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Italiani in fuga dall’Italia, +15% nel 2016

Se volessimo dare un titolo a questo esodo di massa, quello che più di tutti racconterebbe il drammatico stato in cui versa l’Italia è senza ombra di dubbio “la fuga continua”. Solo nel 2016 sono espatriati 124.076 nostri connazionali, in cerca di un lavoro che in Italia scarseggia. Con la forza e la dignità di un Popolo che non si rassegna all’infausto destino che da molti anni a questa parte la crisi segna e relega, i nostri conterranei scelgono di rincorrere il sogno di un futuro migliore in altre parti del mondo. Un triste +15,4 % rispetto al 2015 segnala una fuga di italiani all’estero che non ha battute d’arresto ma che, anzi, va progressivamente rafforzandosi. Ad aumentare sono in particolar modo i giovani: gli italiani tra i 18 e i 34 anni segnano un +23,3%. Il 9,7% di italiani all’estero nell’ultimo anno ha tra i 50 e i 64 anni. Sono lavoratori che hanno perso il proprio impiego e il proprio futuro, che lasciano il Paese portando spesso con sé anche tutta la famiglia. Il continente prioritariamente scelto da chi ha spostato la sua residenza fuori dell’Italia nel corso del 2016 è stato quello europeo, seguito dall’America Settentrionale.

cms_7494/2.jpgMa andiamo ai dati dell’esodo regione per regione. La Lombardia, con quasi 23 mila “addii”, si conferma la prima regione per partenze, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Gli italiani all’estero, al primo gennaio 2017, secondo i dati delle iscrizioni all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) sono quasi 5 milioni. Per la precisione, sono 4.973.942, che costituiscono l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data. Un numero che è in costante aumento negli anni (nel 2006 erano poco più di 3 milioni, +60,1%). E’ quanto si legge nel Rapporto Italiani nel Mondo 2017 di Migrantes, presentato a Roma. Oltre la metà risiede in un Paese europeo, ma le comunità italiane più numerose si trovano in Argentina (804mila), Germania (724mila) e Svizzera (606mila). E’ il Regno Unito, comunque, il Paese che ha visto aumentare maggiormente le iscrizioni all’Aire (+27.602 nell’ultimo anno), superando la Germania, che lo scorso anno è stata la meta europea più gettonata. In crescita anche gli italiani nati all’estero: dai circa 1,7 milioni del 2014 ai quasi 2 milioni del 2017.

“La fuga continua”, dicevamo all’inizio: che fare, dunque, per restituire dignità ai milioni di italiani che vanno via? La questione lavoro sarà in cima alla lista della futura agenda politica del prossimo governo. Si avanzano molteplici ipotesi di intervento per combattere la crisi occupazione, ma i dati segnano ancora una totale sconfitta su tutti i fronti. Speriamo in un futuro migliore per un’Italia che, pian piano, vede perdere i propri giovani e il proprio futuro.

Data:

19 Ottobre 2017