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Italia-Francia, Gentiloni: “Con Trattato relazioni più forti”

Italia-Francia, Gentiloni: “Con Trattato relazioni più forti”

cms_8161/macron_gentiloni_fi.jpgIl Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron. Era presente all’incontro il sottosegretario di Stato agli Affari esteri e alla cooperazione internazionale, Vincenzo Amendola.

Il presidente francese si è poi recato a palazzo Chigi per il colloquio con il premier Paolo Gentiloni: “Abbiamo deciso di dare una cornice più stabile e ambiziosa con l’idea, emersa al vertice di Lione e messa fuoco qui, di un trattato bilaterale che dia una struttura ancora più sistematica e favorevole alla nostra cooperazione. Il trattato rende ancora più forti le nostri relazioni“, ha detto il premier italiano al termine dell’incontro.

“Abbiamo avuto occasione per rinnovare nostri impegni bilaterali che abbiamo preso mesi fa nel vertice di Lione – ha premesso il premier -. E’ inutile ricordare quanto siamo importanti, storici e straordinari i rapporti tra Francia e Italia, rapporti che hanno radici nelle nostre civiltà e nella nostra cultura comune che si alimentano di una cooperazione dal punto di vista economico molto importante”.

“Partiamo dai dati incoraggianti della crescita, dell’economia, del lavoro ma questi numeri macroeconomici devono tradursi in nuove occasioni di lavoro e benessere per le famiglie” e per questo l’Europa deve “scommettere sulla crescita”, ha poi continuato Gentiloni parlando di Ue.

C’è una crescente domanda di Europa nel mondo – ha detto ancora il presidente del Consiglio -, dai Balcani al Mediterraneo, su temi fondamentali come il clima, la lotta al terrorismo e per le libertà. A questa domanda di Europa cercheremo di dare un contributo nei prossimi mesi”. E sul tema dei migranti sottolinea: “Abbiamo ottenuto dei risultati importanti nel 2017 nel contrasto ai trafficanti degli essere umani. Siamo orgogliosi e pensiamo che le politiche europee debbano andare avanti in questa direzione”.

“Credo che l’unica cosa che non possiamo dire o promettere ai cittadini europei è che il problema dei grandi flussi migratori si possa cancellare, eliminare rapidamente con chissà quale ricetta miracolosa. Il problema – ha spiegato il premier – è gestire il problema, farlo insieme e mi pare che la cooperazione tra Francia e Italia sia un modello”

“Non dobbiamo raccontare che si possa cancellare il fenomeno, ma dobbiamo prenderci la responsabilità di gestire in modo organizzato il fenomeno del traffico degli essere umani e di sottrarlo alla criminalità”, ha poi aggiunto.

Dal canto suo, Emmanuel Macron ha reso omaggio all’Italia per “l’ottimo lavoro fatto per ridurre la destabilizzazione causata dal fenomeno migratorio”, riconoscendo che il nostro Paese “è riuscito a stabilizzare una situazione estremamente critica” ed esprime “rispetto per il lavoro che è stato condotto e per la sua qualità”. Tuttavia, ha sottolineato Macron, “il tema delle migrazioni non è alle spalle, ci sono sempre fenomeni migratori molto importanti” ed il tema va affrontato “con determinazione, efficacia e umanità”.

Poi l’endorsement a Gentiloni: “Spetterà al popolo italiano esprimersi” al voto del prossimo 4 marzo, “mi guardo bene dal farlo io, ma consentitemi di dire che l’Europa ha avuto molta fortuna ad avere Gentiloni in questa funzione”, “l’Europa è positiva per l’Italia e per l’Italia è positiva l’Europa”.

L’Italia, ha sottolineato ancora il presidente francese, “entra in un periodo elettorale e vorrei sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Gentiloni in queste mesi”. “La sua azione in Italia ed in Europa, in particolare con la presidenza del G7, come membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu – ha riconosciuto Macron – ha consentito di avviare una nuova dinamica a livello europeo, le scelte, i compromessi che sono stati sempre trovato ci hanno consentito di avanzare in tempi non facili”.

Il Trattato del Quirinale che Italia e Francia firmeranno entro l’anno servirà a “dare nuove prospettive, a prendere atto di simboli, di nuove forme di cooperazione, che ci consentiranno di andare oltre”, ha poi ha sottolineato il presidente francese, annunciando l’istituzione oggi di “un gruppo di alto livello per questo lavoro, che concluderemo” entro il prossimo vertice italo-francese che si terrà in Italia, “è l’ambizione che dobbiamo avere per quest’anno”.

La Francia crede “in un’avanguardia aperta” dell’Europa, aperta alla “maggiore ambizione di alcuni partner, non chiusa ad altri che vogliono seguirci, essere statici significa non essere ambiziosi”, ha poi continuato Macron, sottolineando come nei fatti esista già un’Europa a due velocità.

