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Ius soli, i mal di pancia nel Pd

Ius soli, i mal di pancia nel Pd

cms_8047/Ius_Soli_cartello_Fg.jpgIus soli affossato: nel Pd c’è chi non si arrende. E spera in uno scatto di reni. Tra questi, il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani, secondo il quale se lo Ius soli è stato affossato la responsabilità è (anche) del Pd: “Attribuisco la colpa – ha detto Manconi intervenuto questa mattina a Radio anch’io – per un verso alla destra, che ha mobilitato la paura manipolandola e presentando questo provvedimento sacrosanto e saggio come una misura che puntasse ad attribuire la cittadinanza italiana a coloro che sbarcano quotidianamente sulle nostre coste, il che rappresenta un falso clamoroso”. “E per un altro verso – aggiunge Manconi – al Pd perché quei 29 senatori assenti dicono che il Pd non ci credeva abbastanza.

Per Manconi il dato politico è inequivocabile: “Lo dico con tranquillità e con dolore, visto che il Pd è il mio partito. La cittadinanza di cui parliamo riguarda i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri residenti regolarmente. Il compito della politica deve essere quello di spiegare, motivare”. “Ben sei ministri dell’interno hanno sottoscritto un documento in cui si dice che la riforma della cittadinanza è un contributo prezioso alla sicurezza collettiva. L’epilogo di questa vicenda oscilla tra il grottesco e l’indegno”, ha detto.

Manconi ha poi lanciato un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché prolunghi la legislatura per approvare la legge: “Ma chi l’ha detto, che si debba votare il 4 marzo? E chi ha stabilito che le Camere si sciolgano tra 24 o, al più, 48 ore? Lo sostengono tutti ed è l’ipotesi più probabile, ma a tutt’oggi – alle ore 13 di mercoledì 27 dicembre – il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il Presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato”, ha affermato in una nota.

“È a lui che mi rivolgo, con il massimo rispetto e con la massima considerazione per il suo altissimo ruolo, ma anche con la fiducia che si deve a un galantuomo del quale è nota la rettitudine intellettuale e la sensibilità sociale – aggiunge il senatore dem -. So che il capo dello Stato ha letto il messaggio inviatogli da ’Movimento italiani senza cittadinanza’, una splendida pagina di letteratura civile. E sono sicuro che vi avrà militato. Il senso di quella lettera corrisponde esattamente al mio sentimento e al mio pensiero: il tempo c’è. Basta volerlo. Sarebbe un modo intelligente per recuperare l’onore di un Senato che ha voluto un epilogo assai poco dignitoso della vicenda dello Ius soli e culturae”.

“Il mancato numero legale, lo scorso 23 dicembre, va interpretato o come manifestazione di infingardaggine (fuga per le vacanze, irresponsabilità politica, indifferenza morale) o come espressione di meschino calcolo politico (ostilità verso una legge sacrosanta). In ogni caso, un’autentica figuraccia per il centrosinistra e una truce vittoria per quegli imprenditori politici dell’odio che, come la Lega, hanno paura delle legittime aspettative di bambini e adolescenti”.

“E, tuttavia, la discussione sulla legge è iniziata. Dunque, per quale ragione al mondo non deve continuare? Dipende in primo luogo dal Capo dello Stato e dal Presidente del Consiglio che, esattamente dieci giorni fa, conveniva con me sull’importanza di approvare “entro questa legislatura” una normativa così equa e saggia. Ripeto: il tempo c’è e va ricordato che, il 23 dicembre, mancato il numero legale, il Senato ha deciso di riconvocarsi per il 9 gennaio, dopo una pausa di ben 16 giorni. Basterebbe prolungare la legislatura di un paio di settimane e prevedere il voto – che so? – per il 18 marzo: e si avrebbe così la possibilità e l’agio di discutere una legge tanto essenziale e lungimirante”, conclude il senatore.

Ma Manconi non è l’unico del Pd a non arrendersi: “Non può e non deve finire così”, dice Gianni Cuperlo. “Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare. Per la loro sensibilità a questa battaglia io dico che adesso è il momento giusto perché il capo del governo e il segretario del partito democratico chiedano al presidente Mattarella di prolungare la legislatura di pochi giorni”. Secondo Cuperlo questa mossa “consentirebbe di riconvocare l’Aula di Palazzo Madama alla ripresa così da poter discutere e votare una legge giusta e di civiltà. Una legge attesa da 800.000 ragazze e ragazzi che rischiamo di mortificare e deludere ancora una volta”.

La stangata di Capodanno

cms_8047/bollette_sportello_banconote_ftg.jpgAnno nuovo, stangata nuova. Con il 2018 arriva il consueto aumento di prezzi e tariffe che toccherà quota +952 euro annui per una famiglia media. “Si profilano ulteriori salassi per le tasche dei cittadini dal 1 gennaio 2018” avverte Adusbef, sottolineando che gli aumenti riguarderanno, tra le altre cose, i pedaggi autostradali, le assicurazioni, i servizi bancari, i prodotti per la casa, le spese scolastiche e le bollette della luce.

