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ITALIA VIVA APRE LA CRISI DI GOVENDO

cms_20630/RENZI.jpg“Abbiamo convocato la conferenza per annunciare dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto”. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, annuncia così l’uscita dei 3 esponenti del partito dal governo guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per l’ex premier “la crisi è aperta da mesi, e non da noi”, noi “non vogliamo aprire le crisi ma risolvere i problemi. Non vogliamo aprire le crisi ma aprire le scuole”. Oggi, aggiunge, “non ci sono stati contatti con il presidente del Consiglio”.

“Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri”, ha poi spiegato Renzi continuando: “Noi non giochiamo con le istituzioni, la politica non è un reality show, non si fa con le veline ma affrontando i problemi nelle sedi politiche, nelle sedi istituzionali, in Parlamento. La Costituzione non è una storia su Instagram”.

“Risolviamo i problemi che si sono aperti: questa è politica. Pensare di risolverli con un post su Facebook è populismo”, ha continuato il leader Iv, che ha aggiunto: “A dimettersi ci vuole coraggio e responsabilità. E’ molto più difficile lasciare una poltrona che aggrapparsi alla tenace difesa dello status quo”, ha scandito l’ex premier.

E ancora: “Se le forze politiche dell’attuale maggioranza hanno voglia di affrontare i temi, lo facciano ma senza rinviare ancora. Senza continui giochi di parole, comunicati roboanti. La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il re è nudo”.

“Abbiamo posto tre questioni al premier. La prima è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini”, spiega quindi Matteo Renzi, che torna anche sulla delega ai Servizi: c’è stato, dice un uso “discutibile della delega ai servizi”.

“Si dice: ma c’è la pandemia. Proprio perché c’è la pandemia bisogna rispettare le regole democratiche. Se durante una pandemia, se durante una crisi non le rispetti, allora la democrazia non serve più a niente”, sottolinea ancora il leader di Italia Viva, che continua: “Non stiamo facendo niente di irresponsabile. Stiamo dicendo che se c’è una crisi politica si affronta nelle sedi istituzionali e non in piazza”.

“Abbiamo fatto una grande battaglia sui fondi europei, ci hanno detto che eravamo dei ’pierini’ poi ci hanno dato ragione e molte cose cambiate” ma “rimane un grande problema: perché non si prende il Mes? E’ ingiustificabile e irresponsabile non prenderlo per motivi ideologici”, aggiunge il numero uno Iv.

Pregiudiziale su Conte? “Non abbiamo nessuna pregiudiziale né sui nomi né sulle formule. Noi – ha replicato Renzi – non faremo mai i ribaltoni, non daremo mai vita a un governo con quelle forze della destra antieuropeista e sovranista che abbiamo combattuto. Questa è l’unica pregiudiziale che noi mettiamo”.

“Si può fare un nuovo governo Conte? Noi non abbiamo veti su nessuno, né pregiudizi, né abbiamo la pretesa di spiegare al premier cosa deve fare. Ha lanciato un guanto di sfida il 30 dicembre ma andare in Parlamento non è una minaccia, è la democrazia. Quindi, se vuole venire Parlamento, ci troverà lì. A lui la scelta”, ha detto Renzi. “Ma- avverte il leader di Iv – come non c’è alcun veto da parte nostra sia chiaro, sia per questa maggioranza che per una eventuale maggioranza in forma diversa, che non c’è un solo nome per palazzo Chigi. Chi dice: o Tizio o voto, lui sì che è irresponsabile, lui sì che personalizza. Noi non abbiamo problemi o preclusioni ma non siamo quelli che si aggrappano a un nome secco”.

Quali sono gli sbocchi della crisi? “Spetta a Conte deciderlo. Ho messo un solo paletto: no ribaltoni e no alla destra sovranista e antieuropeista. Poi – spiega Renzi – si è pronti a discutere di tutto: un governo con la stessa maggioranza, un governo tecnico oppure andare all’opposizione. Non ci interessa il nostro destino ma quello del Paese”. Ma “se ci vogliono – aggiunge – non è che ci prendono come segnaposto. Quando ci mettiamo a lavorare non ci facciamo prendere in giro”.

“Controllo sul gruppo del Senato? I nostri 18 senatori – continua Renzi – sono persone libere e coraggioso che non hanno un controllo ma hanno un’idea della politica”.

In ogni caso il leader Iv, non crede al voto “semplicemente perché non ci sono le condizioni in Parlamento per andare al voto. Si vota nel 2023 in Italia, in modo scientifico, regolare. Ma dovremmo preoccuparci dei posti di lavoro, di mettere risorse per i giovani”. Per quanto riguarda il futuro di Iv, “voteremo lo scostamento di bilancio, le misure anti Covid e, qualunque sarà il governo, saremo dalla sua parte sul decreto ristori”, assicura l’ex premier.

Se si dovessero formare dei gruppi di responsabili? “L’abbiamo detto al presidente del Consiglio: fai pure. Se ci vuoi sfidare in Parlamento – sottolinea ancora il leader di Italia Viva -, magari rubando un senatore agli altri, fai pure. Che ci sia qualcuno dei nostri senatori non mi pare”.

Renzi ha ribadito quindi la “fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica, nella sua persona e nel suo ruolo di arbitro”. “Quello di Mattarella – ha aggiunto – sui costruttori è stato uno degli appelli più belli ma, come sanno i costruttori di cattedrali, non si costruisce sulla sabbia”.

“Se si costruisce nella chiarezza, vai avanti fino al 2023. Se è chiaro dove si vuole arrivare, si va avanti. Se non è chiaro, nessuna costruzione è possibile. Noi siamo orgogliosamente costruttori ma prima vogliamo vedere il progetto”, ha detto ancora.

cms_20630/CONTE.jpg“Cari ministri, purtroppo Italia Viva si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo. Sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando. Se un partito fa dimettere le sue ministre, questo non può essere considerato un fatto estemporaneo, non si può sminuire la gravità di questa decisione”. Così, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte, ieri sera, aprendo il Consiglio dei ministri, a Palazzo Chigi, si è espresso sulle dimissioni delle ministre di Italia Viva.

“Ho provato fino all’ultimo minuto utile – ha proseguito il presidente del Consiglio -a evitare questo scenario, e voi siete testimoni degli sforzi fatti in ogni sede, ad ogni livello di confronto. Ancora due giorni fa e quest’oggi ho ribadito che avevo preparato un lista di priorità per un confronto da fare non appena approvato il Recovery Plan, stasera le misure anticovid, la proroga dello stato di emergenza, domani lo scostamento di bilancio”.

“Non ci siamo mai sottratti a un tavolo di confronto anche se oggettivamente diventa complicato un confronto quando il terreno è disseminato continuamente di mine difficilmente superabili”, ha detto ancora.

“Il Paese sta guardando la drammatica situazione che stiamo vivendo, ho offerto la disponibilità ad un tavolo di legislatura eppure di fronte a questa disponibilità ci sono state comunque le dimissioni delle ministre. Dimissioni che mi sono state comunicate attraverso una comunicazione via mail e che accetto. Naturalmente questa sera ho informato della situazione il Presidente Mattarella”, ha aggiunto Conte.

Oggi, a quanto si apprende, il governo dovrebbe sciogliere la riserva su chi assumerà l’interim dei due posti vacanti nella squadra di governo, quello della responsabile dell’Agricoltura Teresa Bellanova e della ministra della Famiglia Elena Bonetti. E’ possibile, considerando la situazione, che sia lo stesso Conte ad assumere l’incarico.

(fonte e foto interne AdnKronos – foto di copertina IWP)

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Data:

14 Gennaio 2021