballo dell’Opera di Parigi.

Il coreografo era Pierre Lacotte, la persona che lo aveva aiutato quando scappò dalla Russia.

Per me era un grande onore, un grande privilegio. Poi siamo diventati amici.

Lui adorava la mia famiglia e spesso andavo nella sua villa sull’isola Li Galli, dove, addirittura, ho montato il mio spettacolo ‘Zorba il greco’.”

cms_33833/3.jpeg

È stato difficile riprendere a fargli domande dopo aver parlato a lungo di questa relazione che qui devo sintetizzare.

E gli ho confessato che mi ha trasferito pienamente la sua emozione e fatto riemergere quelle che provai io, seppur in un breve rapporto.

È più difficile che nasca un ballerino eccellente o una ballerina eccellente?

“Una ballerina. Semplicemente per una questione di probabilità. Le allieve delle scuole sono in maggioranza rispetto ai maschi, che sono pochissimi.”

Tu hai tuo figlio Luca Rudolf che è un calciatore affermato.

(Attualmente centrocampista del Latina calcio, dopo aver giocato nel Frosinone in serie B e A, nel Lecce e e nella Triestina)

Parliamo di una disciplina diversa, ma pur sempre una disciplina. C’è il tuo zampino nel discorso della disciplina?

cms_33833/4v.jpg“Lui me l’ha proprio detto che noi genitori siamo stati importanti nella sua considerazione della disciplina. Ma sulla scelta del calciatore noi genitori non c’entriamo nulla. Ma c’entra suo fratello maggiore.

La nostra casa ha un grande spazio all’aperto e io, per farli giocare, allestii un piccolo campetto da calcio.

Il fratello, maggiore di 7 anni, lo faceva disperare.

Quando era bambino si lamentava con me che Alessandro non gli faceva toccare palla.

E io lo incoraggiavo a mettercela tutta per farsi valere.

E quindi chissà che non sia diventato calciatore grazie al fratello!”

Beh, in conclusione, questa può essere una bella lezione per chi nella vita vuole farcela!

Data:

9 Marzo 2024