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Istat, “effetto covid, 40mila morti in più”(Altre News)

Istat, “effetto covid ha determinato circa 40mila morti in più”

“L’effetto Covid ha determinato circa 40 mila morti in più rispetto alle attese di mortalità degli anni precedenti”. Tuttavia “non si tratta di una crescita di mortalità enorme se vogliamo essere sinceri perché nel 2015 l’aumento dei morti è stato di 50 mila unità rispetto all’anno prima e nel ’56 l’aumento rispetto al ’55 e al ’57 l’aumento è stato di 50 mila”. Così il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, nel corso della sua audizione in Commissione Politiche Ue nell’ambito dell’esame congiunto del “Programma di lavoro della Commissione per il 2020 – Un’Unione più ambiziosa”, del “Programma di lavoro adattato 2020 della Commissione” e della “Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2020″.

Quindi, sottolinea Blangiardo, “si tratta di una dimensione che è già successo in passato ma quello che è drammatico è la distribuzione territoriale. La metà dell’aumento della mortalità è stato assorbito da 5-6 province, tra cui Bergamo, Cremona, Torino, Aosta che hanno avuto situazioni particolarmente drammatiche”.

Fontana: “Virus già presente, protocolli erano sbagliati”

“Ecco la verità: se la dottoressa Malara non avesse violato i protocolli ministeriali non avremmo scoperto il virus. Studi sierologici e lettura a posteriori delle cartelle cliniche confermano la presenza del virus sul territorio già da diversi mesi. I medici hanno fatto il loro dovere. I protocolli erano sbagliati”. Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, su Facebook.

“Ringraziamo ogni giorno la dottoressa di Codogno che, contravvenendo al protocollo, il 20 febbraio ha eseguito quel tampone rintracciando il primo paziente positivo in Lombardia. Il suo coraggio ci ha concesso di capire che dovevamo attivarci per affrontare un’emergenza da molti ampiamente sottostimata”, sottolinea.

Zaia: “Dati non buoni in Veneto, non stringetevi la mano”

“Ai cittadini dico di fare attenzione: si ricomincia a stringere le mani, evitatelo. Sono stati registrati altri 8 casi positivi e 35 persone in isolamento. Per non sono dati buoni, non è un momento di vanto. La sanità del Veneto ha consegnato una regione in ordine dopo 3 mesi di lockdown. A differenza di febbraio e marzo, abbiamo le spiagge piene. L’assembramento viene spontaneo, io non ho nulla contro i comportamenti umani”. Sono le parole del governatore del Veneto, Luca Zaia.

Il presidente della regione guarda con sospetto “quest’aria di gioia. O è la quiete dopo la tempesta, se la tempesta è passata, ma se siamo prima della tempesta ci stiamo predisponendo per trovarla. Siamo davanti ad una bestia terribile, questo virus è terribile”. “Non siamo più nella fase 2, siamo nella ’fase limbo’: o andiamo avanti o andiamo indietro, ognuno di noi deciderà se andare allo schianto o cercare di salvare la propria vita e quella dei cittadini. Non voglio fare allarmismi, ma ho l’obbligo dell’obiettività. Ai cittadini dico di fare attenzione: si ricomincia a stringere le mani, evitatelo ancora per un po’. Continuate a disinfettarvi le mani”, prosegue. “Mascherina nei luoghi chiusi e negli assembramenti, distanziamento sociale: questo è l’abc”.

Covid, ad Alzano 110 polmoniti ’sospette’ tra novembre e gennaio

Tra novembre e gennaio ci sono state 110 polmoniti “sospette” all’ospedale di Alzano Lombardo, finito ora al centro dell’inchiesta della Procura di Bergamo, che indaga sulla gestione del pronto soccorso durante l’emergenza Coronavirus. A riferirlo è ’L’Eco di Bergamo’ riportando i dati resi pubblici dall’Ats Bergamo e Asst Bergamo Est su richiesta del consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta. Stando ai dati, le polmoniti sono state 18 a novembre, per poi passare alle 40 di dicembre e altre 52 a gennaio.

Dal confronto tra i ricoveri del 2019 e quelli del 2018 emerge inoltre che sono state “196 le polmoniti non riconosciute nel 2018, 256 tra gennaio e dicembre 2019”. Il 30% in più. Su questi dati, riferisce ancora il quotidiano bergamasco, sta investigando la procura di Bergamo “sia per indagare sulle procedure messe in atto all’ospedale di Alzano Lombardo nei giorni roventi dell’emergenza, sia per ricostruire se e come sono sfuggiti questi casi sospetti”.

I magistrati bergamaschi, come già reso noto, hanno acquisito le circolari emanate dal ministero con i criteri scelti per procedere con il tampone e quindi individuare i casi di coronavirus. Nelle linee guida del 22 gennaio si raccomandava di considerare un caso sospetto anche “una persona che manifesta un decorso clinico insolito o inaspettato, soprattutto un deterioramento improvviso nonostante un trattamento adeguato senza tener conto del luogo di residenza o storia di viaggio, anche se è stata identificata un’altra eziologia che spiega pienamente la situazione clinica”.

Nella circolare del 27 gennaio invece, ricorda il giornale, i casi sospetti, oltre ai sintomi devono anche avere “una storia di viaggi nella città di Wuhan (e nella provincia di Hubei), Cina, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia” oppure aver “visitato o ha lavorato in un mercato di animali vivi a Wuhan e/o nella provincia di Hubei, Cina”.

Zanardi, condizioni cliniche stazionarie

“In merito alle condizioni cliniche di Alex Zanardi, ricoverato al policlinico Santa Maria alle Scotte dallo scorso 19 giugno, la direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese informa che, in seguito al secondo intervento di neurochirurgia a cui è stato sottoposto nella giornata di ieri, lunedì 29 giugno, il paziente a distanza di circa 24 ore dall’operazione presenta condizioni cliniche stazionarie e un decorso stabile dal punto di vista neurologico, il cui quadro rimane grave”. Lo si legge nel bollettino medico sulle condizioni dell’atleta paralimpico ricoverato al policlinico Le Scotte di Siena.

“Alex Zanardi – riporta ancora il bollettino – è ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva, dove resta sedato e intubato, e la prognosi rimane riservata. In accordo con la famiglia non saranno diramati altri bollettini medici in assenza di significativi sviluppi”.

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1 Luglio 2020