Ma “bisogna vedere come avere un’Europa che acceleri, che avanzi – afferma -. Noi siamo per un’Europa che avanza, siamo una potenza economica, sociale, ambientale, scientifica e per questo deve accettare una maggiore integrazione di un cuore dell’Europa aperto a chi vuole seguire questa ambizione”.

“L’Europa senza avanguardie nutre i populismi, i populismi vincono non per il fatto di avere un’ambizione europea, ma perché ci è mancata l’ambizione”, ha continuato, ribadendo il concetto per cui “i populismi nascono dall’incapacità europea di proteggere i popoli, l’Europa che protegge consente di ridurre i populismi”. “Quando sul piano commerciale, sociale, delle frontiere abbiamo un’Europa che sa rispondere alle necessità, riduciamo il populismo”, insiste.

DOMUS AUREA – In mattinata Macron era già stato accolto da Gentiloni e dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini alla Domus Aurea. Presidente le piace Roma? “Beaucoup”, molto, aveva risposto il presidente francese ai giornalisti al suo arrivo.

Cosa le ha ispirato la visita alla Domus Aurea? “Umidità e ammirazione”, ha poi scherzato Macron dopo una visita di oltre mezz’ora al sito archeologico romano in una grigia giornata di pioggia.

Accompagnato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal ministro per i Beni Culturali, ha lodato il lavoro degli architetti, gli archeologi e i tecnici grazie ai quali si può rivedere il periodo di Nerone con la realtà aumentata. “E’ favoloso, è una testimonianza del genio europeo di tutte le epoche”, ha dichiarato Macron, aggiungendo di voler “continuare a fare grandi cose con l’Italia”. “Continueremo – ha detto ancora – con l’ambizione fra i nostri paesi e l’ambizione europea”.

Alitalia, Lufthansa: “Interessati ma voi ristrutturatevi”

cms_8161/Alitalia.jpgGrandi manovre in Europa per Alitalia. Nel risiko della vendita dell’ex compagnia di bandiera italiana, si affaccia ora anche Air France-Klm mentre, intanto, Lufthansa in una lettera ufficiale inviata al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, fissa le sue condizioni: prima una profonda ristrutturazione, e quindi tagli significativi, poi l’acquisizione.

E’, dunque, sempre più caldo il dossier Alitalia, che si arricchisce di nuovi colpi di scena.

Il primo è la notizia di una possibile discesa in campo di Air France-Klm, finora rimasta fuori dai giochi, a dieci anni esatti da quando, nel gennaio 2008, l’ex numero uno Jean Cyril Spinetta dava il via alla ’campagna’ d’Italia. A sorpresa, dunque, il colosso franco-olandese potrebbe essere interessato a rilevare, insieme a Delta e a EasyJet, il vettore italiano. Dal quartier generale di Roissy, si registra soltanto una laconica dichiarazione: “Non facciamo commenti su questi rumors di mercato”, riferisce un portavoce. Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali, il possibile ritorno di fiamma di Air France-Klm non sembrerebbe cogliere di sorpresa alcuni addetti ai lavori transalpini. Secondo fonti di settore francese, interpellate dall’Adnkronos, “c’è una complementarità in termini di network” tra Air France-Klm e Alitalia. “Il mercato italiano -spiegano- è uno dei più appettibili e resta il terzo in Europa. E’ sicuramente interessante e sarebbe un peccato che Air France – Klm si lasciare scappare questa opportunità”.

E poi c’è il fatto Lufthansa ed EasyJet, rilevano, “si stanno spartendo le ceneri di Air Berlin. Air France – Klm non può ragionevolmente lasciare tutte queste opportunità senza reagire”. Lo spazio per presentare un’offerta alternativa a quella di Lufthansa c’è anche perché, osservano, “l’offerta della compagnia tedesca è molto pesante e restrittiva sia dal punto di vista sociale che finanziario“. E, oltralpe, ricordano anche le parole del premier Paolo Gentiloni, nel corso della conferenza stampa di fine anno, aveva detto senza mezzi termini, che ’’se oggi avessimo sul tavolo l’offerta di Air France la prenderemmo al volo’’.

La mossa di Air France-Klm, oltre ad essere una novità di per sé, segnerebbe anche un vero e proprio rovesciamento delle alleanze: infatti, secondo rumors, EasyJet sarebbe stata in corsa in una cordata con il fondo di private equity statunitense Cerberus, che, peraltro, prevedeva anche una quota di dipendenti. Interpellata su questi sviluppi, anche la compagnia low cost britannica si limita a un ’no comment’. Ma mentre Air France potrebbe tornare ad affilare le armi, anche l’altro big in corsa, Lufthansa, compie le sue mosse. Il ceo Karsten Spohr oggi ha scritto al ministro Calenda. “Nel riconoscere le apprezzabili misure che sono state intraprese ad oggi dalla gestione commissariale, noi crediamo fermamente che rimane un considerevole lavoro da realizzare prima che Lufthansa sia nella condizione per entrare nella prossima fase del processo”, scrive Spohr.