PER CHI SCATTA LA STANGATA? – Sono proprio le bollette della luce, spiega in una nota Elio Lannutti di Adusbef, quelle destinate ad aumentare, come segnalato al Governo e dall’Autorità per l’energia “per 22 milioni di famiglie dal 1 gennaio 2018, in previsione del processo di riforma delle tariffe, che penalizza gli utenti con minori consumi, specie se residenti, quantificati in 22 milioni di abitazioni su 29 totali, quindi con un potenziale impatto redistributivo tutt’altro che irrilevante”. Ma gli aumenti riguarderanno anche gas, spesa alimentare, ticket sanitari, trasporti, servizi idrici, tariffe professionali e la tassa sui rifiuti.

PERCHE’ AUMENTANO I PREZZI? – La previsione di aumenti per il 2018 “è aggravata non solo dalla crescita dei costi energetici, ma anche da alcuni fenomeni speculativi o derivanti da inefficienze di sistema, con aumenti implacabili dei costi delle assicurazioni e dei servizi bancari” sottolinea la nota di Adusbef, che sollecita “una seria azione del Governo per controllare e contrastare ogni aumento ingiustificato, e porre un argine ad aumenti surrettizi di pochi euro”.

Rifiuta di lavorare a San Silvestro, cassiera trasferita a 100 km

cms_8047/cassiera_market_1_fg.jpgTrasferita per una settimana a lavorare a un centinaio di chilometri di distanza per aver detto di no a lavorare la domenica di San Silvestro. E quanto sarebbe accaduto a una cassiera di un discount di Susa impiegata con un contratto che prevede il riposo domenicale e l’orario lavorativo dal lunedì al sabato. A denunciare l’accaduto il sindacato di categoria della Cisl, la Fisascat, che nei giorni scorsi ha promosso una mobilitazione, ha interessato l’assessorato regionale alle Pari opportunità e ora attende una risposta da parte dell’azienda.

Secondo il racconto di Sabatino Basile, responsabile torinese di Fisascat Cisl, la signora a metà dicembre avrebbe detto alla sua responsabile di non essere disponibile a lavorare la domenica vigilia di Capodanno e il giorno dopo avrebbe ricevuto comunicazione di doversi recare per una settimana a lavorare nel Canavese. Interpretando il fatto come una conseguenza del suo rifiuto a lavorare domenica 31 dicembre, la donna si è rivolta al sindacato che ha già promosso uno sciopero e preannuncia altre mobilitazioni in caro di mancata soluzione positiva della vicenda.

Italia in tempesta, Roma in tilt

cms_8047/bomba_acqua4_fg.jpgE’ arrivata la prevista intensa perturbazione atlantica con pioggia, vento e neve. Si registrano frane in Liguria, mentre su Roma nel primo pomeriggio di ieri si è abbattuta una forte grandinata. A causa delle avverse condizioni meteomarine stop ai collegamenti via mare.

La perturbazione continuerà a determinare forte maltempo su gran parte del nostro Paese, con un abbassamento delle temperature nella giornata di oggi e la persistenza di una ventilazione sostenuta. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende e integra quello diramato nella giornata di ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche.

VENTI – L’avviso prevede venti forti, con rinforzi di burrasca, dai quadranti settentrionali su Piemonte e Lombardia, venti di burrasca, con rinforzi fino a burrasca forte, dai quadranti occidentali sulla Sardegna, con mareggiate lungo le coste esposte.

NEVE – Dalla giornata di oggi attese nevicate con accumuli al suolo generalmente deboli, localmente moderati alle quote più alte: in particolare, la quota neve è prevista al di sopra dei 400-600 metri, sulle zone appenniniche dell’Emilia-Romagna e della Toscana; al di sopra dei 500-700 metri su Umbria e settori interni e appenninici di Lazio, Abruzzo e Molise; al di sopra dei 600-800 metri sui settori appenninici di Campania, Basilicata e Calabria centro-settentrionale. L’avviso prevede, inoltre, il persistere di venti forti o di burrasca, dai quadranti occidentali su Sicilia, Campania, Calabria, Basilicata e Puglia, con mareggiate lungo le coste esposte.

ALLERTA – Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi allerta arancione nel Lazio, sull’Appennino di Rieti e sui bacini del Liri e dell’Aniene, in Abruzzo sulla Marsica, sul Bacino dell’Alto Sangro e su quello dell’Aterno e, infine, su gran parte del Molise.

L’allerta sarà gialla sui restanti settori di Lazio, Abruzzo e Molise, su gran parte del Friuli Venezia Giulia, sull’Alto Piave in Veneto, in parte della Toscana settentrionale e meridionale, sui versanti appenninici delle Marche, sull’Umbria, sulla Campania, sulla Calabria e su gran parte di Puglia e Basilicata.

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28 Dicembre 2017