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IT’S TIME TO CRUISE-RESORT (CHE DIR SI VOGLIA) COLLECTIONS

La primavera fashionista è da sempre identificata dall’arrivo delle cruise collection, tra maggio e giugno, le grandi maison presentano, di solito in location mozzafiato, collezioni dal forte tratto identitario che approdano negli store nel mese di novembre e destinate a quei clienti che, nei mesi invernali, si concederanno una vacanza in posti esclusivi. Il fenomeno delle cruise collection nasce negli Stati Uniti una ventina d’anni fa per andare incontro ai clienti più facoltosi che volevano un guardaroba nuovo da indossare durante le loro vacanze invernali. Le grandi maison del lusso europee non sono state a guardare, hanno preso la palla al balzo e hanno deciso di mettere sul mercato le loro cruise collection. La pandemia da covid-19 aveva portato il fashion system a fare una serie riflessione sul numero smodato di collezioni e relativi fashion show, ma superata la paura tutto è ritornato come prima con buona pace del disagio economico dei più e dell’impatto ambientale che tali eventi hanno sul pianeta.

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Ma se la gran parte delle maison se ne vanno in giro per il mondo, optando per location stravaganti e lontanissime e costringendo fashion editor, buyers e clienti vip a spostarsi da una parta all’altra del mondo con relativo dispendio di soldi e CO2, c’è chi decide di essere immobile, ma presente. Decidendo di presentare la sua cruise collection con un lookbook senza inutili clamori avendo come unico punto fermo il lavoro e la qualità dei capi realizzati. Questo è stata la strada scelta dalla maison Bottega Veneta, rinunciare ad allestire un fashion show strappa like, rinunciare ad un front row di star ed influencer, ponendo in primo piano il vero lusso artigianale che ha portato, in pochi anni, la maison ai vertici del fashion system. La collezione cruise pensata dal direttore creativo, Matthieu Blazy è fatta di colori, di forme e linee non urlate, di capi no logo, di it bag che hanno un senso del lusso e del bello senza alcuna vocazione provocatoria. La demarcazione tra femminile e maschile diventa sempre più sottile, ma la novità sta nel pensare, l’iconico motivo di pelle intrecciata, non più solo per gli accessori, ma anche per i pantaloni, i blazer e i capispalla. La palette colori è composta da nuance neutre, dove l’iconico verde Bottega non è più il protagonista assoluto degli accessori.

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La maison Pucci sceglie, per presentare la sua cruise collection di ritornare dove tutto è iniziato, a Firenze, la città che diede i natali al fondatore Emilio Pucci. L’ungo l’Arno, indorato dal crepuscolo, scivolava una passerella fluttuante dove ha sfilato una collezione che rende omaggio al logo disegnato dal fondatore nel 1971 per rendere omaggio alla missione Apollo 15 della NASA. Il debutto della direttrice creativa Camille Miceli è stata un successo, un ritorno al passato senza mai cedere al nostalgico e allo stucchevole. L’iconica stampa prende vita su caftani super chic, ma anche su jumpsuit in jersey dal mood anni ’90. E’ una cruise collection che trasuda glamour nei suoi outfit total white, nel denim, negli abiti dalla linea ad A che rimandano alle linee care al fondatore della maison. La palette colori risulta pura, vibrante, ma mai sfacciata o di difficile indosso.

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La maison Chanel vola nella città degli angeli, Los Angeles, per approdare ai Paramount Picture Studios di Hollywwod dove ha presentato una cruise collection, parole della direttrice creativa, allegra, spensierata che deve portare gioia e una sana frivolezza. La collezione è un meltin pot di anni e tendenze, di streetwear e formale che danno vita a pantaloni della tuta, ma rivestiti di paillettes, abiti da sera che si indossano con gli scaldamuscoli. Anche la palette colori è variegata, si spazia dalle nuance pastello alle nuance più vibranti, dove l’iconico black and white cede il passo al metallico, al lamé, all’oro, al luccichio degli strass tanto cari allo star system hollywoodiano.

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La maison Gucci ha rivolto il suo sguardo ad oriente, precisamente a Seul, dove è arrivata per presentare la sua cruise collection all’interno del cortile cerimoniale del Gyeongbokgung Palace. La collezione è una voluta contaminazione tra l’archivio storico della maison (come il timeless di Tom Ford e la logomania di Alessandro Michele) e lo k-fashion sudcoreano (l’estetica cute nata dalla musica k-pop). E’ una collezione che sottolinea quanto sia forte il legame della maison con la Corea del Sud, un legame nato nel lontano 1998 con l’apertura del primo store di Gucci a Seul. Ma anche per Gucci, come per Chanel, l’idea vincente è quella di un mood ibrido tra streetwear ed eleganza formale, dove anche i capi hanno un’anima ibrida e non sono mai come te li aspetti. Nell’ottica del trasformismo i bomber diventano gonne da indossare nelle serate più formali, dove il giubbino da motociclista prende le sembianze di un long coat. Spiazzare è la parola d’ordine e per i clienti che arrivano dall’oriente sembra funzionare.

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Data:

20 Maggio 2023