Fin dalla sua discesa in campo, Lufthansa ha sempre parlato di una ’nuova Alitalia’, profondamente ristrutturata. Un lavoro, che sottolinea la compagnia tedesca, spetta alla trojka commissariale. Un nuovo incontro, è ora previsto la prossima settimana. Ma come spiegano fonti vicine al dossier, la ristrutturazione di Alitalia chiesta da Lufthansa è da collocarsi in una fase successiva all’eventuale firma di un impegno di acquisto, come avviene in questo tipo di acquisizioni; prima, infatti, deve avvenire il signing, ovvero il pre-accordo, che impegna il potenziale acquirente ad acquistare. Successivamente, dopo il via libera dell’Antitrust può partire la ristrutturazione, che sarà fatta in base alla negoziazione raggiunta tra le parti. Passo successivo è poi quello del closing, cioè il perfezionamento dell’accordo di acquisto. ’’La ristrutturazione chiesta da Lufthansa è importante. Queste sono parole che come rappresentanti dei lavoratori e a difesa del lavoro e dell’occupazione del nostro Paese – si affretta a dire il segretario nazionale della Fit -Cisl Emiliano Fiorentino – non possiamo ascoltare e tantomeno accettare”. E, auspica, “ci auguriamo che il Governo farà meglio comprendere che acquistare una parte delle quote della nostra compagnia aerea è sicuramente una grande opportunità di crescita e sviluppo per tutti, che non può essere ricondotta a una mera operazione speculativa’’.

E’ nata Vittoria, figlia della battaglia contro la legge 40

cms_8161/fecondazione_in_vitro_web1.jpgUna bimba speciale, nata dopo tanti sacrifici da parte della sua mamma e del suo papà. Che l’hanno chiamata Vittoria, proprio per celebrare il successo del loro combattuto ricorso alla Corte costituzionale contro la legge 40/2004, che gli impediva di avere accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita: la normativa, poi modificata proprio grazie alla storica sentenza del maggio 2015, non prevedeva infatti la possibilità di utilizzare la fecondazione artificiale per le coppie fertili, ma portatrici di una grave malattia genetica. “Ora Vittoria è nata, è sana, perché la sua mamma ha eseguito la diagnosi preimpianto prima di intraprendere la gravidanza”, racconta Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e legale che ha rappresentato le coppie di fronte alla Consulta per far valere i loro diritti.

“Ho salutato il nuovo anno – spiega a margine di una conferenza stampa oggi a Roma – con la nascita dei figli di queste coppie che hanno combattuto e vinto la loro grande battaglia. Oltre a Vittoria sono venuti al mondo due gemellini”, figli di altri due giovani ’ricorrenti’ che hanno potuto, a seguito della decisione della Corte, accedere alla Pma per non trasmettere ai loro bambini la malattia di cui è portatrice la mamma, la talassemia. “Qualsiasi genitore farebbe di tutto per proteggere i propri figli da una malattia – osserva Gallo – Ora questi piccoli certo potranno ammalarsi in futuro, ma non della patologia genetica che la diagnosi preimpianto è in grado di ’vedere’ nell’embrione”.

La segretaria dell’Associazione Coscioni punta però il dito sull’impossibilità, al momento attuale e nonostante l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) con le tecniche di Pma, “di avere un accesso omogeneo alla fecondazione assistita in tutta Italia, soprattutto a causa di tariffe riconosciute alle strutture pubbliche insufficienti a coprire tutti i costi, e all’assenza di centri che offrano la diagnosi preimpianto a tutti coloro che ne hanno bisogno: coppie fertili portatrici di malattie genetiche e coppie infertili a cui la legge consente comunque di conoscere lo stato di salute dell’embrione”.

“Apprezziamo i buoni intenti e l’inserimento delle tecniche di Pma omologa ed eterologa nei Lea – precisa Gallo – ma anche la diagnosi preimpianto dovrebbe essere un’indagine a carico del Ssn. E le strutture pubbliche che non hanno i macchinari adatti a eseguirla possono istituire delle convenzioni con centri privati, come già avviene in alcune realtà”.

“Il ministro Lorenzin, da mamma – conclude – dovrebbe capire le esigenze di queste coppie e quindi chiediamo a gran voce che nell’aggiornamento dei Lea, che avviene ogni anno, sia inserita questa importante indagine diagnostica. Potrebbe essere uno dei punti sui quali, in caso contrario, torneremo a far valere i diritti delle coppie nei tribunali”.

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11 Gennaio 2018